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Letizia Agazzi

Letizia Agazzi

"Appassionata di Horror da quando era bambina,tanto che la sua prima delusione fu quando scoprì che i pagliacci al circo non erano IT. Il weekend non la troverete mai su una pista da sci, ma alla ricerca di case infestate"

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LA STORIA DELLE SORELLE FOX- LE BAMBINE CHE INVENTARONO LE SEDUTE SPIRITICHE

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Uno dei più grandi movimenti religiosi del XIX secolo cominciò nella camera da letto di due giovani ragazze che vivevano in una fattoria a Hydesville, New York. 

In un giorno di fine marzo del 1848, Margaretta “Maggie” Fox, 14 anni, e Kate, sua sorella di 11, andarono a chiamare un vicino,  desiderose di condividere un fenomeno strano e spaventoso.

Fu la madre a mandare a chiamare l’amico, voleva mostrare cosa fossero in grado di fare le proprie figlie ed essere tranquillizzata sul fatto che non avesse allucinazioni.

Raccontò che ogni notte, le due ragazzine, parlavano con delle entità ultraterrene, che tramite “KNOCK” al di la della parete, rispondevano alle domande, in modo coerente e veritiero.

La signora Fox mise alla prova le ragazzine, dicendo loro di chiedere all’entità di contare e rispondere a semplici operazioni matematiche, in base al risultato, lo spirito avrebbe dovuto battere dei colpi sul muro. Il vicino rimase senza parole dopo il risultato inatteso e sapendo che nella casa non c’era nessun altro; continuava a chiedersi come fosse possibile.

La famiglia Fox invece fu costretta a trasferirsi. La casa, dopo quel 31 Marzo, non fu più il nido accogliente che aveva sempre rappresentato. L’irrequietezza delle ragazze, si face sempre più problematica. Strane cose accadevano la notte. Mobili che si spostavano e cadevano senza essere sfiorati, incubi e apnee notturne. Nessuno più riusciva a riposare in quella casa e stava portando tutti alla follia.

La famiglia Fox abbandonò la casa e mandò Maggie e Kate a vivere con la loro sorella maggiore, Leah Fox Fish, a Rochester.

La storia delle sorelle Fox avrebbe potuto morire se non fosse stato per il fatto che Rochester era un focolaio di riforme e attività religiose; la stessa zona, la regione dei Finger Lakes dello Stato di New York, ha dato vita al Mormonismo e al Millerismo, il precursore degli “avventisti del settimo giorno”. Proprio i leader di questa comunità, Isaac e Amy Post furono affascinati dalla storia delle sorelle Fox e dalla successiva voce, secondo cui lo spirito che dialogava con le ragazze ad Hydesville, probabilmente apparteneva a un venditore ambulante che era stato assassinato nella fattoria cinque anni prima.

Un gruppo di residenti di Rochester esaminò la cantina della casa della Fox, scoprendo ciocche di capelli e quelli che sembravano essere frammenti di ossa.

 

I Post invitarono le ragazze a un raduno a casa loro, ansiosi di vedere se riuscissero a comunicare con degli spiriti anche in un altro luogo, differente dalla casa in cui erano cresciute.

 

Credo di aver osservato con tutta l’incredulità che provava Tommaso vedendo Gesù morto e risorto

Cosi scrisse Isaac Post, ma il suo scetticismo iniziò a incrinarsi quando sentii colpi molto distinti provenire dal pavimento e le risposte che venivano date erano tutte corrette.

Isaac si convinse ancor di più quando Leah Fox, la sorella maggiore, dimostrò di essere una medium, comunicando con la loro figlia recentemente scomparsa.

Successivamente i Post affittarono la sala più grande di Rochester e venne organizzata la seduta spiritica più numerosa di tutti i tempi, quattrocento persone vennero a sentire i misteriosi rumori.

In seguito Amy Post accompagnò le sorelle in una camera privata, dove furono esaminate da un comitato di scettici, che non trovarono nessuna bufala.

L’idea che si potesse comunicare con gli spiriti era una completa novità.

Su angeli che si interfacciano con l’uomo, ma riguardo agli spiriti praticamente nulla.

Il movimento noto come “Modern Spiritualism” nacque da diverse filosofie distinte e personaggi rivoluzionari.

Le idee e le pratiche di Franz Anton Mesmer, un guaritore australiano del XVIII secolo, si erano diffuse negli Stati Uniti proprio in quel periodo.

Mesmer propose che tutto nell’universo, incluso il corpo umano, fosse governato da un “fluido magnetico” che poteva mescolarsi, causando malattie.

Agitando le mani sul corpo di un paziente, inducendolo in uno stato ipnotico che gli permetteva di manipolare la forza magnetica, poteva guarire cosi tutti i drammi delle persone. I “mesmeristi” divennero un’attrazione popolare nelle feste e nei salotti, alcuni addirittura abbastanza abili da attrarre clienti paganti. Alcuni  pazienti che si sono risvegliati dopo la trance mesmerica, hanno affermato di aver avuto visioni di spiriti da un’altra dimensione.

Il veggente americano del XIX secolo Andrew Jackson Davis, che sarebbe diventato noto come il “John the Baptist of Modern Spiritualism”, combinò mesmerismo e sedute spiritiche, sostenendo che:

“gli spiriti sono in connessione tra loro mentre uno è nel corpo del medium, gli altri sono nelle sfere superiori”.

 

Predisse che tutto il mondo acclamerà con gioia l’inaugurazione dell’era dello spiritismo, quando le menti degli uomini si apriranno, e la comunicazione spirituale sarà stabilita.

Davis credette che la sua predizione sarebbe avvenuta un anno dopo, proprio nel giorno in cui le sorelle Fox incanalarono gli spiriti nella loro camera da letto.

Le sorelle Fox, continuarono ad organizzare sedute spiritiche fino al 1888, quando la sorella Maggie decise di rilasciare un’intervista esclusiva, venendo ricompensata 1500$.

I rapporti tra sorelle si stavano incrinando vorticosamente e questa fu la dichiarazione:

Mia sorella Katie e io eravamo bambine molto piccole quando è iniziato questo orribile inganno. Di notte, quando andavamo a letto, legavamo una mela su un filo e muovevamo la corda su e giù, facendo sbattere la mela sul pavimento, o facevamo cadere la mela sul pavimento, facendo uno strano rumore con la bocca ogni qual volta che rimbalzava. Ci siamo specializzate dalla caduta della mela alla manipolazione delle nocche, per finire con la straordinaria capacità di scrocchiate le ossa delle dita dei piedi.

Continuò:

Un grande numero di persone quando sentono il “knock” immaginano subito che degli spiriti li stanno toccando.È un’illusione molto comune. Alcune persone molto facoltose sono venute a trovarmi alcuni anni fa quando vivevo sulle 42°, chiedendomi di organizzare sedute spiritiche. Ho battuto le nocche sulla sedia e una delle donne ha gridato: “Sento che lo spirito mi batte sulla spalla”. Ovviamente quella era pura immaginazione.

E fu così che il mito delle sorelle Fox si sgretolò. La crème de la crème newyorkese venne beffata da delle giovanissime campagnole. Lo spiritismo invece prese sempre più piede, modificandosi e ampliandosi. Tecniche sempre nuove vennero utilizzate per parlare con gli spiriti. Dalla tavoletta Ouija alla scrittura da parte di un medium.

Chi sente per la prima volta la storia delle sorelle Fox, crede ancora che delle ragazzine abbiano inventato quelle che sono le sedute spiritiche, con cui le persone erroneamente e pericolosamente continuano a giocarci ancora oggi.

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AMERICAN HORROR STORY CULT- IL MIO POST FINAL SEASON

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NO SPOILER EVIDENTI.

Il mercoledì sera, da qualche mese a questa parte per me è stato solo American Horror Story, la serie tv del secolo per gli amanti dell’horror. Ho aspettato ogni singolo mercoledì l’uscita della puntata coi sottotitoli che veniva trasmessa da Fox America la notte precedente. E stasera mi sono gustata come un bicchiere d’acqua nel deserto il finale di stagione.

Cult, all’inizio è per me è stata come la prima sigaretta adolescenziale; la fumi, ma non ti convince, boccata dopo boccata non ne puoi più fare a meno. Non me ne vogliano male gli anti tabagisti. E’ stata una scoperta avvenuta un passo alla volta, ed è diventata in pochissimo per me, la stagione meglio riuscita di Ryan Murphy.

Non sapevamo cosa aspettarci dalla scelta di un tema cosi controverso come quello delle elezioni americane del 2016. Devo ammettere che Murphy ha trattato l’argomento con eleganza unica. Non c’è satira, come tutti si aspettavano, ma c’è un’escalation verso una verità unica nel suo genere, che ci spiattella davanti agli occhi quello che sono gli Stati Uniti e credo anche il resto del mondo oggi.

Le minoranze vengono tutte nominate e trattate con particolare cura in ogni loro aspetto. Afroamericani, neonazisti, omosessuali, immigrati, fobici, detenuti, tutti utilizzati per descrivere quello che per noi è il real horror story, ovvero la paura del diverso e dell’ingestibilità di esso.

Il personaggio di Ally, interpretato dalla magnifica Sarah Paulson racchiude tutto quello che è l’uomo oggi. Siamo tutti vulnerabili in un modo o nell’altro e tutti possiamo cambiare idea anche su quello che dovrebbe essere imprescindibile. Io mi ripeto sempre che solo gli stolti non cambiano mai opinione.

La crescita del personaggio di Ally potrebbe essere comparata alla crescita della nostra persona, lo scopo finale della nostra vita è già insito in noi agli albori, ma siamo costretti a soffrire, sbagliare, massacrarci per arrivare al fine ultimo.

Il personaggio interpretato da Evan Peters, Kai Anderson, è un pazzo folle, ma anche un magnifico oratore, come quelli che la nostra storia ci ha sempre presentato fino ai giorni nostri. Le verità assolute che ho sentito uscire dalla sua bocca sono ineccepibili, il problema è che sono state utilizzate in maniera sbagliata da lui stesso, gli si sono ritorte contro. Non tutti gli esseri umani sono pronti a ricevere alcuni messaggi. Qui Murphy ha voluto descriverci quello che è l’uomo comune. Spesso in possesso della verità, ma a causa del vociferare, o meglio del beelare del mondo intero, ne fa un cattivo uso.

L’intreccio dei personaggi nel loro complesso è geniale. L’unione delle minoranze inizialmente ci convince che la rivoluzione estrema sia l’unica via per salvare il mondo, che è ormai nel caos più totale. O forse siamo noi a voler vedere il caos anche dove non esiste.

Andando avanti di puntata in puntata, capiamo invece che anche i leader più convinti sono frutto di un meccanismo comune , che l’essere umano è sempre e comunque debole, facilmente influenzabile dalla globalità esterna.

Sono una persona cresciuta a pane e horror, potrei tranquillamente vedere un film dal tema paranormale, la notte di Halloween in un cimitero. Eppure questa stagione di American Horror Story mi ha lasciato sempre col fiato sospeso ed è riuscita a creare dentro di me la vera paura che dovrebbe trasmettere un horrormovie. La paura dell’incognita e del fatto che tutto quello che noi vediamo è reale. Le vere paure sono dentro di noi e si liberano in diversi modi.

La puntata che parla delle sette americane, con veri documentari misti a scene girate sempre col nostro amato Evan Peters che interpreta tutti i vari leader, penso che sia la puntata meglio riuscita di tutti gli American Horror story visti fin ora. Tutto sembra reale, come se le famose “storielle di Kay” prendessero forma e i personaggi fossero realmente di fianco a me sul divano, a raccontare quello che sono stati e quello per cui vogliono essere ricordati, come se avessero ancora bisogno di trovare dei nuovi adepti, per il loro personale esercito di uomini fidati.

Il finale ci stupisce, non c’è un lieto fine per nessuno a mio avviso. Tutti rimangono ancorati a quello che vorrebbero essere e falliscono.

Lena Dunham

Come la povera Valerie Solanas, interpretata da una fantastica Lena Dunham, che per altro ho amato all’interno della stagione, ha fallito in quello che era il suo obiettivo di pulizia maschile, con la famosa SCUM, ma ha lasciato comunque un segno, che le generazioni femministe future hanno smussato, sistemato e reso sicuramente meno folle.

Proprio la scelta di Murphy di inserire un’icona femminista  controversa dei giorni nostri come la Dunham, ci fa comprendere quello che a mio avviso è stato l’obiettivo finale del regista. Un inno al femminismo moderno, che mette in guardia su quello che sta accadendo oggi. Ha giocato sui sentimenti di oppressione delle donne di questo ultimo decennio, che possono però essere molto pericolosi se gestiti in malo modo.

Ally è l’esempio del femminismo sbagliato. E’ il raggiungimento di emancipazione a discapito di tutto quello che ostacola il suo cammino. Credo che Murphy abbia voluto sensibilizzare le persone in egual modo, al di la del sesso, delle razze e di tutto il resto.

Solo con una sensibilizzazione al bene comune potremo vincere, al di la di ogni ideologia e partito politico.

Rimango in trepidante attesa per quella che sarà la nuova stagione e sono curiosa di capire se Murphy è riuscito a creare un filone horror più attento e intelligente, che può andare oltre alla passione per lo splatterismo incondizionato degli horror popolar vincenti.

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LA SUORA CHE SCRISSE UNA LETTERA A QUATTRO MANI COL DEMONIO-SUOR MARIA CROCEFISSA DELLA CONCEZIONE

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Una suora del convento di Palma di Montechiaro in Sicilia, provincia di Agrigento, l’11 Agosto 1676 è stata trovata sul pavimento della sua cella, con il viso coperto di inchiostro e di fianco una lettera scritta in un incomprensibile mix di lettere e simboli. La suora era delirante con la febbre altissima.

A quanto pare suor Maria, disse che la lettera era stata dettata dal diavolo, col tentativo di allontanarla da Dio.

Il messaggio era contenuto in sole 14 righe composte da lettere e simboli arcaici e confusi, per i secoli avvenire gli storici hanno cercato di comprendere ogni loro significato. Il team di ricercatori del museo di scienze ad Agrigento, insieme a un gruppo di scienziati, hanno utilizzato un software innovativo per risolvere il mistero. Hanno inoltre fatto un accurata ricerca sulla vita di suor Maria, per capire effettivamente se lo scritto fosse veritiero e come la donna vivesse la sua vita.

 

Il direttore Daniele Abate a Live Science ha dichiarato:

 

Quando si lavora sulla decrittografia storica, non si può ignorare il profilo psicologico dello scrittore. Avevamo bisogno di sapere quanto più possibile su questa suora.

Suor Maria Crocifissa della Concezione, nata Isabella Tomasi (era un’antenata dello scrittore italiano Giuseppe Tomasi di Lampedusa), entrò nel convento benedettino quando aveva solo 15 anni, secondo i registri storici.

La lettera si presenta scritta nel linguaggio stenografico, si pensa che la suora abbia inventato un nuovo vocabolario con alcuni segni di stenografia standard da diverse lingue.

Con l’utilizzo del software hanno riscontrato che la lettera conteneva simboli stenografici relativi al greco, latino, arabo e linguaggio runico, quest’ultimo poco studiato, in quanto proveniente dalle religioni celtiche.

Il risultato delle ricerche è ancora un pò confuso, a parte il fatto che questa donna sembrava avesse una buonissima dimestichezza con più lingue.

La lettera, oltre che chiamare la Santa Trinità  “pesi morti”, continua dicendo che “Dio pensa di liberare i mortali…il sistema non funziona per nessuno…Forse ora STYX ne è certo”.

Nella mitologia greca e romana, STYX è il fiume che separa il mondo dei vivi da quello dei morti.

Abate sostiene che probabilmente, dalle ricerche fatte, suor Maria poteva soffrire di schizofrenia o disturbo bipolare. L’immagine del diavolo è spesso presente in questo tipo di disturbi. E’ stato comprovato il fatto che la sera, spesso urlava e sembrava stesse vivendo una sorta di battaglia col demonio all’interno della sua cella.

La Chiesa dell’epoca, riportò la lettera al popolo come prova tangibile della presenza del maligno, che cerca di perpetrare continuamente le vite di chiunque, anche di una donna di chiesa.

Secondo i diari ritrovati nel monastero e conservati oggi nel museo dello stesso, suor Maria fu costretta a scrivere e firmare la lettera direttamente da Satana. Tant’è che di fianco alla sua firma scrisse “ahimè”, come se facesse una ammenda per quello che stava dichiarando.

Le ricerche stanno continuando, ma la questione risulta ancora irrisolta.

Suor Maria fu davvero impossessata?O era solo gravemente affetta da schizofrenia?

Come poteva conoscere i caratteri stenografici di tutte quelle lingue?

Suor Maria veniva da un ambiente principalmente contadino e l’istruzione delle suore al tempo era molto superficiale.

Lo stesso monastero è stato teatro di un’altro misterioso evento nel 1945, quando dieci suore furono trovate morte per un sacrificio umano, le cronache riportano che si siano uccise su suggerimento di qualche spirito che in cambio delle loro vite avrebbe guarito il vescovo di Agrigento, ferito gravemente da un’attentato bellico.

Ancora oggi le suore pregano la Santa sorella Maria, sperando in una sua protezione eterna sulla congrega.

Un giorno, con la venuta di tecnologie sempre più precise, potremo riuscire a capire effettivamente cosa può essere successo quella fatidica notte dell’11 Agosto 1676.

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THE GERALD’S GAME-IL RIADATTAMENTO DELLA NOVELLA DI STEPHEN KING FIRMATO NETFLIX

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Questo è decisamente l’anno di Stephen King. Netflix il 29 Ottobre 2017, lancerà nei paesi in cui è concesso, la pellicola dedicata al romanzo “The Gerarld’s Game”, proprio di King. 

Il regista è Mike Flanagan, ancora fresco del successo di Ouija: le origini del male. Questa volta il regista decide di voltare dall’horror paranormale al thriller psicologico.

La sfida è altissima; il romanzo in se è molto complicato e di nicchia. I temi trattati non sono semplici. Parliamo di una donna ammanettata a un letto, con un marito appena deceduto dopo un gioco sessuale finito in malo modo, viaggi onirici, violenze e abusi.

Le scene sono molto introspettive e quello che a noi sembrano poche ore, in realtà si trasformano in giorni.

Lo spettatore viene rapito dal bisogno di sopravvivenza che la protagonista stessa prova. Allucinazioni date dalla disidratazione e la fame, disegnano ombre oscure e quando vediamo fare capolino un cane randagio affamato, non capiamo se è reale o fonte della nostra stessa fantasia.

A differenza dei film di Flanagan, dove troviamo un’importante gioco di suoni che stuzzicano le paure umane, in questo caso l’unico effetto sonoro che notiamo, è quello del silenzio.

La novella viene reinterpretata da Jeff Howard, grande collaboratore di Flanegan. Nel cast troviamo Carla Cugino e Bruce Greenwood, visto di recente in American Crime Story. Un’attore controverso e poco amato, ma che ha sempre ricoperto il ruolo del perfetto cattivo.

Lo stesso Stephen King ha descritto il film come “spaventoso ed ipnotico”.

Non ci resta altro che attendernene l’uscita dal nostro caro Netflix che non smette più di stupirci.

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TRAMA DI AMERICAN HORROR STORY 7 CULT- FOX OLANDA PECCA DI SPOILER

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FOX Olanda fa un grande scivolone, ma  per i fan di American Horror Story è un grande colpo di fortuna.

Dopo settimane di mosse mediatiche fatte da Ryan Murphy per creare rumors e suspance sulla nuova stagione in onda a Settembre, la patria dei mulini a vento e non solo, ci spiattella la trama ufficiale di Cult per qualche minuto, per poi fare ritirata nei ranghi subito dopo.

Sarah Paulson interpreta una giovane donna trasferita a Detroit da New York, che porta il nome di Ally Mayfair-Richards. Ally se ne è andata da Manhattan perché troppo scossa dagli orribili eventi dell’11 Settembre, sviluppando una serie di fobie come la clourofobia- timore che i clown siano malvagi e la tripofobia- ansia e paura alla vista di fori posizionati simmetricamente.

In Cult le fobie si intrecceranno con il tema elettorale americano di quest’anno, come già anticipato più volte.

Possiamo dedurre dalle immagini postate sul web, che Cheyenne Jackson potrebbe interpretare il ruolo dello psicanalista della Paulson,  che toccherà tutti i nervi aperti riguardanti diversi temi, come le sette in corrispondenza alla politica e molto altro.

Rimaniamo tutti in trepidante attesa del  5 Settembre.   

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MICHAEL MYERS: AAA CERCASI COINQUILINO. IN AFFITTO UNA STANZA DELLA SUA CASA D’INFANZIA.

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Le case dei film horror hanno  sempre destato fortissimo interesse tra i fan e non.

Tra le più famose c’è quella della pellicola “Halloween”, luogo dove è cresciuto lo spietato Michael Myers.

Un uomo di nome  Kenny Caperton, ne ha costruita una copia identica in North Carolina. Lo stesso  ha pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook di Myers House NC , un annuncio dove ricerca il coinquilino perfetto.

Se siete quindi fan del franchise di Halloween, non perdete tempo e mettetevi subito in contatto col signor Caperton.  

Di seguito il testo dell’annuncio con il link:

Chi vuole vivere nella Casa di Myers?! Se si, oggi hai avuto fortuna! Sto cercando un coinquilino! Disponibile da subito. Maschi o femmine sono benvenuto. Appartamento non arredato,  camera da letto con cabina armadio e collegamento bagno. L’appartamento si trova nella zona limitrofa di  Hillsborough, North Carolina (10 minuti dal centro di Hillsborough, 20 minuti da Chapel Hill, 25 minuti da Burlington, 30 minuti dal centro di Durham e a 50 minuti dal centro di Raleigh). Contattatemi  per maggiori informazioni. Solo richieste serie.

https://www.facebook.com/myershousenc/posts/10155199832242107:0

Se non cercate casa, ma siete nei pressi di Hillsborough, non dovreste farvi sfuggire l’occasione di una visita a questa copia del tutto realistica. Soprattutto in vista del prossimo film della saga che sarà in uscita il 19 Ottobre 2018, un progetto del regista David Gordon Green (Pineapple Express) in collaborazione con  Danny McBride.

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208 MADISON AVENUE –LA VERA STORIA CHE ISPIRO’ IL FILM “IL MESSAGGERO”

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Per chi non ricordasse il film “the Haunting in Connecticut” , “Il Messaggero” nella versione italiana, è una pellicola che tratta di un caso di infestazione demoniaca, all’interno di una abitazione, ex casa funeraria, acquistata a basso prezzo da una famiglia con un figlio gravemente malato.  Uno dei tanti casi studiati dai ben amati coniugi Warren, i parapsicologi più famosi di tutti i tempi.

Ma cosa c’è di vero in questa storia? Come è andata realmente?

La famiglia Snedeker nel 1986 decise di acquistare al 208 di Madison Avenue di Southington (CT),  una proprietà chiamata Hallahan Home, per essere il più possibile vicini all’ UCONN Hospital, dove il figlio, Philip Snedeker, doveva sottoporsi giornalmente a delle cure, a causa di un cancro del sistema immunitario, chiamato “Linfoma di Hodgkin”. 

Scoprirono che la casa era appartenuta precedentemente a Darrel Kern,  titolare di una casa funeraria, l’”Hallahan Funeral”, entro cui si occupava della cura dei defunti, imbalsamazione, sepoltura  ecc.

All’interno del seminterrato dove era sito il laboratorio, trovarono un buon quantitativo di materiale, come foto di defunti morti e ancora in vita, materiale per eseguire autopsie, urne funerarie, oggetti personali e molto altro.

Gli Snedeker erano persone molto pratiche e con i piedi per terra, quella casa l’avevano pagata una miseria ed era funzionale alle loro esigenze, non ci fecero caso e si trasferirono.

I primi segnali iniziarono a manifestarsi dopo qualche settimana,  il primo ad esserne coinvolto fu proprio il figlio maggiore, Philip, che decise di occupare la stanza più grande della casa, che non era altro che il seminterrato adiacente alla camera funeraria, insieme al fratello Bradley.
Philip iniziò a lamentare allucinazioni, nella sua stanza vedeva un gran movimento di persone, più o meno reali , ma pensarono tutti, lui compreso, che si trattassero degli effetti collaterali dovuti alle cure a cui era sottoposto.

La sua personalità si fece sempre più cupa, divenne sempre più scontroso e interessato all’esoterismo, scriveva poesie molto oscure, tutte tematiche che non aveva mai menzionato fino ad allora.

Il resto della famiglia, composta da madre padre e 4 figli, notarono una serie di strani eventi che iniziarono ad accadere in maniera piuttosto cadenzata.

Secondo la madre, Carmen Snedeker, l’acqua che sgorgava dai rubinetti diventava rosso sangue, l’odore ferroso si faceva fortissimo in quei momenti. Susseguivano poi cali di temperatura fortissimi da una stanza all’altra, che secondo gli studiosi del paranormale è sintomo di infestazioni.

Capitava che la figlia più grande apparecchiasse la tavola e i piatti sparissero qualche minuto dopo.  Oppure che le luci si spegnessero e accendessero a intermittenza, pur avendo tolto le lampadine.

Philip un giorno, rivolgendosi alla madre disse:

Mamma, non vedi i graffi sulle pareti? Credi che li abbiano fatti i gatti che non abbiamo?

Il culmine lo raggiunsero quando, una sera, Carmen stava facendo la doccia e la tenda cerata le si appiccico addosso, tentando di soffocarla, solo l’intervento della nipote salvò la donna.

Ed e Lorraine Warren

Decisero di chiamare gli allora già noti Ed e Lorraine Warren.  Entrambi furono d’accordo che si trattava di possessione demoniaca. Le anime latenti all’interno dell’edificio venivano probabilmente veicolate da forze molto oscure.

Decisero inizialmente di tenere la questione nascosta, l’interessamento della Chiesa, non avrebbe giovato al caso e volevano sbrigare la questione senza intralci. Ed e Lorraine si trasferirono nella casa per qualche giorno. Grazie  ai poteri sensitivi di Lorraine si scoprì che i vecchi proprietari non si erano limitati alla necrofilia, ma ci furono persino riti satanici e sedute spiritiche, permettendo alle forze maligne di entrare e non uscire mai più dall’edificio.

Le presenze divennero sempre più reali, tanto che i componenti degli Snedeker, raccontarono di essere stati violentati più volte da due demoni. Uno era alto e molto magro, cogli zigomi sporgenti e pochi capelli lunghi, unti e neri, indossava piccoli occhiali tondi ed un cappello a cilindro, uguale a quelli che venivano usati per la sepoltura dei defunti di altoborgo. L’altro aveva capelli neri corti, occhi azzurri ed indossava uno smoking gessato.

I Warren chiesero allora permesso al  Vaticano di eseguire un esorcismo, che avvenne il 6 Settembre 1988, da li non ci fu più nessun tipo di attività paranormale all’interno della casa.

Gli attuali proprietari sono convinti che la storia degli Snedeker sia stato un caso di psicosi collettiva e i Warren fossero dei ciarlatani in cerca di fama.

Per chi fosse interessato, Ed e Lorraine Warren scrissero un libro a sei mani, con Ray Garton, intitolato “In the Dark Place”, pubblicato molto tempo dopo, nel 2014.

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AMERICAN HORROR STORY 7- NUOVO INDIZIO SUL TEMA, POSSIAMO PARLARE DI FOBIE?

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Ryan Murphy ci sta regalando indizi sempre più ravvicinati nelle ultime settimane ,  dopo l’immagine con la maschera forata di qualche giorno fa postata su Instagram, pubblica qualche ora fa un uomo ricoperto da uno sciame d’api, confermandoci che sarà l’ultimo indizio prima della rivelazione del titolo della settima stagione.

Potrebbe essere che Murphy ribalterà la percezione della paura? Se nelle sei stagioni passate, siamo stati spettatori del terrore che danzava in teatrini di ogni genere, potrebbe essere che questa volta le paura vengano da noi stessi. Le fobie. E’ una paura molto più tangibile e ne abbiamo percezione da quando nasciamo e sappiamo che difficilmente ci abbandonerà prima della nostra morte.

La maschera forata fa accapponare la pelle ai tripofobici, fobia che si dice sia stata inventata dal web,  mentre lo sciame d’api agli apifobici.

Dopo la ormai assodata  componente politica all’interno della settima stagione di American Horror Story, potrebbe davvero averci dato lo schema dell’attesissima stagione?

Non ci resta che attendere, rammentando che con Roanoke ci ha confuso fino al giorno dell’uscita sul piccolo schermo.

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AMERICAN HORROR STORY 7-POSSIBILE RITORNO DEL CLOWN TWISTY

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Proprio qualche ora fa, Ryan Murphy ha pubblicato sul suo profilo Instagram l’immagine che potrebbe riportare in vita il carissimo clown Twisty, che avevamo già conosciuto nella stagione Freak Show di American Horror Story. Il personaggio si rifà alla storia del serial Killer John Wayne Gacy,  che negli anni 70 torturava e uccideva bambini e adolescenti, per poi seppellirli sotto la propria abitazione.

Sembra che nell’immagine, forse Sarah Paulson, tiene in mano il fumetto “Twisty, the clown chronicols”. Il mistero del plot della attesissima settima stagione si fa ancora più fitto.

Potremmo ipotizzare che non ci sia un vero e proprio ritorno del clown, in quanto era già stato ucciso dal personaggio Dandy Mott, interpretato da Fin Wittrock. Psicopatico con disturbi bipolari da maniaco ossessivo.

Twisty, potrebbe magari vedere il suo ritorno tramite dei possibili seguaci, magari in una setta in stile “The Following”, serie tv di qualche anno fa con Kevin Bacon e James Purefoy, che interpreta un professore organizzatore di un gruppo di assassini che come obiettivo hanno quello di far rivivere i drammi e le storie di Edgar Alan Poe.

Rimaniamo in attesa dei prossimi indizi.

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CELEBRIAMO LA CHIUSURA DEL REAL FREAK SHOW, CON 7 FILM DEL FILONE HORROR CIRCENSE.

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Il 2017 è l’anno della chiusura definitiva dell’ultimo circo degli orrori, il leggendario  Ringling Bros. e Barnum & Bailey, operativo da ben 146 anni.

Negli ultimi anni era stato protagonista di battaglie legali contro gli animalisti, che li accusavano di sfruttamento e violenza sugli animali, tutti smentiti dai tribunali statunitensi.

La peculiarità principale di questo circo però, fino agli anni 20/30 erano gli show con uomini affetti da malformazioni genetiche o caratteristiche fuori dal comune.

Era l’epoca dei freakshow, personaggi che poi sono diventati iconici, si sono esibiti negli spettacoli del Ringling.

La donna più forte del mondo, che riusciva a sollevare il proprio partner caricato lui stesso da vari pesi.  Le gemelle siamesi  Ella ed Elvira, la donna barbuta Lady Clementine , ricordata poi nella serie tv American Horror Story, precisamente nella stagione “Freakshow” e molti altri.

Da questo circo hanno tratto ispirazione molteplici storie e film. Qui una breve lista di horror movie da vedere.

FREAKS (1932)

Con questo film Ted Browning diventerà famoso, ma sempre a causa di questo vivrà il suo completo declino immediato. La pellicola è stata definita troppo bizzarra e ha scioccato tutto il grande pubblico dell’epoca, che non tutto era al corrente dell’esistenza dei circhi che utilizzavano esseri umani con menomazioni e quant’altro. Fu cosi che la MGM lo fece sparire, ma rimase comunque impresso nella memoria e ne parlarono moltissimo anche negli anni successivi.

CIRCUS OF HORROR (1960)

Di produzione britannica, vede come protagonista l’attore Anton Driffing, che interpreta un brillante e narcisista chirurgo plastico, che acquista un piccolo circo, facendolo diventare il più grande del mondo.  Possiamo solo immaginare le nefandezze squallide e  selvagge, che farà all’interno del suo circo degli orrori.

SHE FREAK (1967)

In questo film, dai grandi effetti speciali per il tempo, troviamo una donna mutante che prende le sembianze di  un essere mostruoso, in parte donna e in parte serpente- gremlis. Ritroviamo componenti  zombie all’interno di questa pellicola, che fa ancora parlare gli amanti del genere.

VAMPIRE CIRCUS (1972)

Considerato uno dei migliori horror anni 70, racconta di un conte vampiro che consacra la terra col sangue, lasciando una maledizione. Si sveglia dopo anni mettendo in piedi un circo errante pieno di vampiri assetati di sangue. Fortissima componente erotica al suo interno.

SANTA SANGRE (1989)

Dal surrealista regista cileno Alejandro Jodorowsky, anche questa è una pellicola con forti tematiche sessuali, in abbinato a una violenta scia di sangue. E’ stato definito un film molto realistico, ma altrettanto bizzarro. Ricordiamo ad esempio lo straziante funerale di un elefante. La colonna sonora targata Simon Boswell, lo rende perfetto nel suo genere.

CIRCUS OF DEATH (2014)

Chiudiamo la nostra carrellata con un film piuttosto recente.  Protagonista i soliti clown assassini, ma in questo caso esecutori di giustizia personale. Durante il loro tour, uccidono in maniera depravata tutte le persone che sono per loro moralmente corrotte.

Anche se non sono semplicissimi da trovare online, sono pezzi storici assolutamente da non perdere per tutti noi fanatici dell’horror.

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storie vere,

H.H. HOLMES E IL SUO HOTEL DEL TERRORE

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Hanry Howard Holmes, nasce all’anagrafe col nome di Herman Webster Mudget nel lontano 1860 nel New Hempshire. Passerà alla storia come il killer più psicopatico e depravato della storia di Chicago.

Herman viene da una famiglia di basso rango, la madre, Theodate Page Price è una donna sottomessa alle follie e violenze del marito alcolizzato Levi Horton Mudget. Questo esempio di rapporto violento tra genitori, segnerà a vita le relazioni di Herman con le donne.

Già da bambino, il piccolo Herman, mostrava strane perversioni e interessi nei confronti della morte, tant’è che passava le sue giornate a uccidere e dissezionare animali di piccola taglia, con il sogno di diventare un giorno un medico chirurgo. Cosa che poi non gli fu possibile, in quanto venne espulso dalla facoltà di medicina di Philadelphia per frode assicurativa.

Questo fu l’inizio della sua vita da criminale, che lo portò a trasferirsi a Englewood,  che divenne poi uno dei numerosi quartieri di Chicago, dove poi cambiò il suo nome in Hanry Howard Holmes.

Quest’uomo che si sente invincibile e sprezzante nei confronti della vita e delle regole etiche e morali, legge su un giornale un annuncio di lavoro come farmacista, in una storica farmacia di una anziana signora di Chicago, sulla 68esima strada. La donna non riusciva più a seguire gli affari da sola, soprattutto perché il marito era molto malato.

Hanry, dopo essere stato assunto propone alla sua titolare di rilevare la farmacia in cambio di un reddito garantito, come le cure per l’anziano marito. Nel giro di qualche mese  la coppia di coniugi sparisce e nessuna somma risulta mai essere stata versata sul conto dell’anziana.

Con gli affari che vanno a gonfie vele, Holmes decide di acquistare una grande palazzina lungo la stessa via della farmacia, iniziando una serie di lavori di ristrutturazione per creare un maestoso hotel, che verrà poi denominato “Castello” da tutta la comunità, data la sua imponenza.

I lavori durano qualche hanno, a capo della grande impresa troviamo il partner in affari di Hanry, un certo Benjamin Pitezel, che diventerà poi anche il socio delle malefatte di Holmes.

Gli operai che collaboravano alla ristrutturazione del Castello, venivano sostituiti ciclicamente, licenziati o addirittura sparivano nel nulla. Doveva rimanere un velo di mistero sull’edificio, in modo tale che nessuno percepisse che stava collaborando all’edificazione di un castello del terrore, fatto di passaggi segreti, occhi magici nelle stanze, stanze segrete, camere a gas, piscine con acido corrosivo, forni crematori e laboratori di dissezione umana.

Hanry si costruì cosi il proprio gioco di trastullo personale.  I cosiddetti occhi magici servivano a spiare le persone all’interno delle stanze, che arrivarono a frotte alla sua apertura, data la massiccia affluenza di turisti per la “grande esposizione” di Chicago del 1892, in onore dei  400 anni della scoperta dell’America.

Negli anni successivi all’inaugurazione del Castello, la voglia di uccidere di Holmes si fece sempre più ossessiva. L’eccitazione che provava aveva sempre più bisogno di essere soddisfatta e lo faceva masturbandosi in ascolto delle urla di terrore e disperazione dei suoi ospiti mentre venivano imprigionati a morire nelle camere blindate, asfissiati dal gas. Ad un certo punto capì che da queste morti poteva trarne profitto  e iniziò a scarnificare e scheletrifizzare i cadaveri, vendendoli a cifre altissime alle varie università.

Uccidere sconosciuti non gli bastò più e iniziò a fare sparire anche conoscenti e amanti. Il caso più eclatante fu quello della sua seconda moglie, la bellissima Julya Smithe, nonché ex moglie di uno dei suoi soci più fidati. Hanry la convinse a divorziare dal marito, promettendole un matrimonio da principessa, peccato che non aveva mai divorziato dalla sua prima moglie Myrta. La povera Julya, pazza d’amore fece a sua insaputa un matrimonio tanto sfarzoso, quanto fittizio con il nostro killer seriale. L’amore ossessivo che lei stessa provava, aveva iniziato a creare intralci ai lavoretti di Holmes. Rimase incinta e Hanry riuscì a convincerla ad abortire nella sgangherata sala delle torture del Castello, allestita a sala operatoria e con un dottore per niente esperto, lo stesso Holmes.

Il 24 Dicembre 1891 Julya muore sotto le mani inesperte del medico chirurgo improvvisato, che non ha perso occasione per trasformarla in un meraviglioso scheletro raro di donna, alto ben 182 cm e vendendolo a un prezzo altissimo alla facoltà di anatomia di Chicago.

Dopo altri cinque lunghi anni di morti, sparizioni e truffe, Holmes venne scoperto e arrestato dalla polizia di Chicago. Il 7 Maggio 1896 finì la sua vita da assassino appeso a una corda.

Tentando di farsi dichiarare insano di mente,  venne accusato della morte di solo 9 persone, ma in un suo diario lui stesso ne dichiarò più di 200. La pena di morte fu data tramite un velocissimo processo.

Il regista di American Horror Story, Ryan Murphy, si è ispirato ad Holmes per il personaggio  Mr. March nella stagione Hotel, interpretato da Evan Peters. Un violento proprietario di hotel che rimane sotto forma di spettro ad abitare il suo amato Castello, continuando a soddisfare la sua sete di morte. 

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WINNEBAGO GRAVEYARD – SATANISMO E VIOLENZA NON VANNO MAI IN VACANZA

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Winnebago Graveyard è una nuova serie limitata di Image Comics in uscita domani, 14 Giugno 2017. Creato e scritto dall’autore Horror Steve Niles, in collaborazione con Alison Sampson, con i colori di Stéphane Paitreau e i caratteri di Aditya Bidikar.

Il primo comics segue la storia di una famiglia composta da tre persone, tra cui un bambino, che intraprendono il viaggio nella loro Winnebago. Un tranquillissimo road-trip tra i villici americani.

 Come i classici inizi da Horror Story, gli eventi iniziano a cambiare e rimangono bloccati in una cittadina con degli eventi sinistri inspiegabili, legati ad essa.

Le atmosfere sono tipicamente in stile Midwest, i colori e le immagini danno la percezione di seguire un vero e proprio Horror plot.

Si riesce a percepire una vera atmosfera di tensione e fortemente dark.  Il rapporto tra i personaggi si incrina e le gerarchie  famigliari si continuano a scambiare, la sensazione è di fare parte della famiglia e dei drammi che ne fanno da sfondo.

Satanismo e demenza sono le parole chiave che fanno da struttura a tutto il racconto. Pentagrammi, pugnali, viscere sono ricorrenti in tutta l’opera.

Il tema dell’horror viene trattato a un livello alto, quasi ascetico.  La tematica del bene e del male è fortissima. La scelta da parte dell’uomo viene vista come arbitraria, non inscenata da cause esterne di tipo paranormale.

Niles ha reso a pieno la sua idea con questa frase:

I fan dell’horror oggi sono una nicchia di persone molto intelligenti, non gli basta più vedere delle immagini splatter, ricercano significati profondi in quel che vedono e altrettante risposte.

Alison Sampson sembra essere nato per disegnare immaginari inquietanti e realistici e Steve Niles, ci ricorda ancora una volta che è un maestro dell’orrore con grandi idee.

 

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