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Francesco Monti

Francesco Monti

Nato a pane e horror, fin da subito sviluppa una particolare ed accesa passione verso il mondo del cinema horror. La cosa non si è mai attenuata, ma anzi viene accentuata dopo la creazione di Horror Stab.

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Il massacro nel McDonald’s di San Ysidro

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“Vado a caccia di umani”…

James Oliver Huberty nasce nel 1942 a Canton, in Ohio. A 3 anni contrasse la poliomielite che gli provocò un danno permanente alle gambe.

Dopo il divorzio dei genitori si iscrisse a sociologia, ma poco dopo cambiò e studiò scienze mortuarie in Pennsylvania. Ottenne la licenza come imbalsamatore e lavorò per un’agenzia funebre a Canton.

Nel 1965 si sposò ed ebbe due figlie.

Convinto che l’invasione dell’Unione Sovietica fosse vicina e che i banchieri stessero mandando volutamente in rovina il paese, decise di riempire la sua casa di cibo non deperibile, sei fucili, uzi e pistole 9mm.

Nel 1983 si trasferì a San Ysidro, portandosi dietro tutto l’armamentario, dove James trovò lavoro come guardia di sicurezza.

Quello che segue è il resoconto della settimana di James prima del massacro:

– Il 10 luglio venne licenziato.

– Il 15 luglio 1984, tre giorni prima di compiere il massacro, Huberty disse alla moglie, Etna, che sospettava di avere un disturbo mentale..

– Il 17 luglio, chiamò una clinica di salute mentale, richiedendo un appuntamento. Dopo aver lasciato i suoi contatti alla receptionist, gli assicurarono che sarebbe stato richiamato entro poche ore.

James non fu mai richiamato. All’insaputa di Huberty, la receptionist aveva sbagliato a scrivere il suo cognome scrivendo “Shouberty”. I suoi modi gentili non trasmisero un senso di urgenza all’operatrice; la sua chiamata fu quindi inserita nei casi non gravi, da essere richiamati entro 48 ore.

– Il 18 luglio, Huberty portò la moglie e i figli allo zoo di San Diego. Durante la camminata, disse alla moglie che la sua vita era ormai finita. Riferendosi alla mancata chiamata da parte del centro di salute mentale, disse, “Bene, la società ha avuto la sua chance”.

Dopo aver pranzato a un McDonald’s nel quartiere di San Diego Clairemont, gli Huberty fecero ritorno a casa. Poco dopo, andò in camera da letto dove la moglie si stava rilassando sdraiata sul letto; andò verso di lei e le disse “voglio darti il bacio dell’addio”. Etna gli chiese dove stesse andando, e lui rispose “vado a caccia di umani”.

All’incirca alle 4 del pomeriggio del 18 luglio James Huberty guidò la sua berlina Mercury Marquis nel parcheggio di un ristorante di un McDonald’s su San Ysidro Boulevard. Con lui aveva una pistola Browning HP 9mm semi-automatica, una carabina IMI Uzi 9 mm, un fucile a canna liscia Winchester, e una borsa di tessuto riempita con centinaia di munizioni per ogni arma. Nel ristorante erano presenti 45 clienti.

Dopo essere entrato nel ristorante qualche minuto dopo, Huberty prima puntò il fucile a un impiegato di 16 anni di nome John Arnold. Il vicedirettore, Guillermo Flores, gridò, “Hey, John, quel ragazzo sta per spararti”. Secondo Arnold, quando Huberty premette il grilletto, “non successe nulla”. Mentre Huberty ispezionava l’arma, il direttore del ristorante, la ventiduenne Neva Caine, camminò verso Arnold, mentre Arnold – credendo che il tutto fosse uno scherzo – iniziò ad allontanarsi dall’uomo armato. Huberty sparò verso il soffitto prima di puntare l’Uzi verso la Caine, sparandole una volta sotto l’occhio sinistro. Morì qualche minuto dopo.

Subito dopo aver sparato alla Caine, Huberty sparò con il fucile verso John Arnold, ferendo il giovane al petto, e gridando “tutti a terra”.Huberty si riferì a tutti i presenti al ristorante come “sporchi maiali”, gridando che aveva ucciso un migliaio di persone e che aveva intenzione di ucciderne un altro migliaio. Dopo aver sentito le invettive e le imprecazioni di Huberty, ed aver visto Neva Caine e John Arnold a terra, un cliente, il venticinquenne Victor Rivera, tentò di persuadere Huberty a non sparare più. In risposta, Huberty sparò a Rivera 14 volte, gridandogli ripetutamente “stai zitto”, mentre Rivera gemeva a terra.

Mentre molti dei presenti al ristorante cercavano di nascondersi sotto ai tavoli, Huberty spostò la sua attenzione verso sei donne e bambini che si stavano abbracciando. Prima sparò, uccidendola, alla diciannovenne María Colmenero-Silva con un singolo proiettile al petto; sparò poi alla bambina di 9 anni Claudia Pérez allo stomaco, alla guancia, alla coscia, al fianco, al petto, alla schiena, al braccio e alla testa con l’Uzi, e ferì la sorella quindicenne Imelda, sparandole una volta al petto con la stessa arma, poi sparò all’undicenne Aurora Peña con il fucile. Peña – inizialmente ferita alla gamba – era stata coperta dalla zia incinta, la diciottenne Jackie Reyes. Huberty sparò alla Reyes 48 volte con l’Uzi. Dietro il corpo della madre, il neonato di 8 mesi Carlos Reyes iniziò a piangere, e Huberty lo uccise con un singolo colpo al centro della schiena.

Huberty sparò e uccise un camionista di 62 anni di nome Laurence Versluis, prima di puntare una delle famiglie nell’area giochi del ristorante, che avevano cercato di proteggere i figli con i loro corpi sotto ai tavoli. La trentunenne Blythe Regan Herrera aveva protetto il figlio di 11 anni, Matao, sotto uno dei banchi del cibo, e il marito aveva coperto il figlio di 12 anni Keith sotto un altro bancone lontano da loro. Huberty iniziò a sparare alle persone sedute al ristorante mentre camminava verso quelle sotto ai tavoli. Ronald Herrera ordinò a Thomas di non muoversi, coprendolo col suo corpo. Thomas fu colpito due volte alla spalla e al braccio, ma non fu gravemente ferito; Ronald Herrera fu colpito otto volte allo stomaco, al petto, al braccio, alla testa ma riuscì a sopravvivere; sua moglie, Blythe, e suo figlio, Matao, furono entrambi uccisi da numerosi colpi alla testa.

Nelle vicinanze due donne cercavano di nascondersi dietro un bancone. Guadalupe del Rio, 24 anni era contro un muro; fu coperta dall’amico, il trentunenne Arisdelsi Vuelvas Vargas. Del Rio fu colpita diverse volte alla schiena, agli addominali, al petto, al collo, ma nessuna delle ferite fu grave, mentre Vargas fu colpito una volta sola dietro la testa. Morì per la ferita il giorno dopo, e fu l’unica persona a sopravvivere abbastanza da raggiungere l’ospedale. In un altro bancone, Huberty uccise il quarantacinquenne Hugo Velazquez Vasquez sparandogli al petto.

La prima di molte chiamate d’emergenza fu fatta alle 4 del pomeriggio, ma la polizia fu per errore mandata a un altro McDonald’s lontano tre chilometri da quello a San Ysidro. La polizia arrivò al ristorante corretto dieci minuti dopo. Fecero chiudere la zona per sei isolati. Stabilirono poi un posto di comando a due isolati dal ristorante, e sparsero 175 agenti in zone strategiche. (Questi agenti furono raggiunti un’ora dopo dai membri della SWAT, che a loro volta si posizionarono in diverse zone attorno al ristorante.)

Una giovane donna, Lydia Flores, arrivò con la macchina nel parcheggio del ristorante poco dopo le 4, notando finestre rotte e rumori di spari, prima di “alzare lo sguardo e vederlo che sparava e basta”. La Flores fece retromarcia fino a quando la macchina non sbatté contro una recinzione; si nascose quindi con la figlia di due anni fino a quando gli spari cessarono.

Tre bambini di 11 anni arrivarono in bici nel parcheggio per comprare qualcosa da bere.] Sentendo qualcuno gridare, tutti e tre esitarono, prima che Huberty gli sparò addosso col fucile e con l’Uzi. Joshua Coleman cadde a terra ferito in maniera grave alla schiena, al braccio e alla gamba; ricordò più tardi di aver guardato verso i suoi amici, Omarr Hernández e David Delgado, vedendo che Hernández era a terra con diverse ferite alla schiena e iniziò a vomitare; Delgado era stato colpito diverse volte alla testa e morì. Coleman sopravvisse, mentre Hernández, insieme a Delgado, morì sul posto.

Huberty notò una coppia di anziani, Miguel e Aida Victoria, camminare verso l’entrata. Mentre Miguel stava per aprire la porta per far entrare la moglie, Huberty fece fuoco con il fucile, uccidendo Aida con un colpo alla faccia e ferendo Miguel. Un sopravvissuto non ferito, Oscar Mondragon, disse che vide Miguel chinarsi verso la moglie e cercare di pulirle la faccia dal sangue. Miguel iniziò poi ad insultare Huberty, che lo uccise sparandogli in testa.

All’incirca alle 4 e 10, una coppia di messicani, Astolfo e Maricela Felix, guidarono verso una delle aree di servizio del ristorante. Notando i vetri rotti, Astolfo inizialmente pensò che stessero facendo dei lavori di ristrutturazione e che Huberty – che stava camminando verso la macchina – fosse un operaio. Huberty sparò con il fucile e con l’Uzi alla coppia e alla loro figlia di 4 mesi, Karlita, colpendo Maricela in faccia, alle braccia e al petto, accecandola a un occhio e rendendole permanentemente inutilizzabile una mano. La figlia fu gravemente ferita al collo, al petto e all’addome. Astolfo fu ferito al petto e alla testa. Mentre Astolfo e Maricela scapparono dal fuoco di Huberty, Maricela mise la bambina nelle braccia di una donna che stava scappando e le disse in spagnolo, “Per favore salva mia figlia”, prima di ripararsi dietro una macchina parcheggiata. La donna portò la bambina in un ospedale vicino mentre il marito prestava soccorso ad Astolfo e Maricela in un palazzo vicino. Tutti e tre i Felix sopravvissero.

Diversi sopravvissuti dichiararono più tardi che Huberty accese una radio portatile, probabilmente alla ricerca di notiziari prima di mettere una stazione con della musica e ricominciare a sparare. Poco dopo entrò in cucina, scoprendo sei impiegati. Iniziò quindi a sparare, uccidendo la ventunenne Paulina López, la diciannovenne Elsa Borboa-Fierro e la diciottenne Margarita Padilla, ferendo gravemente il diciassettenne Alberto Leos.

Sentendo il giovane teenager Jose Pérez lamentarsi, Huberty lo uccise sparandogli alla testa. Pérez morì a fianco degli amici e della vicina, Gloria González, e di una giovane donna di nome Michelle Carncross. A un certo punto, Aurora Peña, che giaceva distesa vicino alla zia morta, alla cugina neonata e ai due suoi amici, notò una pausa negli spari. Aprì gli occhi, e vide Huberty vicino che la guardava. Imprecò e le lanciò un pacchetto di patatine fritte addosso, poi ricaricò il fucile e le sparò al braccio, al petto e al collo. Sopravvisse, nonostante il fatto che rimase in ospedale per il periodo più lungo tra tutti i sopravvissuti.

La polizia, appostata nei pressi del ristorante, non sapeva inizialmente quanti erano i carnefici, dal momento che Huberty stava usando diverse armi da fuoco e sparava rapidamente. Inoltre dal momento che molte finestre del ristorante erano state rotte dagli spari, i riflessi dei vetri rotti rendevano difficile per la polizia vedere all’interno. Un cecchino della SWAT si posizionò sul tetto di un ufficio postale accanto al ristorante. Fu autorizzato ad uccidere Huberty non appena avesse avuto una visuale chiara.

Alle 5.17 il cecchino ottenne la visuale chiara di Huberty dal collo in giù; sparò una sola volta, il colpo gli trapassò l’aorta uscendo dalla spina dorsale, causandogli una ferita di circa due centimetri che lo fece cadere di schiena.Il petto di Huberty si sollevò, per poi distendersi. La sparatoria durò 78 minuti, durante i quali Huberty esaurì non meno di 245 cartucce, uccidendo 20 persone e ferendone altre 20, di cui una morì il giorno dopo in ospedale. Diciassette persone furono uccise nel ristorante, quattro nelle immediate vicinanze. Molti feriti cercarono di tamponare le perdite di sangue con dei tovaglioli, spesso invano.

Tra le vittime, 13 furono uccise per colpi alla testa, 7 perché furono colpite al petto e una vittima, il bambino di 8 mesi Carlos Reyes, da un singolo proiettile da 9 mm che lo colpì alla schiena. Le vittime, la cui età variava dagli 8 mesi ai 74 anni, erano quasi tutti di origine messicana, riflettendo la demografia della zona. Nonostante Huberty durante la sparatoria disse che aveva ucciso migliaia di persone in Vietnam, non aveva fatto parte di nessun reparto militare.

Elva Zona Heaster
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Elva Zona Heaster – La testimonianza post mortem

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Se un giorno doveste trovarvi nel West Virginia, tra le tortuose strade di montagna, vicino al cimitero di Greenbrier potreste vedere una targa recante la scritta:”Interrata nel vicino cimitero c’è Zona Heaster Shue”.

Fantasma Greenbrier

Il cartello che racconta del fantasma al cimitero “Greenbrier” nel West Virginia.

La sua morte nel 1897 fu ritenuta naturale, fino a quando il suo spirito apparve a sua madre per descrivere come era stata uccisa da suo marito Edward. L’autopsia sul corpo riesumato ha confermato il resoconto dell’apparizione. Edward, riconosciuto colpevole di omicidio, fu condannato alla prigione di stato. Solo caso noto in cui la testimonianza di un fantasma ha contribuito a condannare un assassino”.

Elva Zona Heaster aveva solo 23 anni quando incontrò, nell’ottobre del 1896, uno sconosciuto da poco arrivato in zona, Edward Trout Shue, di 37 anni, che aveva trovato lavoro come fabbro proprio lì, nella contea di Greenbrier.

La Heaster con il marito

La Heaster con il marito

Erano le 10 di mattina del 23 gennaio 1897 quando il corpo di Zona fu trovato da un fattorino, Andy Jones, mandato a casa sua per sbrigare una commissione. La ragazza era distesa sul pavimento, a faccia in giù, ai piedi delle scale, con un braccio piegato sotto il petto e l’altro allungato in avanti; la sua testa era inclinata da un lato. Andy corse nella bottega del fabbro per avvisare Trout, mentre sua madre cercava di rintracciare il medico, il dottor George Knapp, che arrivò circa un’ora dopo la scoperta del cadavere. Nel frattempo il marito Shue aveva già spostato il corpo della moglie, adagiandolo nel letto nuziale, ma non solo, aveva vestito il cadavere con un abito a collo alto, circostanza che in seguito apparve sospetta, perché tradizionalmente erano le donne della comunità ad occuparsi dei rituali funebri come il lavaggio e la vestizione di una defunta.

Quando il dottor Knapp iniziò ad esaminare il corpo di Zona, il marito manifestò segni di dolore inconsolabile, abbracciando le spalle e la testa della donna, cullandola dolcemente in preda ai singhiozzi. Il medico interruppe l’esame della salma, per rispetto verso il marito, e imputò la morte ad una “debolezza estrema”.

Inizialmente, nessuno sospettò di Trout Shue, tranne la madre di Zona, Mary Jane Heaster, che ogni notte pregò perché il Signore gli rivelasse la verità.
Secondo il racconto della donna, dopo quattro settimane, nell’oscurità della notte, mentre Mary Jane era completamente sveglia, apparve il fantasma di Zona.

Zona rivelò alla madre una storia di abusi fisici da parte del marito, culminati la sera del suo assassinio, quando l’uomo era andato su tutte le furie perché la moglie non aveva “cucinato la carne”: Shue l’aveva strangolata, dopo averle spezzato il collo “alla prima articolazione”.

L’autopsia, effettuata il 22 Febbraio del 1897, dimostrò che il collo di Zona era rotto tra la prima e la seconda vertebra, mentre la trachea risultava schiacciata: la donna era stata strangolata.

La giuria accettò la testimonianza della madre legata unicamente a ciò che le confidò il fantasma della figlia.
Vero o no, Shue venne condannato all’ergastolo e morì per un’epidemia nel penitenziario in cui era imprigionato.

 

Famiglia Norton
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Il caso nero della famiglia Norton

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Durante l’epoca Vittoriana, la famiglia Norton vantava non solo il pregio di essere una delle più facoltose di Londra, ma anche di essere in stretto contatto con la famiglia reale e di avere conoscenze molto influenti in politica e nella grande industria. Si occupava per lo più di portare avanti le varie industrie tessili in tutto il paese, arricchendosi a dismisura a scapito dei poveri operai che lavoravano giorno e notte per una paga quasi inesistente.

La famiglia Norton


Tutto andava per il meglio fino a quando un membro della famiglia si macchiò di un terribile crimine e di conseguenza infangò il nome della famiglia: era il 1886 quando nel piano interrato di un’industria tessile dei Norton venne ritrovato il corpo di un bambino di soli 9 anni, uno dei tanti bambini sfruttati come dipendenti della fabbrica. La famiglia tentò di arginare lo scandalo, ma i giornali dell’epoca incolparono il padrone, Roy W. Norton, dell’efferato omicidio. A sostegno dell’ipotesi c’erano le numerose testimonianze di contadini che lo avevano più volte visto in atteggiamenti equivoci con i loro figli e molti sospettavano addirittura che intrattenesse rapporti incestuosi con i bambini della sua stessa famiglia, per i quali non nascondeva un attaccamento morboso.


Quella fu solo la punta dell’iceberg perchè da lì in poi molti iniziarono ad interessarsi alle numerose bizzarrie della famiglia, che pian piano vennero a galla e furono rese pubbliche sui giornali.
La famiglia Norton aveva una predisposizione genetica a contrarre la malattia di Lyme, che al tempo, oltre ad essere ai più sconosciuta, era anche incurabile. La patologia comporta diversi stadi di sintomi; tra cui: eritemi, paralisi facciali, cambiamenti di umore, instabilità comportamentale e deformità varie.


Dal 1865 al 1896 ben 6 membri della famiglia si uccisero in circostanze misteriose e stravaganti.
La famiglia si chiuse in assoluto silenzio stampa, ma i molti curiosi si intrufolavano ovunque pur di immortalarli in situazioni compromettenti e di screditarli di fronti alla società. Il fatto che la malattia colpiva i membri della famiglia con stadi avanzati della stessa, non li aiutava di certo a rimanere nell’anonimato, dato che per proteggersi i membri erano costretti ad indossare delle maschere quasi tutto il giorno. Questo insinuò il sospetto nei giovani giornalisti del tempo che la famiglia facesse parte di una setta satanica e che in casa si predicasse chissà quale strano culto.


Forse da quella situazione nacquero le dicerie secondo cui alcuni agenti in borghese scoprirono alcuni membri della famiglia eseguire un rituale occulto in una delle loro residenze nella campagna londinese. Quando la notizia arrivò alle cronache di Londra la famiglia Norton venne fatta a pezzi dall’opinione pubblica che li accusò di essere dediti a satanismo e alla magia nera, e di essere responsabili delle inspiegabili morti dei loro dipendenti.
Da allora vennero soprannominati “la famiglia del Diavolo” e vennero completamente estromessi dalla vita di corte e aristocratica di tutta l’Inghilterra.

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La parte malata del cervello degli assassini

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E’ la teoria del neurologo Tedesco Gerhard Roth, il quale sostiene che tutti i criminali abbiano un’ombra scura nel lobo frontale che li porterebbe a commettere azioni violente.

“Quando sottoponiamo assassini, stupratori e ladri a una radiografia la zona cerebrale rivela quasi sempre gravi carenze nella parte frontale-inferiore”.

Ciò che vuole dimostrare è la famosa predisposizione genetica al crimine; trovare quell’area del cervello che dovrebbe regolare la compassione e la pena.

Un ragazzino, spiega il medico, che mostra un’area più scura nel lobo frontale, quasi certamente è un potenziale criminale, o un violento. Ciò non significa che lo diventerà per certo, ma se il soggetto dovesse trovarsi in un ambiente dove il furto, la violenza e l’omicidio sono all’ordine del giorno, allora sicuramente diventerà un criminale.

Spiega inoltre come, in futuro, intervenendo in quell’area del cervello chirurgicamente, si possa impedire al soggetto di manifestare la violenza:

“Vi sono stati casi di aumento dei comportamenti violenti a causa di un tumore in quell’area del cervello. Dopo l’operazione di rimozione del cancro i soggetti curati sono tornati a vivere nella più completa normalità”.

Pseudoscienza o il medico dimostrerà di avere ragione?

Lui è sicuro: “Quel buco nero è il luogo in cui si cova, nasce e si nasconde il male».

Neurologo Tedesco Gerhard Roth

Neurologo Tedesco Gerhard Roth

Claire Foy
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Finalmente il trailer italiano per “Unsane” di Soderbergh

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La pellicola girata solamente utilizzando un iPhone.

Ecco finalmente arrivare anche il trailer italiano di “Unsane”, il nuovo horror di Soderbergh.

Al centro della narrazione troviamo Claire Foy nei panni di Sawyer, una giovane donna disturbata perennemente da uno stalker. Data questa opprimente ossessione la nostra attrice viene costretta tra le mura di un ospedale psichiatrico il quale, invece che sanare i suoi tormenti, li amplifica rendendo impossibile capire ciò che è reale da ciò che non lo è.

Il film è stato presentato in questi giorni al Festival di Berlino, ma per il momento, non c’è ancora una data di distribuzione per le sale italiane.

Ecco a voi il trailer italiano.

Piccoli Brividi 2
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Nel cast del secondo film di “Piccoli Brividi” il bambino da “IT”

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I dettagli del plot sono ancora sconosciuti per il titolo provvisorio di “Goosebumps 2” (Piccoli Brividi 2), e non sappiamo nemmeno se Jack Black tornerà, ma un cast di giovani star sta prendendo forma.

Stasera ci è stato detto che Jeremy Ray Taylor, Ben dell’IT dello scorso anno, reciterà accanto a Madison Iseman (Jumanji: Welcome to the Jungle), Ben O’Brien (Manchester by the Sea) e Caleel Harris (“Castle Rock”). L’ultima notizia che abbiamo avuto sulla data era che la Sony è propensa a fare uscire la pellicola il 12 ottobre 2018, anche se molto probabilmente la data verrà cambiata presto.  Ari Sandel (The Duff) sta sviluppando il progetto come regista. Neal H. Moritz di Original Film e Deborah Forte di Silvertongue Films stanno producendo.

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“Annihilation” arriverà in streaming su Netflix nel Regno Unito questo marzo

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Ovunque nei cinema c’è il thriller fantascientifico di Alex Garland (Ex Machina, 28 Days Later) Annihilation, con Natalie Portman (Black Swan), Oscar Isaac (Star Wars: Il risveglio della forza), Jennifer Jason Leigh (Amityville: The Awakening, The Hateful Eight, “Twin Peaks”), Tessa Thompson (When a Stranger Calls), Gina Rodriguez e Tuva Novotny.

Mentre la pellicola è già disponibile nei cinema negli Stati Uniti, il Regno Unito (e altri paesi) vedrà il film disponibile solo tramite il popolare sito di streaming Netflix nel quale la data di uscita è stata fissata per il 12 marzo.

Ecco il poster ufficiale ed il trailer per la versione britannica.

Portman interpreta Lena, una biologa ed ex soldato, che si unisce a una missione per scoprire cosa è successo a suo marito all’interno di Area X – un fenomeno sinistro e misterioso che si sta espandendo attraverso la costa americana. Una volta all’interno, la spedizione scopre un mondo di paesaggi e creature mutanti, tanto pericoloso quanto bello, che minaccia sia la loro vita sia la loro sanità mentale.

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Il regista di ‘Hellraiser: Judgment’ condivide un’idea divertente per un potenziale sequel

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Se non hai ancora visto il nuovo film, potresti voler evitare questo articolo. 
Gli ultimi momenti di Hellraiser: Judgment, suggeriscono un futuro (potenziale) 
interessante per il franchise. Dopo aver ucciso una figura angelica che aveva lavorato insieme con Pinhead e i suoi Cenobiti, 
il sacerdote dell'Inferno si è rassegnato a un destino che potrebbe essere troppo doloroso anche per lui: è tornato a essere un 
normale umano. 
Quindi dove andiamo da qui? Bene, lo scrittore / regista Gary J. Tunnicliffe dice che non stava pensando ai sequel nel momento 
in cui ha fatto Judgment, ma da allora ha riflettuto su dove potrebbe andare dopo questo film. Inconsapevolmente ha infatti creato 
una "pista" per un possibile nuovo capitolo.
Tunnicliffe ha appena illustrato un'idea in una chat con ComicBook.com.
"Ci ho pensato ... e sarebbe molto divertente", ha detto Tunnicliffe al sito.
 "Forse arriva un nuovo sovrano Cenobita, o subentra, e un nuovo preside, e non sta funzionando e chiaramente
 questa persona, questo Cenobite non sta facendo un ottimo lavoro. E, in modo subdolo, l'Auditor sta lasciando 
una scia di briciole di pane per il tizio che è Pinhead per trovare la strada del ritorno, e viene tirato dentro. 
E poi si presenta, ed è come una resa dei conti tra il Pinhead appena nato e questo ragazzo che ha preso il suo manto. "
The Ninth Passenger
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“The Ninth Passenger” un nuovo horror Home Video

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Grindstone Entertainment ha acquisito i diritti nordamericani per il prossimo thriller The Ninth Passenger, che sta avendo il suo debutto sul mercato mondiale a Berlino.

Ninth Passenger segue un gruppo di studenti universitari in un viaggio di mezzanotte spontaneo a bordo di uno yacht di lusso. L’avventura diventa orribile quando si spostano su un’isola oscura e vengono cacciati uno ad uno da un misterioso passeggero.

Da Film Mode Entertainment, il film è diretto dal produttore esecutivo di It Follows Corey Large e vede protagonisti Jesse Metcalfe (Dallas, Desperate Housewives), Tom Maden (Scream), Alexia Fast (Manhattan), Timothy V. Murphy (The Lone Ranger), e Cinta Laura Kiehl (After the Dark). ‘

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Le uscite horror in dvd durante febbraio 2018

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Novità DVD Horror

Febbraio 2018

IT

Regia: Andres Muschietti

Attori: Bill Skarsgård, Javier Botet, Owen Teague, Jaeden Lieberher, Nicholas Hamilton, Steven Williams

Uscita DVD: Disponibile

Trama:  L’originale romanzo di Stephen King, da cui poi è stata tratta una mini-serie nel 1990, racconta la storia di alcuni ragazzini presi di mira da una creatura malvagia dalle sembianze di un clown, questi si nutre delle loro paure, ma non solo… la seconda parte del romanzo è invece incentrato sui ragazzi, orami divenuti grandi, pronti a fermare la creatura tornata a mietere vittime. Il film sarà diviso in due parti, così come la mini serie degli anni novanta, la prima con i protagonisti da piccoli, la seconda con gli stessi protagonisti cresciuti.

L’UOMO DI NEVERegia: Tomas Alfredson

Attori: Rebecca Ferguson, Michael Fassbender, Val Kilmer, Chloë Sevigny, J.K. Simmons, Jamie Clayton

Uscita DVD: 21 Febbraio

Trama: Nella città di Oslo quando i primi fiocchi cadono, alcune donne spariscono nel nulla e misteriosi pupazzi di neve compaiono a sorvegliare le strade. L’uomo di neve segue le indagini del detective Harry Hole, a capo di una squadra speciale della polizia di Oslo incaricata di investigare su una serie di omicidi locali. Dopo l’ennesima sparizione, avvenuta durante la prima nevicata dell’anno, Hole scopre interessanti collegamenti con alcuni casi irrisolti vecchi di vent’anni: la cornice invernale, la vittima designata, il pupazzo di neve sulla scena del crimine, tutti elementi che richiamano i metodi di un elusivo serial killer. Con l’aiuto di una giovane e brillante recluta, il poliziotto dovrà unire i puntini per svelare il disegno nascosto dietro le frequenti sparizioni, prima che la neve torni a imbiancare le strade e cancelli ogni traccia dell’assassino.

SAW: LEGACYRegia: Michael Spierig, Peter Spierig

Attori: Laura Vandervoort, Tobin Bell, Hannah Emily Anderson, Paul Braunstein, Josiah Black, Lauren Beatty

Uscita DVD: 28 Febbraio

Trama: Saw: Legacy inizierà con gli organi di polizia che si solleveranno letteralmente intorno alla città dopo aver incontrato una serie di morti raccapriccianti e uniche. Durante le indagini, tutte le prove porteranno a un solo uomo: John Kramer. Ma come può essere? L’uomo conosciuto come Jigsaw è morto da più di un decennio. O ha un apprendista raccolto nel mantello di Jigsaw, forse anche qualcuno all’interno delle indagini?

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Nuovo poster per “Death Wish”

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Bruce è tornato in Death Wish di Eli Roth, un remake del film del 1974 che vede Bruce Willis come un padre e un marito vendicativo.

Il film in uscita ha recentemente ottenuto un enorme successo per il suo miglior trailer fino ad oggi, ora un nuovo poster sfarzoso ed accattivante.

Death Wish arriva nelle sale il 2 marzo 2018

“Dr. Paul Kersey (Bruce Willis) è un chirurgo che vede solo le conseguenze della violenza della sua città fino a quando sua moglie (Elisabeth Shue) e la figlia (Camila Morrone) vengono brutalmente attaccate nella loro casa di periferia. Con la polizia sovraccarica di crimini, Paul, bruciante per vendetta, caccia gli assalitori della sua famiglia per ottenere giustizia. Mentre l’anonima uccisione di criminali attira l’attenzione dei media, la città si domanda se questo mortale vendicatore sia un angelo custode o solo un malvagio che sta regolando dei conti.

Furia e destino si scontrano nell’intenso thriller d’azione Death Wish. Paul Kersey diventa una persona divisa: un uomo che salva delle vite e un uomo che le prende; un marito e un padre che cercano di prendersi cura della sua famiglia e una figura oscura che combatte il crimine; un chirurgo che estrae pallottole dai corpi dei sospettati e un uomo che cerca la giustizia che i detective non sono in grado di trovare.

Nel cast troviamo anche Vincent D’Onofrio, Elisabeth Shue, Camila Morrone, Dean Norris e Kimberly Elise.

Joe Carnahan ha scritto la sceneggiatura, basato su un romanzo di Brian Garfield.

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