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AZZURRINA – LA STORIA HORROR MADE IN ITALY

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Azzurrina

Intorno al 1370 nasce Guendalina, una bellissima bambina albina.
Siamo nel Medioevo, e a causa del colore dei suoi capelli la piccola sarebbe stata vittima di accuse di stregoneria: le superstizioni popolari dell’epoca vedevano nell’albinismo i segni del demonio.
Così la mamma decise di tenerla segregata nel castello di Montebello, nascosta da occhi indiscreti.
Ma fece ancora di più: provò a tingere di nero i capelli della figlia, ottenendo però un colore dalle sfumature bluastre.
Da qui il soprannome Azzurrina.
Il 21 Giugno del 1375, in concomitanza del solstizio d’estate, mentre fuori imperversava un temporale, la bambina scomparve mentre giocava con una palla di stracci.
Le guardie sentirono un urlo, ma della bambina non vi era più traccia: il suo corpo non sarebbe stato mai più ritrovato.
Leggenda vuole che ogni cinque anni, durante la notte del solstizio d’estate, nel castello riecheggerebbero suoni inquietanti: è il fantasma di Azzurrina, che non ha mai abbandonato la sua casa.
La leggenda di Azzurrina è tornata alla ribalta nel 1990, quando il castello, ormai restaurato e aperto al pubblico, viene “invaso” da esperti, tecnici del suono e parapsicologi, che montano un vero e proprio studio di registrazione per captare una traccia il giorno del solstizio, quando Azzurrina avrebbe dovuto farsi sentire.
Dalle registrazioni sono udibili vari suoni; tuoni, uno scrosciare violento di pioggia, poi… il pianto di un bambino…

Azzurrina

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La vera storia della bambola assassina! STORIA COMPLETA👇 Siamo nel 1906 quando Robert Eugene Otto, a cinque anni, ricevette in regalo, da un servitore di origini africane, una bambola. Secondo la leggenda, tale servitore era un praticante della magia nera e di rituali voodoo, che gli donò la bambola per lanciargli una maledizione. Robert il bambolotto, omonimo del suo nuovo piccolo padrone diede il via a svariati inquietanti episodi: i genitori erano del parere che la bambola parlasse e i vicini sostenevano di averla vista addirittura muoversi durante la loro assenza, notando i suoi movimenti da una finestra all’altra parte della casa. Secondo alcune fonti, Robert Eugene era davvero ossessionato dalla bambola, al punto che da adulto, dopo essersi sposato con sua moglie Anne, fece allestire nell’abitazione di famiglia un’intera stanza per il piccolo Robert con tanto di mobili in miniatura. La moglie Anne dubitò più volte della sanità mentale del marito e spesso, nascondeva la raccapricciante bambola in soffitta; ma il legame tra Robert la bambola e Robert Eugene era troppo forte per essere spezzato, riuscivano sempre a ritrovarsi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, Robert Eugene sosteneva che la bambola fosse maledetta.La bambola rimase in soffitta fino a quando la casa non venne acquistata da un’altra famiglia. La nuova famiglia aveva una bambina di dieci anni, che trovò la bambola girovagando per la casa. Una notte la bimba gridò e affermò ai suoi genitori che la bambola l’aveva aggredita, nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert. Robert Oggi la bambola si trova ancora nella casa di Eugene, trasformata in un museo locale chiamato East Fort Martello Museum, dove desta ancora oggi molta curiosità e divenendo la maggiore attrazione della città. Infatti, secondo le varie testimonianze dei visitatori, i poteri paranormali della bambola sono ancora attivi. #dark #legend #scary #horror #creepy #death #mystery #horrormovies #notte #darkmemes #paranormal #storia #horrorart #fotodelgiorno #horroraddict #horrorjunkie #horrorfanatic #horrorfilm #horrorfamily #horrorcollector #horrorclub #horrorstories

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