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storie horror vere

Amelia Dyer – La Levatrice Assassina

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Amelia era una bambina brillante e intelligente, che nutriva un amore per i libri e la letteratura. Tuttavia, la sua infanzia è stata rovinata quando la madre contrasse il tifo e iniziò a soffrire di gravi complicazioni che le causarono un danno mentale permanente. La madre soffriva spesso di attacchi violenti e Amelia fu costretta ad assisterla fino alla sua morte.

Amelia – La Levatrice Assassina

All’età di 24 anni Amelia cominciò a studiare per diventare infermiera. Tuttavia, molto presto scoprì che avrebbe potuto fare soldi molto più facilmente e con molto meno sforzo attraverso mezzi più subdoli. Amelia iniziò dunque ad offrire alloggi per le donne in gravidanza che avevano concepito i loro bambini illegittimamente in giovane età o al di fuori del matrimonio. Una volta partorito, le affidavano il bambino che veniva mantenuto dalla signora Dyer fino a che non avesse trovato una famiglia.

In realtà, Amelia faceva tutto ciò solo per intascarsi i soldi e poi lasciava morire di fame i bambini, che ormai non le servivano più. In particolare i bambini rumorosi o cattivi venivano sedati con alcool oppure con oppio, che a quel tempo erano prontamente disponibili e venduti tra i normali medicinali e sciroppi. E’ ben documentato che molti bambini in quel periodo morirono in seguito a sedazione, non a causa di un’overdose, ma a causa della drastica riduzione dell’appetito determinata dall’assunzione di tali sostanze stupefacenti. Altri, invece, moriravano di malnutrizione.
Ad un certo punto della sua ‘carriera’, Amelia decise di smettere di “consentire” ai bambini di morire lentamente per malnutrizione. Cominciò così ad ucciderli rapidamente, subito dopo essere stati posti nelle sue “cure”. In questo modo avrebbe potuto intascare tutti i soldi che percepiva dalle loro madri e non doversi più preoccupare delle spese di latte e cibo.
Le frequenti morti insospettirono i medici che rilasciavano i certificati di morte e fu così che la signora Dyer venne arrestata.


Uscita di prigione Amelia Dyer tornò ad uccidere i bambini che le venivano affidati. Decise, però, di non coinvolgere più i medici per redigere i certificati di morte ed iniziò ad usare vari pseudonimi cambiando spesso città, in modo da riguadagnare il proprio anonimato e riprendere i propri affari.
Nel gennaio del 1896, una cameriera di 25 anni chiamata Evelina Marmon diede alla luce una figlia illegittima e l’affido alla Dyer.
Fu incredibilmente difficile per Evelina vedere sua figlia nelle mani di un’altra donna e decise di scrivere ad Amelia per informarsi sulla sua bambina. Amelia rispose dicendo che la bambina stava bene e che tutto procedeva nel modo migliore. La figlia di Evelina, invece, era stata strangolata lentamente con un nastro da sarta stretto intorno al collo. La piccola soffocò lentamente in una morsa lancinante. Amelia in seguito dichiarò che le piaceva guardare i bambini soffocare, ma non durava abbastanza a lungo:
“Sono morti troppo in fretta”, disse.

I corpi venivano messi in sacchi e gettati nel fiume. La Dyer però non era solita pesare i sacchi e fu così che tornò a galla un sacco contenente il cadavere di una bambina, che venne recuperato da un barcaiolo insospettito. Sulla carta da imballaggio c’era un nome ancora vagamente leggibile “la signora Thomas” e un indirizzo. L’indirizzo permise alla polizia di rintracciare Amelia Dyer e arrestarla.

Si calcola che uccise circa 400 bambini.
Amelia Dyer fu dunque condannata a morte per impiccagione.

Due anni dopo l’esecuzione della Dyer, alcuni impiegati delle ferrovie, ispezionando le carrozze di un treno nel Devon, trovarono un pacco contenente una bambina di tre settimane di età. La bambina era stata affidata ad una certa signora Stewart, per 12£. Non serve dirvi chi fosse in realtà la signora.

Nato a pane e horror, fin da subito sviluppa una particolare ed accesa passione verso il mondo del cinema horror. La cosa non si è mai attenuata, ma anzi viene accentuata dopo la creazione di Horror Stab.

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