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Francesco Monti

Francesco Monti

Nato a pane e horror, fin da subito sviluppa una particolare ed accesa passione verso il mondo del cinema horror. La cosa non si è mai attenuata, ma anzi viene accentuata dopo la creazione di Horror Stab.

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Slappy ritorna nel nuovo trailer di “Goosebumps 2: Haunted Halloween”

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Come previsto, la Sony Pictures ha diffuso in rete il primo trailer ufficiale del sequel di Piccoli Brividi, titolato ufficialmente Goosebumps 2: Haunted Halloween. Potete visionare il full trailer, insieme al poster, comodamente in calce alla notizia.


Goosebump2: Haunted Halloween è il sequel del film del 2015 con Jack Black, ed è ispirata alla serie di famosi romanzi horror per ragazzi scritti dall’autore R.L. Stine.
Il cast di questo sequel include Ken Jeong (Crazy Rich Asians), Wendi Mclendon-Covey (Le amiche della sposa), Chris Parnell (Hot Rod), Madison Iseman, Ben O’Brien, Caleel Harris, Jeremy Ray Taylor (IT) e Jack Black che tornerà a doppiare in originale Slappy. Ari Sandel ha diretto il seguito da una sceneggiatura firmata dall’autore Darren Lemke (Turbo). Gli attori Dylan Minnette (Prisoners), Ryan Lee (Super 8) e Odeya Rush (The Giver), che erano tra i protagonisti della prima pellicola del 2015, dovrebbero tornare in qualche modo anche in questo secondo episodio.
La prima pellicola, uscita nel 2015, vedeva i mostri dei libri di Stine uscire dalle pagine dei romanzi e terrorizzare un’intera cittadina. Costato solo 58 milioni di dollari, ne incassò 156.7 milioni e divenne un grosso successo anche in edizione home video.
Questo sequel debutterà in USA il prossimo 12 ottobre, in tempo per le festività di Halloween.

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Castle Rock: Il trailer della serie TV tratta da Stephen King

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In attesa del debutto che avverrà su Hulu il 25 luglio e dell’anteprima che si svolgerà al Comic-Con di San Diego, online è stato condiviso un nuovo trailer della serie Castle Rock, ispirata all’universo creato da Stephen King con i suoi romanzi.


Lo show non si ispirerà a un’opera in particolare ed è stata ideata come serie antologica, sul modello di American Horror Story e American Crime Story, raccontando così una nuova storia a ogni stagione.
Lo show è stato prodotto da J.J. Abrams e tra i protagonisti ci sono Sissy Spacek, Andre Holland e Bill Skarsgård.

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La recensione de “La prima notte del giudizio”

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Ebbene si, sono pronto per raccontarvi “La prima notte del giudizio” (The First Purge), il quarto capitolo del Franchise horror sulla notte più pazza dell’anno.


Dopo l’ultimo capitolo “The Purge – Election year” non vedevo l’ora di gustarmi questo nuovo scorcio sulla purga annuale dove ognuno è libero di scatenare la bestia, anche uccidendo. In questo quarto capitolo vengono raccontate le origini della purga annuale, se nei primi la purga era già in voga, qui assistiamo ad “una prima volta”. Questo esperimento sociale viene infatti attuato solamente nel distretto di New York City chiamato Staten Island. Qui seguiamo le vicende di varie persone quasi tutte povere che cercano di mettersi in salvo dai pazzi.


Le sequenze sono ben strutturate, i colpi di scena si susseguono velocemente senza lasciare troppo spazio alla noia. Il ritmo del film è inclazante e non lascia tregua. Ci sono anche alcuni colpi di scena, anche se sono abbastanza prevedibili. La pellicola non racconta qualcosa che non sapevamo già, lasciando il colpo di scena finale, abbastanza amorfo. Una pellicola che parte con modeste aspettative guadagnandosi comunque la sua fetta. Un bel film da guardarsi e che ha parer mio, nonostante la distinta inferiorità con gli altri capitoli, ha saputo mantenere alto il nome del franchising. Guardatevelo!

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“Along came the devil” – Il trailer di un nuovo film sugli esorcismi

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Il classico tema della possessione satanica viene ripreso nuovamente dalla pellicola “Along came the devil” la quale debutterà nelle sale americane, On Demand e in Digital HD a partire dal 10 agosto 2018.

La pellicola precedentemente intitolata “Tell me your name” vede come protagonista un’adolescente tormentata di nome Ashley la quale dopo la dipartita di sua madre e la lontanza della sorella decide di andare a vivere dalla zia Tanya. Una volta arrivata in quella che era la vecchia città natale della madre, Ashley inizia ad avere visioni sulla sua defunta madre, le quali la porteranno a cimentarsi in una seduta spiritica che la metterà drasticamente in pericolo.
La pellicola, ispirata a fatti realmente accaduti vede un cast composto da: Sydney Sweeney (The Handmaid’s Tale), Jessica Barth (Ted), Matt Dallas (Kyle XY), Madison Lintz (The Walking Dead), Heather DeVan (The Girl) e Bruce Davison (X-Men).
“Along came the devil” è diretto da da Jason DeVan (Broken Souls), che ha co-scritto la sceneggiatura con Heather DeVan e Dylan Matlock. Viene definito dalla critica come “una pellicola sugli esorcismi per una nuova generazione”. In Italia purtroppo la pellicola non ha ancora una data di uscita.

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Dar’ja Nikolaevna Saltykova – La terribile serial killer

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Oggi ci spostiamo in Russia in cerca di una delle più spietate serial killer donna.
Correva l’anno 1730 quando venne alla luce Dar’ja Nikolaevna, chiamata anche l’Orchessa, appartenente all’importante e ricca famiglia dei Saltykov di Mosca.
Del tutto analfabeta (non sapeva firmare neppure i documenti ufficiali), nonostante la grande ignoranza, sin da giovane si fa subito apprezzare nei circoli aristocratici, dove conosce e sposa Gleb Alekseevich Saltykov, un capitano delle guardie del reggimento di cavalleria, dal quale avrà due figli maschi. La sua vita coniugale si conclude bruscamente a causa della morte del marito nel 1756, quando lei ha soltanto ventisei anni. Una ricca e giovane vedova.

Durante il periodo del matrimonio nessuno notò in lei segni di squilibrio o di violenza, anzi veniva riconosciuta da tutti come una donna pia che donava alle chiese e i monasteri ed impegnata ad aiutare i poveri.

Dopo la morte del marito Saltykova conobbe un uomo, Nikolay Tyutchev, e se ne innamorò. Solo più tardi scoprì che Nikolay intratteneva una seconda relazione con una ragazza più giovane e che i due si sposarono in segreto. Accecata dalla rabbia, Saltykova tentò di uccidere i due amanti che però riuscirono a fuggire e a salvarsi.

Da quel giorno il temperamento della Orchessa mutò radicalmente. Iniziò a scaricare la propria rabbia sui servi, spesso giovani ragazze; più erano giovani e più le odiava. Torturava fino alla morte bambine e giovani madri incinta, spezzava loro le ossa, le gettava fuori casa nude nel gelido inverno russo, versava loro acqua bollente e altre torture sanguinolente. Non era solita uccidere gli uomini, ma capitò di uccidere tre mariti delle ragazze.

Si pensa possa aver ucciso dalle 38 alle 139 ragazze.

Nell’estate del 1762 i servi Sakhvely e Ermolay, che avevano perso le mogli picchiate a morte da Saltykova, scrissero all’imperatrice Caterina II nella speranza che prendesse provvedimenti contra l’Orchessa. L’imperatrice ordinò che si facesse luce sulle possibili torture e omicidi avvenuti e emanò un fermo contro Saltykova. Venne arrestata nel 1762 e tenuta in custodia per 6 anni, mentre gli investigatori raccoglievano prove e testimonianze da parte dei servi. Pochi parlarono per timore che l’Orchessa potesse ucciderli una volta libera.

Alla fine Saltykova venne accusata ufficialmente dell’omicidio di 38 ragazze, sospettata di 139 morti, tra cui due bambine di 10 e 12 anni.

Nell’ottobre del 1768, poichè la pena di morte era stata abolita nel 1754 in Russia, Saltykova venne condannata all’ergastolo. Prima di essere trasferita a vita nel seminterrato di un convento però, venne incatenata per un’ora in mezzo alla Piazza Rossa di fronte alla folla con al collo un cartello con la scritta: “Questa donna ha torturato e ucciso”.

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Il trailer di “Hostile” un nuovo horror action francese

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Hostile è un nuovo horror post-apocalittico che vede dietro la macchina da presa Mathieu Turi. In questo articolo vi mostreremo il nuovo trailer italiano del film.


Una terra ostile dove gli scontri sono all’ordine del giorno, questo è “Hostile” una nuova pellicola horror apocalittica. La donna del video ci racconta di come è riuscita a sopravvivere all’apocalisse. La donna combatte ogni giorno per sopravvivere, lottando le avversità e la fame. Juliet (Brittany Ashworth) combatte tutti i giorni cercando di sopravvivere in questa sua ventura, le cose si faranno ancora più difficili poichè di notte gira una strana creatura.

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Nuovo trailer italiano di Hereditary

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Dal 25 Luglio al cinema!

Il film, scritto e diretto dal’esordiente Ari Aster, dove trasforma una tragedia familiare in qualcosa di funesto, e di profondamente inquietante, portando il genere horror su un nuovo terreno decisamente agghiacciante.


Definito un horror operistico capace di evocare i classici degli anni ’60 e ’70 vede nel cast Toni Collette nel ruolo di Annie, una donna provata dalla morte di sua madre. Annie ha una figlia, l’adolescente Charlie (Alex Wolff), che sembra in grado di comunicare con gli spirit. Dopo la scomparsa di sua nonna, Charlie inizia a percepire strane presenze, che porteranno tutta la famiglia a scoprire inquietanti segreti.

Hereditary è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival, a gennaio, dove ha raccolto grandi consensi. Aster ha precedentemente diretto numerosi cortometraggi. “Tutti i miei peggiori incubi riguardano la famiglia: in essi succede qualcosa di orribile ai miei cari oppure i miei cari si uniscono contro di me” ha dichiarato il cineasta. “Volevo realizzare qualcosa che ricordasse le pellicole degli anni ’60 e ’70 che amo, come Rosemary’s Baby”.

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La notte del giudizio: trailer della serie TV!

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USA Network ha condiviso il primo trailer della serie The Purge, spinoff del franchise cinematografico, annunciando che lo show debutterà sugli schermi americani il 4 settembre.

Al centro della storia ci saranno le 12 ore durante le quali, una volta ogni anno, qualsiasi tipo di crimine, persino l’omicidio, viene considerato legale. I protagonisti saranno dei personaggi senza alcun legame che vivono in una piccola città e devono fare i conti con il passato mentre scoprono fino a che punto sono disposti a spingersi pur di sopravvivere alla notte.
James DeMonaco e Jason Blum sono coinvolti come produttori e autori, mentre nel team della produzione ci sono anche Michael Bay, Brad Fuller e Andrew Form.

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L’omicidio di Elisa Claps

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Aveva solo 15 anni quando Elisa è stata uccisa e il suo corpo nascosto per 17 anni nella soffitta della chiesa della Santissima trinità a Potenza. Il suo caso, coperto dal segreto di Stato, coinvolge la Chiesa, la magistratura e Danilo Restivo, un giovane ragazzo problematico, ma innocuo. La famiglia Restivo viveva nel comprensorio del seminario, accanto alla Chiesa, e grazie al padre, avvocato, scultore, pittore e uomo carismatico apprezzato dalla comunità, le “bravate” del figlio Danilo venivano tollerate. Come quando entrando in una stanza diceva “arrivederci”, invece di salutare, come quando, armato di forbici che portava sempre con sé, sui pullman cittadini si appostava dietro alle ragazze per tagliar loro ciocche di capelli che custodiva gelosamente nella sua stanza. Più di una volta l’avvocato Restivo era intervenuto in soccorso di quel figlio difficile. Lo aveva fatto nel 1986, quando un Danilo 14enne, era stato denunciato per aver ferito con un coltello un ragazzino. Lo aveva attirato in un container del seminario insieme alla cugina, lo aveva bendato e poi, dopo aver calzato un guanto da cucina gli aveva tagliato il collo con un trincetto. La ragazzina aveva avuto la prontezza di spingerlo a terra e trascinare via il cugino. La ferita fu medicata con alcuni punti.

Lo protegge anche quando viene denunciato per stalking. È il 1992. Le sue vittime in quegli anni erano alcune studentesse universitarie che abitavano davanti alla casa dei Restivo in viale Marconi, a Potenza. Alcune erano amiche della sorella Anna e per questo i loro numeri di telefono erano finiti nella mani di Danilo. Le chiamava decine e decine di volte facendo ascoltare solo le loro voci registrate, inviava loro delle lettere, alcune sconce, altre romantiche, tutte inquietanti. A una di loro mandò un carillon che suonava il brano Per Elisa. Il processo si concluse con un patteggiamento, in casa Restivo fu installato un contascatti al telefono. Danilo non amava le donne, le desiderava e le tormentava, le mutilava tagliando le loro chiome.

Tutto questo Elisa non poteva saperlo. Da un anno la assillava con un corteggiamento serrato, ma lei, pur avendolo respinto più volte, non aveva il coraggio di interrompere i contatti, così, quando l’11 settembre, di sabato, le propose di vedersi l’indomani perché voleva darle un regalo, da quella ragazzina ingenua che era Elisa non seppe resistere. Per l’indomani, domenica 12 settembre 1993, la famiglia Claps aveva programmato di pranzare nella casa di campagna nell’agro di Tito. I genitori e uno dei fratelli di Elisa si sarebbero avviati alle 10 del mattino mentre Elisa e l’altro fratello, Gildo, li avrebbero raggiunti a ora di pranzo, intorno alle 12, insieme a Eliana De Cillis, amica di Elisa. Le due ragazze uscirono da casa Claps intorno alle 11 e 15 dicendo a Gildo che sarebbero andate in chiesa, ma era una bugia, perché Elisa aveva appuntamento con Danilo. Le due ragazze si avviarono in via IV novembre, ma giunte alla piazza di Mario Pagano si divisero. Elisa aveva concordato di incontrarsi con Restivo alla chiesa della Santissima Trinità, dove entrò con lui. E non uscì, non uscì più.

Qualche ora dopo Danilo si presentò all’ospedale, con un taglio sul dorso della mano e i vestiti sporchi di sangue. “Sono caduto”, disse il ventunenne ai medici. Alle quattordici la famiglia Claps entrò in allarme, le ricerche di Elisa cominciarono dappertutto. Emerse quasi subito, perché fu proprio Danilo Restivo a dire agli inquirenti che Elisa quel giorno aveva appuntamento con lui e che erano entrati insieme nella Chiesa della Santissima Trinità. I genitori e il fratello di Elisa avevano già fatto il nome di Restivo a Felicia Genovese, il pubblico ministero incaricato del caso, e avevano raccontato di come Elisa lo considerasse un corteggiatore assillante e molesto. I giorni passavano, ma di Elisa non c’era nessuna notizia. Don Mimì Sabìa nei giorni seguenti si allontanò, come programmato, per un breve periodo di riposo e chiuse la Chiesa, che rimase chiusa anche agli inquirenti.

Mentre le indagini su Elisa Claps procedevano a rilento, un’altra inchiesta venne aperta dal magistrato De Magistris e si chiamava “Toghe lucane” e metteva sotto la lente la condotta dei magistrati della Basilicata, in ordine a una ipotesi di manipolazione di alcuni procedimenti giudiziari a favore di un comitato politico affaristico locale, rinsaldato da legami di tipo massonico, di cui sarebbero stati garantiti e favoriti gli interessi, anche a costo di ‘aggiustare’ i processi. In particolare, Genovese e suo marito Cannizzaro, affiliato alla Massoneria, erano sospettati di condizionare “procedimenti penali in cui risultavano interessati avvocati a loro “vicini”,
L’indagine di de Magistris si incrociò con quella sul caso Claps, quando si trattò di verificare la condotta del pm Genovese all’interno delle indagini sulla scomparsa della ragazza. Il caso passò dunque direttamente alla Procura di Salerno, che ripartì da zero.

In mano, il pm Rosa Volpe, aveva solo quello che Genovese aveva trovato nell’ambito delle sue investigazioni: niente. Non erano stati sequestrati vestiti sporchi di sangue dell’unico sospettato (e mai indagato dalla Genovese), non era stata effettuata una perquisizione nella sua casa né nella chiesa. Non era stata disposta una perizia psichiatrica su Restivo, nonostante mostrasse chiari segni di una personalità disturbata. Da qualsiasi punto di vista si guardasse l’indagine si vedevano solo lacune e omissioni. Intanto “Toghe lucane” si conclude in una bolla di sapone, de Magistris viene trasferito per incompatibilità territoriale e la posizione degli indagati, archiviata.
Nel 1998 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri arrivò una segnalazione del Sisde sul coinvolgimento di Danilo Restivo. Proprio sul caso Claps stava indagando Anna Esposito, dirigente della Digos, trovata morta nella sua casa potentina, il 12 marzo 2001. La poliziotta venne trovata impiccata con una cintura di cuoio fissata sulla maniglia di una porta dell’appartamento, a un metro e tre centimetri di altezza. L’autopsia evidenziò traumi e fratture, ciononostante il caso, dopo una breve indagine che vide indagato il compagno della vittima, il giornalista Rai, Luigi di Lauro, fu archiviata. Non fu approfondito il fatto che alcuni colleghi della donna si precipitarono nell’appartamento prima dell’arrivo del giudice inquinando la scena, né fu giustificata la scomparsa di alcuni fogli dall’agenda della Esposito. Alcuni giorni dopo avrebbe dovuto incontrare Gildo Claps, per aggiornarlo su alcune novità. Negli anni a venire altri tre testimoni del caso moriranno in circostanze misteriose.

Nel frattempo Danilo Restivo, pur essendo implicato nella vicenda, fu lasciato libero di andare a Napoli per un concorso e qualche tempo dopo, con il diploma di odontotecnico che aveva a fatica conseguito in un istituto privato all’età di 21 anni dopo il fallimento prima al liceo scientifico e poi all’istituto tecnico, fu mandato dalla famiglia fuori città. Per tutto il tempo che era rimasto a Potenza, in cui era stato additato da tutti come un mostro, aveva tentato diverse volte di depistare le indagini. Nel 1999, da una postazione computer di un sala giochi della città, partì una mail diretta all’indirizzo di posta che la famiglia Claps aveva creato per raccogliere le segnalazioni. Nel massaggio si leggeva che Elisa stava bene, era in Brasile e non voleva essere cercata. Sul sito web il popolodellarete.it compare un post dal titolo “Aiutiamo Danilo Restivo” in cui vengono proposte teorie su presunti complotti ai suoi danni, post di cui si scoprirà essere proprio Restivo l’autore. Intanto a Potenza qualcuno aveva cancellato dalla targa all’esterno della Basilica della Trinità la parola ‘santissima’ e pensava che don Mimì avesse tenuto per sé segreti inconfessabili mentre qualcun altro additava Restivo come mostro. Per sottrarlo a quel clima suo padre gli trovò un lavoro a Roma, ma non resistette a lungo, e si trasferì quindi a Rimini, da dove fuggì un’altra volta dopo l’ennesima denuncia. In questo periodo continua a molestare donne e a nutrire la sua parafilia, arrivando a collezionare ciocche di capelli di ogni tipo, ma non solo. In casa sua a Potenza una perquisizione della DIA aveva trovato foto che ritraggono Danilo in posizioni oscene con donne affette da malformazioni fisiche. La sua perversione peggiora di anno in anno, lontano da casa e dal controllo dei parenti. Le sue vittime sono tutte donne afflitte da gravi difetti fisici, fragili, manipolabili. Inizia una relazione virtuale con Fiamma Marsango, una donna di 15 anni più vecchia di lui, fortemente obesa e residente a Bornmouth, nel Regno Unito. Si trasferisce da lei e la sposa.

Si stabilisce nell’appartamento di lei di fronte a quello di Heather Barnett, madre separata di due figli di 11 e 14 anni, di professione sarta. Anche Heather finisce nelle mire di Restivo che si presenta a casa sua dicendo, nel suo inglese stentato, di voler commissionare delle tende per la camera di sua moglie Fiamma. Qualche giorno dopo, il 12 novembre, 2002, la Barnett viene trovata dalla figlia riversa nel suo bagno, con il reggiseno strappato, i seni mutilati, la testa staccata dal collo. Nelle mani ha delle ciocche dei suoi capelli e ciocche di capelli sconosciute.

Gli inquirenti britannici lo mettono in sorveglianza per un lunghissimo periodo di tempo e lo sorprendono a spiare delle donne al parco. Restivo, però, è astuto e ha una risposta ragionevole anche quando lo fermano e nella sua auto trovano una borsa con guanti coltelli e un cambio abito, una specie di kit del serial killer.
Intanto in Italia don Mimì è morto e la chiesa è passata nelle mani del giovane don Wagno, che il 17 marzo del 2010, avverte le autorità per una macabra scoperta, fatta dagli operai venuti a controllare una perdita d’acqua, nel sottotetto della canonica. Sotto un mucchio di tegole c’è un corpo mummificato, accanto al quale giace un vecchio paio di occhiali, ovali. Dopo diciasssette anni Elisa esce finalmente dalla chiesa della Santissima Trinità, confermando quello che tutti avevano sempre sospettato, ovvero che l’anziano sacerdote custodisse in soffitta il corpo della ragazza uccisa da Restivo. Era stata accoltellata 13 volte, ma i medici non furono in grado di stabilire se avesse subito violenza sessuale; lo stato dei suoi resti non permetterà mai di saperlo. Quel giorno di 18 anni prima, Elisa era stata spinta in soffitta da Danilo Restivo, che tentò di violentarla, strappandole i vestiti, e la uccise.

Nel frattempo nel Dorset i giudici potevano finalmente processare Restivo per l’omicidio di Heather, essendo emerso, grazie al ritrovamento di Elisa, un modus operandi che bollava i due delitti come frutto della medesima mano. Anche a Elisa erano state tagliate delle ciocche, come a decine di ragazze potentine pronte a confermarlo. Il 30 giugno 2011 Danilo Restivo venne condannato all’ergastolo dalla Crown Court di Winchester per l’omicidio della 48enne, Heather. L’8 novembre 2011, presso il Tribunale di Salerno si celebrava con rito abbreviato il processo a carico di Restivo, per l’omicidio di Elisa Claps. Essendo prescritti tutti i reati più gravi venne chiesta la condanna a trent’anni di carcere.

“L’unico prete in grado di sapere – commentò la sentenza Filomena Iemma, la madre di Elisa – non ha potuto fare tutto da solo. È arrivato il momento di pulirsi la coscienza”. Venne avviata una inchiesta bis all’interno della quale furono processate per falsa testimonianza le due donne delle pulizie della Chiesa della Santissima Trinità, sospettate di essere a conoscenza della presenza del corpo di Elisa nel gennaio 2010, insieme a don Wagno.

Dopo ventiquattro anni la famiglia di Elisa attende ancora di sapere chi e perché insabbiò l’omicidio di una studentessa di 15 anni, ingenua e perbene.

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