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Chiara Consorti

<p>Solare, estroversa, riflessiva e testarda 25enne marchigiana. Makeup artist di professione, fotografa per passione. Amante dell’horror in ogni sua sfaccettatura, divoratrice di serie tv e innamorata dell’autunno.</p>

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IL MISTERO DELLA DONNA TROVATA MORTA DOPO 3 ANNI DAVANTI AL TELEVISORE ACCESO

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Joyce Carol Vincent è nata a Hammersmith il 19 ottobre 1965 da genitori immigrati a Londra. Sua madre morì quando Joyce aveva solo undici anni e dalla perdita della mamma in poi la ragazza venne cresciuta dalle quattro sorelle maggiori, dal momento che con il padre non aveva un buon rapporto.

 

Nel 2001 Joyce passò un po’ di tempo in un rifugio per vittime di abusi domestici a Haringey e lavorò come donna delle pulizie in un hotel. Durante questo periodo tagliò improvvisamente i ponti con la sua famiglia. Si vociferava che Joyce si fosse allontanata dalla sua famiglia a causa della vergogna per aver subito violenze domestiche e che non voleva essere trovata dal molestatore. Nel 2003 Joyce si trasferì a in un appartamento di proprietà del Metropolitan Housing Trust che veniva affittato proprio a vittime di abusi. Nel novembre dello stesso anno si sentì male vomitando sangue: fu subito ricoverata per due giorni a causa di un’ulcera peptica.

 

Joyce morì per cause ancora sconosciute intorno al dicembre 2003: le ipotesi della causa della morte caddero prima sull’ulcera poi su un attacco di asma, malattia di cui soffriva la donna. I suoi resti sono stati descritti come “per lo più scheletrici” secondo il patologo: era sul divano, accanto a una borsa della spesa, circondata da regali di Natale che aveva incartato ma mai consegnato.

 

 

I vicini, non vedendola più nei paraggi, credevano che l’appartamento fosse stato occupato da qualcun altro e l’odore del tessuto corporeo decomposto fu attribuito ai cassonetti della spazzatura. Ma è possibile che nessuno l’abbia mai cercata?

 

Dopo 3 anni e 2.400 sterline di affitto non pagate, gli ufficiali giudiziari decisero di presentarsi nella proprietà per darle lo sfratto. Ciò che scoprirono buttando giù la porta fu agghiacciante: il 25 gennaio 2006 venne scoperto cadavere di Joyce davanti alla televisione ancora accesa, costantemente accesa per 3 anni!

 

 

 

I resti di Joyce erano troppo decomposti per condurre un’autopsia completa e doveva essere identificata dai registri dentistici. La polizia ha dichiarato la morte per cause naturali in quanto non c’erano prove che suggerissero altro, non c’era alcun segno di effrazione. Al momento della sua morte aveva un ragazzo, ma la polizia non riuscì a rintracciarlo. Le sue sorelle, al momento del distacco dalla famiglia, avevano assunto un detective privato per cercarla ma ogni tentativo fu ovviamente vano.

 

Cos’è realmente successo a questa bellissima ragazza? Sapeva di soffrire di asma quindi se le fosse davvero venuto un attacco avrebbe avuto subito qualcosa a portata di mano per riuscire a respirare di nuovo. E per quanto riguarda l’ulcera, aveva avuto un altro copioso conato di vomito? Ma non c’era sangue secco intorno a lei. Era amata dalla sua famiglia, dai suoi amici, dai suoi colleghi…Possibile che in quei 3 anni di buio nessuno abbia mai bussato alla sua porta? La sua morte rimane uno dei misteri più criptici di sempre.

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L’INFESTAZIONE DI CASA SMURL – ED E LORRAINE WARREN

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Jack e Janet Smurl di West Pittston, Pennsylvania, affermano che un demone avrebbe abitato la loro dimora tra il 1974 e 1989. Nel 1972 l’uragano Agnese colpì gran parte della Pennsylvania nord-orientale. La famiglia Smurl si ritrovò così costretta a lasciare la loro abitazione di Wilkes-Barre. Nel 1973 i genitori di Jack, John e Mary Smurl, acquistarono una casa in West Pittston per 18.000 dollari. La dimora era bifamigliare e per questo John e Mary Smurl vivevano nell’appartamento di destra mentre Jack, Janet e le loro due primogenite, Down e Heather, in quello di sinistra. Gli Smurl rimisero in sesto la casa fatiscente e per i primi 18 mesi la loro vita trascorse piacevole nella nuova abitazione. Ma ben presto alcuni fenomeni sconosciuti iniziarono a turbare la loro vita.

 

Nel gennaio del 1974 una strana macchia comparve sulla moquette, il televisore esplose, dai tubi iniziò a fuoriuscire acqua e sul lavandino, sulla vasca e sul parquet furono rinvenuti profondi graffi. Nel 1975, la figlia maggiore, Down, vide ripetutamente della “gente” vicino alla sua camera da letto.

 

Entro il 1977, gli Smurl si resero conto che la loro casa era infestata: lo sciacquone del water si tirava da solo, si sentivano continuamente passi sulle scale, i cassetti si aprivano e si chiudevano, la radio suonava anche se spenta e con la spina staccata e le sedie scricchiolavano e oscillavano come se qualcuno vi fosse seduto. Con il passare del tempo, la famiglia Smurl cominciò a sentire un orrendo odore di acido per tutta la casa. A volte Jack avvertì la presenza di una mano invisibile che lo accarezzava. Di lì a poco nacquero le gemelle Shannon e Carin.

 

 

Nel 1985 la situazione precipitò dando inizio ad esperienze definite dalla famiglia a dire poco spaventose: la temperatura in casa era sempre bassissima, una volta John e Mary sentirono delle voci oscene provenire dall’appartamento di Jack e Janet nonostante essi non fossero in casa, nel mese di febbraio mentre Janet si trovava nello scantinato sentì qualcuno chiamarla per nome nonostante non vi fosse nessuno in casa. Sempre nel febbraio 1985, mentre si trovava in cucina, a Janet apparve un’ombra umana che attraversò la cucina e scomparve nel muro che dava nell’appartamento dei genitori di Jack comparendo così a Mary dal lato opposto della casa.

 

Da quel momento, l’attività spiritica aumentò sia di frequenza che di intensità: il ventilatore cadde dal soffitto addosso a Shannon e per poco non la uccise; Jack e Janet iniziarono a levitare; una notte Janet venne spinta fuori dal letto senza che Jack potesse fare nulla perché paralizzato a letto; sulle pareti furono rinvenuti graffi terribili; una notte Shannon venne spinta fuori dal letto e fatta cadere giù per le scale. Neppure i vicini sono stati risparmiati; molti di loro hanno sentito le grida ed i rumori strani che provenivano dalla casa anche quando gli Smurl erano assenti.

 

Nel mese di gennaio del 1986, Janet sentì parlare di Ed e Lorraine Warren, ricercatori e demonologi di Monroe, Connecticut, e decise di contattarli. I Warren arrivarono accompagnati da Rosemary Frueh, un’infermiera con poteri psichici. Dopo mesi di indagini ai coniugi Warren fu chiaro che la casa fosse infestata da un demone.

 

 

I Warren tentarono di scacciare le oscure presenze dalla casa usando preghiere ed acqua santa e sembrarono avercela fatta. Poco tempo dopo Jack venne violentato da un demone sotto le sembianze di una donna anziana con un corpo giovane dalla pelle scagliosa. Anche Janet venne violentata sessualmente. Gli Smurl chiesero allora aiuto alla diocesi cattolica di Scranton, senza però ottenere da essa alcun aiuto concreto. I Warren intervennero presentando agli Smurl Padre Robert McKenna, un prete tradizionalista che aveva rifiutato di attenersi ai cambiamenti della chiesa emanati dal Concilio Vaticano Secondo e che aveva fatto più di 50 esorcismi per i Warren. L’esorcismo compiuto dal prete non risultò però efficace, e lo stesso esito lo ebbe un secondo esorcismo compiuto tempo dopo.

 

Secondo quanto riferito dalla famiglia, il demone li avrebbe persino accompagnati nei viaggi di campeggio al fiume Poconos e infastidito Jack sul lavoro. Dopo i ripetuti rifiuti dalla chiesa di aiutarli, gli Smurl si fecero intervistare da Richard Bey in una trasmissione locale per chiedere aiuto. Di lì a breve, sempre a detta degli Smurl, Jack avrebbe visto per casa una creatura enorme assomigliante ad un maiale e Janet sarebbe stata nuovamente aggredita dal demone.

 

Nell’agosto 1986, gli Smurl rilasciarono un’intervista ad un giornale. Quasi immediatamente, la loro casa si trasformò in un’attrazione turistica per la stampa pressante, per i curiosi e gli scettici. Secondo alcuni, compresi alcuni vicini di casa, gli Smurl avevano inventato tutta la storia nella speranza di guadagnarci qualcosa. La medium Mary Alice Rinkman esaminò la casa e confermò le tesi dei Warren circa l’infestazione da parte di quattro spiriti.

 

 

Identificò uno come una donna anziana di nome Abigail ed un altro come un uomo di colore di nome Patrick che aveva assassinato sua moglie ed il suo amante e a causa di ciò fu impiccato dalla folla inferocita. A suo dire non poté però identificare il terzo ma riuscì a capire che il quarto era un potente demone. Sempre nel 1986, un prete della locale diocesi trascorse due notti nella casa degli Smurl e affermò che non era successo nulla di inusuale durante la sua presenza nella dimora.

 

Padre McKenna, anche a causa della pressante richiesta della stampa, compì un terzo esorcismo nella casa e questa volta il rituale sembrò funzionare, dal momento che non vi furono più disturbi per quasi tre mesi. Poco dopo il Natale del 1986 Jack vide nuovamente la forma nera, i colpi ripetuti ripresero ad essere uditi ed ebbero luogo nuove aggressioni ai membri della famiglia. Stanchi e privati ormai di ogni speranza, nel 1987, gli Smurl si trasferirono a Wilkes-Barre.

 

Dopo la partenza della famiglia Smurl, nel 1988, Debra Owens si trasferì nella loro ex casa. In seguito disse ai reporter di non aver mai incontrato nulla di paranormale mentre viveva in quella casa. Sempre nel 1988 la chiesa compì un quarto esorcismo, il quale finalmente sembrò dare pace alla famiglia Smurl.

 

La loro storia è stata riportata nel 1986 nel libro “The Haunted”, dal quale nel 1991 è stato tratto il film “La casa delle anime perdute“. Il terzo capitolo della saga di “The Conjuring“, in uscita nel 2017, sarà ispirato proprio a questo caso.

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IL FANTASMA DEL SOTTOPASSAGGIO

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Era una notte piovosa del 1923. Una ragazza di nome Lydia e il suo ragazzo stavano tornando a casa a High Point, dopo aver partecipato ad una festa. I due ragazzi si trovavano nel sottopasso della Highway 70, quando la loro auto si scontrò con un’altra vettura che veniva dal senso opposto.

 

Lydia, quella notte indossava un abito da sera bianco. La ragazza, a causa del forte impatto, morì sul colpo. Da quella notte molte persone affermano di aver visto, in quel sottopassaggio, un’autostoppista donna che indossa un abito da sera bianco.

 

Uno degli avvistamenti più incredibili, fu quello che vide come protagonista l’automobilista Burke Hardison.
Una notte mentre guidava, arrivato in corrispondenza del sottopassaggio, vide una donna con un bellissimo abito da sera bianco che chiedeva aiuto, Hardison si fermò subito e la fece salire sull’auto.

 

 

La donna sembrava molto agitata, gli disse che doveva tornare in fretta a casa a High Point, dal momento che sua madre doveva essere molto preoccupata per la sua assenza. Burke si fece dare l’indirizzo, ma quando arrivarono di fronte la casa indicata dalla donna, sul sedile passeggero non c’era più nessuno.

 

Tuttavia, Hardison pensò di bussare ugualmente alla porta. Uscì una donna molto anziana, che dopo aver ascoltato la storia dell’uomo gli disse che sua figlia, Lydia, era morta in un incidente stradale nel sottopassaggio dove lui l’aveva vista. L’anziana, spiegò a Hardison, che prima di lui altre persone avevano bussato alla sua porta, raccontando la stessa storia.

 

Sembrerebbe una leggenda metropolitana, ma i ricercatori hanno scoperto un certificato di morte di una ragazza di 19 anni di High Point di nome Lydia, morta in un incidente stradale il 31 dicembre 1923.

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LE PRIME FOTO DEL PREQUEL DI AMITYVILLE HORROR

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Vi avevamo già accennato dell’uscita di “The Amityville Murders: A Haunting on Long Island”, ma rinfreschiamoci la memoria: Il film ci porterà nella notte del 13 novembre del 1974, quando Ronald DeFeo prese un potente fucile e uccise tutti i componenti della sua famiglia mentre dormivano. Durante il processo, DeFeo sostenne che delle “voci” che sentiva in casa lo hanno spinto a compiere il massacro. Tredici mesi dopo la famiglia Lutz acquistò la casa ma resistette soltanto 28 giorni prima di fuggire in preda al terrore. I Lutz sono riusciti a scappare da quell’inferno, ma i DeFeo non sono stati così fortunati…

 

Le riprese del prequel sono iniziate a settembre e non sono ancora uscite possibili date di debutto sui nostri schermi, speriamo non si faccia attendere troppo! Nell’attesa, godetevi in anteprima esclusiva le prime immagini dal set:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IT: I PRIMI DETTAGLI SUL SEQUEL IN ARRIVO NEL 2019

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Il remake di IT è stato il fenomeno indiscusso di quest’ultimo anno, il capolavoro di Stephen King era ed è sulla bocca di tutti. C’è chi l’ha apprezzato e chi invece sperava in qualcosa di più eclatante, data la tantissima pubblicità che lo ha preceduto. IT si è fatto attendere parecchio e le persone che lo hanno adorato dovranno, ahimè, aspettare ancora un po’ per vedere la seconda parte del film. Nel frattempo, siete curiosi di sapere qualche dettaglio in anteprima?

 

 

Il sequel sarà ambientato ai giorni nostri, in cui vedremo il club dei Perdenti in un salto temporale di 27 anni, pronti a mantenere la promessa fatta dopo lo scontro col terrificante Pennywise. Tutti i membri del gruppo si sono trasferiti altrove dopo le terrificanti vicende vissute con il clown, tranne Mike, l’unico rimasto a Derry, per assicurarsi che la scia di sangue non prosegua.

 

 

Il regista Andy Muschietti ci parla del personaggio in questione:La mia idea di Mike nel secondo film è molto più oscura rispetto al libro. Voglio che sia sempre lui a riunire il gruppo, a riportarli a Derry. Ma la sua permanenza in quel luogo l’ha segnato. È diventato un drogato. Un bibliotecario drogato. Quando il secondo film inizia, lui è un relitto. […] Non conoscerà solo tutta la storia di Derry e di Pennywise. Cercherà di trovare un modo per sconfiggerlo e per farlo dovrà alterare la sua mente usando delle droghe. […] È una cosa che si ricollega al romanzo e al rituale del fumo che fanno i ragazzini per scoprire le origini di IT [una parte non presa in considerazione nel film NdR]. Ma in questo caso sarà solo Mike, che dopo 30 anni di ricerche ha trovato la soluzione al Rituale di Chüd.”

 

La storia, tuttavia, non si focalizzerà solo sui Perdenti adulti, bensì ci saranno scene in cui verranno alternati passato a presente. Scopriremo così altre cose sul loro passato che non ci sono state mostrate nel primo film.

 

Per quanto riguarda il cast, non è stato ancora confermato alcun nome, tranne forse quello di Jessica Chastain: molto probabilmente sarà lei ad interpretare Beverly Marsh da adulta.

 

 

Il sequel di IT sbarcherà nei cinema americani il 6 settembre 2019. Speriamo non si faccia attendere troppo in Italia.

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NIGHTMARE: LA STORIA DELLA SAGA DAL PRIMO ALL’ULTIMO FILM

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Il 1984 fu l’anno in cui “un semplice cattivo di un film horror” era destinato a diventare uno dei personaggi cinematografici più popolari e amati: stiamo parlando del famigerato Freddy Krueger. Il regista Wes Craven, in quell’anno, diede infatti vita a “Nightmare – Dal profondo della notte”, una vera e propria icona del cinema horror.

 

 

Per la storia del film, Craven si ispirò sia ad episodi della sua infanzia che a ritagli di cronaca (un articolo su un ragazzo che era terrorizzato dall’idea di morire nel sonno). La trama si sviluppa attorno ad una ragazza, Nancy (Heather Langenkamp) e ad i suoi amici, tra cui il suo ragazzo (un giovanissimo Johnny Depp) che si ritrovano ad affrontare Freddy Krueger, il protagonista dell’intera saga. Freddy era un uomo che anni prima della narrazione uccideva i bambini della sua città in modo cruento in una vecchia fabbrica abbandonata. Alla fine viene arrestato, ma in seguito ad un errore del giudice viene rilasciato immediatamente.

 

 

I genitori dei bambini, infuriati, decidono di risolvere la faccenda con le loro stesse mani dandogli fuoco nella sua casa: tra questi c’era anche la mamma di Nancy. Molti anni dopo Freddy ritorna sotto forma di fantasma nella dimensione onirica, aspetta che le sue giovani vittime si addormentino per ucciderle nel mondo dei sogni. Resistere al sonno è impossibile, l’unica cosa da fare è affrontare Freddy nel suo mondo, costi quel che costi.

E sarà Nancy, più determinata e combattiva degli altri, a metterlo momentaneamente fuori gioco, durante una lunga notte da incubo. Il film di Craven riesce ad evocare un territorio affascinante e pauroso al tempo stesso, come il mondo dei sogni, ma soprattutto a dà un volto al classico uomo nero di cui tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta nella vita.

 

 

In “Nightmare 2 – La Rivincita” la trama perde un po’ di tono rispetto al primo capitolo ed è incentrata sull’esperienza vissuta dai nuovi inquilini della casa in cui abitava Nancy. Fortunatamente “Nightmare 3 – I Guerrieri Del Sogno” si riallaccia alla storyline di Nancy ed è uno dei più belli e avvincenti della serie.

Ritroviamo Nancy ormai adulta e diventata psichiatra (con una specializzazione in disturbi del sonno) che aiuta i giovani ospiti del Westin Hills Mental Institution, in cura per tendenze suicide. Quando Freddy inizia a mietere nuove vittime tra i ragazzi, Nancy dovrà affiancarli nella lotta contro il mostro, che avrà esiti drammatici. Questo capitolo si chiude con la sepoltura dei resti di Freddy in un terreno consacrato, ma questo non basterà a fermarlo.

 

 

Da “Nightmare 4 – Il non risveglio” (diretto da Renny Harlin) la saga scende di nuovo di livello sprofondando sempre di più, anche se la popolarità del personaggio di Englund è ormai alle stelle, tanto che in Italia si decide di intitolare il quinto film “Nightmare 5 – Il mito”. Ma qui Krueger inizia a diventare meno “signore degli incubi” e più personaggio da cartoon.

Il sesto capitolo della saga si rivela un totale fallimento sotto ogni punto di vista. Wes Craven torna dietro la macchina da presa per dirigere il settimo capitolo “Nightmare – Nuovo incubo”, che segnerà ufficialmente la fine della saga. Ritroviamo Englund nei panni di Krueger per l’ultima volta nello spin-off “Freddy vs Jason” (Venerdì 13).

 

 

Nel 2010 debutta il remake del primo Nightmare. Le aspettative di chi ha adorato la saga erano alte, ma qualcosa non ha funzionato. I fan si aspettavano di rivedere Englund nei panni di Freddy, ma il ruolo viene invece affidato a Jackie Earle Haley. Nonostante il talento dell’attore e il trucco ricreato alla perfezione, purtroppo Jackie non riesce ad eguagliare l’icona che interpreta e il film fa così rimanere i fan un po’ con l’amaro in bocca.

Nel remake viene dato più spazio alla storia personale di Freddy, che nel film di Craven era appena accennata, ma nonostante questo il film non decolla e non riesce a rendere certe scene come il primo Nightmare, seppur siano state realizzate con un badget maggiore e con strumenti più moderni. Con il film di Samuel Bayer ci si risveglia (forse per sempre?) dall’incubo di Elm Street.

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INSIDIOUS 4: TRAILER, TRAMA E TUTTE LE INFORMAZIONI

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Il franchise di Insidious continua ad ampliarsi con il quarto capitolo della saga: “Insidious – L’ultima chiave”, che uscirà nei cinema italiani il 18 gennaio 2018.

 

Tra i membri del cast vedremo anche il ritorno della brillante parapsicologa Elise Rainier (interpretata da Lin Shaye) che, dopo gli avvenimenti del film precedente, si reca in una casa del Nuovo Messico per indagare sui fenomeni paranormali che stanno disturbando ed inquietando una famiglia: ma una volta lì capirà che non è un’abitazione qualunque, è la stessa in cui Elise viveva da ragazza. Questa scoperta la trascinerà in un oblio profondissimo e dovrà affrontare la sua ossessione più terrificante proprio in quella che una volta chiamava “casa”. Questo capitolo ci farà capire cos’è stato a rendere Elise ciò che è: incontreremo la sua famiglia, i suoi genitori. “I fan ameranno questa nuova avventura, è spaventosa in un modo inaspettato” ci rivela la stessa Shaye al riguardo.

Il film è scritto dal co-creatore del franchise Leigh Whannell (Saw), che ha realizzato la trilogia e ha diretto il prequel Insidious 3; prodotto da Jason Blum (lnsidious, La notte del giudizio, Scappa – Get Out) con Oren Peli (Paranormal Activity) e il co-creatore James Wan (L’evocazione – The Conjuring, Fast & Furious 7) e diretto da Adam Robitel (The Taking of Deborah Logan).

Nel cast, insieme alla Shaye, troviamo Angus Sampson, Whannell, Josh Stewart, Caitlin Gerard, Kirk Acevedo, Javier Botet, Bruce Davison, Spencer Locke, Tessa Ferrer, Ava Kolker e Marcus Henderson.

 

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WINCHESTER: IL FILM BASATO SULLA VERA STORIA DELLA CASA PIU’ INFESTATA DEL MONDO

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In un isolato pezzo di terra a 50 miglia da San Francisco si trova la casa più infestata del mondo. Costruita da Sarah Winchester, ereditiera della fortuna di famiglia, è una casa che non conosce fine. Costruita in incessanti 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana per decenni, ha 7 piani e contiene centinaia di stanze. Dall’esterno sembra un mostruoso monumento ad una donna pazza e disturbata. Ma Sarah non la sta costruendo per sé stessa, né per sua nipote, né tantomeno per il brillante dottore Eric Price. Sta costruendo una prigione, un rifugio per centinaia di spettri in cerca di vendetta che le ordinano di non smettere mai di costruire, ed il più terrificante tra tutti ha un conto in sospeso proprio con la famiglia Winchester.

Il film, basato sulla vera storia della casa più infestata del mondo, vedrà come protagonisti la vincitrice degli Academy Awards, Helen Mirren, nei panni di Sarah Winchester, Jason Clarke in quelli del dr. Price e Sarah Snook interpreterà la nipote dell’ereditiera. Winchester: The House That Ghosts Built debutterà nei cinema americani il 2 febbraio 2018. Speriamo di non dover aspettare molto per avere una data di uscita in Italia.

 

Fonte: Bloody Disgusting

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ROANOKE: IL MISTERO DELLA COLONIA SCOMPARSA

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Chi segue la serie tv “American Horror Story” saprà sicuramente riconoscere la parola Roanoke. Ma sapevate che Murphy si è sempre ispirato a fatti realmente accaduti? Ovviamente la sesta stagione non poteva essere da meno.

 

Ecco la vera storia della colonia di Roanoke che l’ha affascinato a tal punto da costruirci uno show televisivo: La regina Elisabetta I d’Inghilterra aveva affidato a Sir Walter Raleigh la fondazione di un insediamento nella Virginia. L’impresa, come vedremo, si rivelerà più faticosa del previsto per via della presenza degli indigeni locali che non andavano molto d’accordo con i nuovi invasori europei. Nel 1584 Raleigh incaricò i due esploratori Amadas e Barlowe di cercare il luogo adatto alla colonia a largo della costa a est del North Carolina. I due approdarono sull’isola di Roanoke che era abitata dai nativi Secotani e Croatani. A primo impatto le popolazioni sembrarono abbastanza ospitali, tanto che Barlowe strinse amicizia con due rappresentanti croatani di nome Manteo e Wanchese. I due indigeni assimilarono positivamente usi e costumi inglesi e Raleigh li invitò in Inghilterra, ospiti in una delle sue abitazioni. È uno dei primissimi casi, storicamente attestati, di integrazione razziale. Grazie anche a questi agganci Raleigh pensò bene di fondare la prima colonia a Roanoke e organizzò la prima spedizione di coloni capitanata da Richard Grenville e Ralph Lane.

La permanenza nell’isola non fu però felice, le condizioni climatiche erano avverse e fin da subito ci furono gravi attriti con i nativi locali: Lane fece uccidere il capo tribù Winginia, colpevole di furto, dando così avvio a un periodo di lotte interne che stremò i coloni, i quali furono costretti ad abbandonare l’isola. Su una nave capitanata da Francis Drake fecero tutti ritorno in Inghilterra, ad eccezione di quindici elementi che rimasero li a preservare l’insediamento.Nel 1587 Raleigh organizzò una seconda spedizione formata da più di 100 uomini e capitanata da John White, eletto governatore della colonia. Quando arrivarono sull’isola White e i suoi uomini non trovarono traccia dei quindici coloni precedenti, ad eccezione di uno scheletro di uno di loro, elemento inquietante ma significativo che lasciò pochi dubbi sulla fine dei coloni, massacrati dalla vendetta dei nativi. Stranamente gli ordini che vennero dati furono di persistere sulla stessa strada impiantando questa seconda colonia a Roanoke.

La nuova colonia si stabili sull‘isola di Roanoke. Il governatore White tuttavia dovette abbandonarla e tornare in Inghilterra per procurarsi i beni di prima necessità, lasciando nella colonia lontana la propria figlia con in cuore la speranza di riabbracciarla presto. I suoi piani di farvi rientro in breve tempo furono drasticamente delusi: a causa della guerra (allora non correva buon sangue fra inglesi e spagnoli) che teneva impegnata in mare l’intera flotta inglese, White riuscirà a riorganizzare il viaggio e recarsi ancora sull’isola solamente tre anni dopo. Ma ad attenderlo troverà una brutta sorpresa: la colonia era deserta; dei 116 uomini, inclusi donne e bambini, non rimaneva nessuna traccia. Nelle strade e nelle abitazioni non vi erano segni di lotte. Le case erano state abbandonate frettolosamente e lasciate in disordine, come se i coloni fossero stati costretti a fuggire improvvisamente e senza preavviso.

White e i suoi uomini non trovarono indizi, ad eccezione di una particolare incisione su un albero: “Croatoan”, che secondo altre fonti sarebbe stata solamente “Cro”. Poteva questo essere un segnale di un trasferimento massiccio alla vicina isola di Croatoan? White non riuscì a raggiungere l’isola in tempi brevi per via del mal tempo, ma una spedizione fu organizzata successivamente: Croatoan era popolata solamente dai nativi. Sulla sorte della colonia ci si interroga ancora oggi. L’ipotesi più accreditata, nel marasma di possibilità congetturate, sembra quella dell’assimilazione dei coloni alle tribù locali. Ma allora, perché fra gli indigeni di Roanoke nessuno ha mai visto un inglese? E perché non avrebbero lasciato comunicazioni più esplicite invece di limitarsi ad una scritta su un albero? Tanto per complicare le cose, la scritta potrebbe non essere stata realizzata dai coloni: White si era caldamente raccomandato di apporre il simbolo della croce di malta alla fine di ogni incisione o messaggio, ma essa non è presente nella corteccia dell’albero esaminato.

Altre teorie riguardano un terribile tornado che avrebbe spazzato tutto e tutti. Ma allora perché le case non hanno subito gravi danni? E in secondo luogo, dove sarebbero i corpi? Proprio per la mancanza di corpi, alcuni hanno ipotizzato che gli indigeni fossero dei cannibali e che avessero fatto sparire ogni brandello di carne dai corpi delle loro vittime. Ma le ossa? Se i nativi hanno davvero ucciso tutti i coloni, come mai non sono stati rinvenuti scheletri come invece è accaduto nel primo caso? Si è arrivati a pensare che la colonia di Roanoke sarebbe stata smantellata da una popolazione di origine demoniaca!

Ancora oggi archeologi e studiosi tentano di far luce su questo mistero. Sovente nuove piste si intravedono nel labirinto dell’isola. In tempi passati sembra che fra gli indigeni di Roanoke alcuni avessero tratti somatici inglesi.
Per un periodo circolò anche la voce del ritrovamento di alcune pietre dove qualcuno dei coloni avrebbe raffigurato le morti in rapida successione dei propri compagni. La voce fu però smentita perché di tali pietre gli studiosi non hanno avuto testimonianza diretta e tangibile. E intanto, col passare del tempo, le speranze di rinvenire elementi probanti alla soluzione del mistero si riducono drasticamente, poiché tutti gli indizi disseminati nel terreno dell’isola o racchiusi nel dna dei nativi sono ormai contaminati dalla vita e dalle azioni delle generazioni moderne. Il mistero della colonia scomparsa, è quindi destinato a rimanere senza risposta?

Fonte: Fantasmi Italia

 

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“EPIPHANY” LA NUOVA MISTERIOSA SERIE DAI PRODUTTORI DI STRANGER THINGS

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Il produttore di Stranger Things, Shawn Levy (in foto), ci sorprende con questa nuova ed intrigante serie. Definita come “l’incontro tra Stanley Kubrick e Agatha Christie”, Epiphany sarà incentrata su una casa infestata: un thriller psicologico che vedrà come protagonisti un gruppo di persone reclutate nella magione Gilden Age per risolvere un mistero.

La serie è in fase di sviluppo, pertanto non abbiamo ancora una data d’uscita ma speriamo non tardi ad arrivare, così come qualche dettaglio più sostanzioso.

Fonte: ComingSoon

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LA STORIA DI EMILY: LA BAMBINA CANNIBALE CHE MANGIÒ LA MADRE

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Fino al secolo scorso molti paesini non trovavano collocazione nelle mappe geografiche, se si trattava di centri abitati da poche persone. Yellspilld era uno di questi: ebbe l’onore di vedersi citato nella prima cartina geografica solo nel 1970. Eppure a inizio secolo Yellspilld fu teatro di uno degli episodi di cronaca inglese più macabri mai accaduti. Gli avvenimenti che stiamo per raccontarvi sono caduti nell’oblio per oltre un secolo, anche a causa della scomparsa del villaggio. E’ ora di riportarli alla luce.

Nel 1909 gli abitanti di Yellspilld erano appena 90. D’altra parte il clima era decisamente inospitale, e le attività più remunerative, nonchè le uniche possibili, consistevano nella pastorizia e nella cura di quelle poche culture possibili in quel luogo inospitale. La maggior parte delle case si trovava a valle di un’altura, sulla sommità della quale erano state edificate solo poche abitazioni, destinate ad essere abitate solamente in estate, perchè inaccessibili d’inverno.

Nel novembre del 1909 una donna e la sua bambina scompaiono dal villaggio. Quando la loro assenza viene notata dagli altri abitanti (inspiegabilmente tardi), subito cominciano le ricerche. Ma di madre e figlia nessuna traccia. Viene così organizzata una spedizione sulle alture, per verificare se non fossero rimaste bloccate sull’altopiano a causa del maltempo. Ma la spedizione ebbe esito fallimentare, con risvolto tragico: tre volontari infatti morirono durante le ricerche.

Si decise così di riprovare una volta passato l’inverno, dando per scontata la morte tragica della donna con la bambina. E così nel Marzo dell’anno seguente 17 abitanti di Yellspilld si diressero verso le alture, per recuperare i due cadaveri e consegnarli al cimitero del paese. Non si aspettavano di trovare altro che corpi in decomposizione, magari mantenuti in buono stato da temperature rigide, ma la scena davanti alla quale si ritrovarono i 17 volontari, nessuno avrebbe potuto immaginarla.

Madre e figlia erano effettivamente in uno di quei rifugi, ma una era morta, l’altra viva. La sopravvissuta era la bambina. Della madre restavano solo le ossa, in ordine sparso, disseminate per tutta la casa. Alcune di queste ossa presentavano ancora lembi di carne, ed evidenti apparivano le tracce dei morsi della bambina. Avete capito bene: la bambina s’era nutrita di sua madre, probabilmente deceduta a causa del freddo. Ma non è finita qui.

Difficilmente una bambina così piccola avrebbe potuto sopravvivere così a lungo in quel clima, una volta morta la madre, che sicuramente si era privata dei suoi abiti per proteggere dal gelo il fragile corpicino di sua figlia. Ed infatti furono rinvenuti nella casa almeno 10 quintali di legna tagliata non da molto, delle orme di scarponi maschili nel retro, e segni sparsi di una presenza in grado di curare (per quanto poco) la manutenzione della casa, e la salute della bimba. Di questa terza persona non fu mai trovata traccia al di fuori della casa e anche Emily sparì nel nulla qualche tempo dopo, lasciando negli abitanti di Yellspilld una sensazione di timore e di macabro.

Fonte: Quel che non sapevi

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“THE HOLLOW CHILD” CI PORTERA’ IN UN BOSCO MALEDETTO

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Il film targato Devil Works racconterà di Samantha, una ragazza che ha vissuto tutta la vita passando da una casa-famiglia ad un’altra. Ora vive in una piccola città nella quale non si sente a suo agio, neanche con l’attuale famiglia adottiva che sta prendendo in considerazione di adottarla o con il ragazzo che le fa il filo durante le lezioni a scuola. Perciò, è normale che non sappia cosa fare con la palla al piede Olivia, sua sorella minore.

Un giorno Sam, durante un giro nel bosco, lascia insensibilmente da sola Olivia che finisce col perdersi e scomparire nel nulla. Per tre giorni polizia e panico invadono la casa di Sam. Poi, come per miracolo, Olivia torna a casa senza un graffio e come se nulla fosse successo. Dopo la felicità iniziale, ben presto Sam inizia a notare strani comportamenti nella sorellina. Sembra essere l’unica a notarlo. È troppo spaventata per parlarne e non sa cosa fare, finché non scopre che tutto ciò è già successo prima.

Non è ancora stata rilasciata nessuna data ufficiale di uscita del film.