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Michele Amato

Michele Amato

Sono un informatico con la passione per il cinema, serie tv e l'horror, in tutte le sue sfumature. Penso che quest'ultimo sia un insegnamento di vita, perché nel quotidiano se non si affrontano le proprie paure al meglio si finisce schiacciati dalla realtà. Originariamente ero il primo pauroso sulla terra, ma con l'amore per gli horror di una persona a me cara sono cresciuto a "pasta e video-autopsie".

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Zac Efron nei panni del serial killer Ted Bundy nella prima immagine di “Extremely Wicked”

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Sulla prima immagine ufficiale del dietro le quinte di Extremely Wicked, Shockingly Evil c’è Zac Efron, protagonista nel ruolo del noto serial killer Ted Bundy. Dirigerà questo film Joe Berlinger (Il libro segreto delle streghe: Blair Witch 2).

La pellicola biografica sarà narrata dal punto di vista dell’ex fidanzata di Ted, Elizabeth Kloepfer (interpretata da Lily Collins) ed ambientata nel periodo in cui l’uomo le tenne nascosta la sua follia omicida.

John Malkovich si è unito per ultimo al cast e vestirà i panni del giudice Edward Cowart, che processò l’assassino nel 1979 condannandolo a morte. quest’ultimo fu giustiziato nel 1989 confessando poco prima di morire tutti i suoi omicidi, oltre 30, commessi tra il 1974 e il 1978 anche se alcuni ritengono siano stati di più, già a partire dagli anni ’60.

La sceneggiatura originale, scritta da Michael Werwie, ha vinto il primo premio della rinomata Nicholl Fellowship ed è stata inclusa nella famigerata Black List tra quelle da tenere d’occhio.

La data di uscita di Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile non è ancora nota.

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Leonarda Cianciulli: La saponificatrice di Correggio

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Spesso, ingenuamente, si pensa che gli avvenimenti più raccapriccianti non tocchino il nostro paese, purtroppo non è così, ci sono casi in tutto il mondo e l’Italia non è di certo lo stato più pulito dell’intero globo. Uno di questi casi riguarda una donna, Leonarda Cianciulli, autrice di omicidi violenti e assurdi.

Nata a Montella, in provincia di Avellino, nel 1892, non ebbe un’infanzia serena. A causa della sua salute cagionevole era considerata  un peso dai suoi genitori rispetto ai suoi fratelli e per questo motivo tentò più volte di togliersi la vita, impiccandosi o ingoiando oggetti pericolosi, come le stecche di un busto o cocci di vetro e tutte le volte l’espressione di sua madre le faceva capire che le dispiaceva rivederla in vita.

Nel 1914 sposò un impiegato dell’ufficio del registro e si trasferì ad Ariano Irpino e visse lì fino al 1930, perchè a causa del terremoto dell’Irpinia la loro abitazione fu completamente distrutta. Decisero così di andare a vivere a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, grazie ad un cospicuo risarcimento statale concesso ai terremotati e al commercio degli abiti usati portato avanti da Leonarda. Le sue gravidanze furono 17, ma le sopravvissero solamente 4 figli e probabilmente a causa delle perdite questi 4 bambini divennero per lei una vera e propria ossessione.

Nella Cianciulli cominciarono a farsi strada pensieri sempre più tormentati, tanto che decise che per salvare la vita dei suoi figli avrebbe dovuto fare dei sacrifici umani. Sembra che anni prima si fosse fatta leggere la mano da una zingara e che questa le avesse detto: “Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti i figli tuoi moriranno”. Quindi si era rivolta a un’altra zingara ancora, che le aveva detto: “Vedo nella tua mano destra il carcere e nella sinistra il manicomio”. Infatti per il terrore di perdere altri bambini iniziò a studiare la magia nera, apprendendo tutto sui sortilegi e come riuscire a neutralizzarli.

La prima vittima si chiamava Faustina Setti. La Cianciulli le disse di averle trovato un marito a Pola, le consigliò di vendere tutto, ma si raccomandò con l’amica di non parlarne con nessuno perché avrebbe potuto scatenare delle invidie. Il giorno della partenza, Faustina si recò a casa sua per salutarla. Dato che Faustina era semi analfabeta, Leonarda le offrì il suo aiuto, invitandola a scrivere alcune lettere e cartoline per amici e parenti che avrebbe poi spedito da Pola, nelle quali diceva di stare bene e che tutto procedeva per il meglio. L’amica però non giunse mai a destinazione. Quel giorno stesso, Leonarda la uccise a colpi di scure e la trascinò in uno stanzino. Qui sezionò il cadavere e fece colare il sangue in un catino. A tal proposito, nel suo memoriale, scrisse: “Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comperato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno, lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, e mescolai il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io”. Qualche giorno, dopo il suo primo omicidio, la “saponificatrice” (come sarà in futuro chiamata) mandò il figlio Giuseppe fino a Pola affinché imbucasse le lettere della vittima per farle giungere ai destinatari con il timbro postale giusto e vendette i suoi indumenti.

Uccise altre due vittime prima della sua cattura, Francesca Soavi Virginia Cacioppo (cantante lirica) entrambe con un modus operandi simile e di ques’ultima Leonarda disse che finì nel pentolone come le altre due, ma la sua carne essendo più grassa e bianca quando fu disciolta insieme ad un flacone di colonia, in seguito ad una lunga bollitura, ne vennero fuori delle ottime saponette cremose. Le diede in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna, secondo la sua mente contorta, era veramente dolce”.

Fu la cognata dell’ultima vittima a insospettirsi dell’improvvisa sparizione di Virginia, che aveva visto entrare nella casa della Cianciulli prima di far perdere le sue tracce per sempre. La casa della stessa donna che poi aveva messo in vendita i vestiti della Cacioppo. Decise quindi di confidare al questore di Reggio Emilia i suoi sospetti, il quale seguì le tracce di un Buono del Tesoro di Virginia, presentato al Banco di San Prospero dal parroco di san Giorgio, a Correggio. Convocato dal questore, il prete disse di aver ricevuto il buono da Abelardo Spinarelli, amico della Cianciulli. Lo stesso Spinarelli dichiarò di averlo ricevuto dalla saponificatrice per il saldo di un debito. Le tracce condussero quindi le indagini fino a Leonarda, la quale confessò i suoi tre omicidi senza fare molta resistenza. Gli inquirenti però non riuscivano a credere che una donna anziana, bassa e grossa avesse potuto fare tutto questo da sola e andarono alla ricerca di un complice che l’avesse aiutata a compiere i delitti. Il sospettato numero uno era il figlio Giuseppe che al processo (1946) dichiarò di aver spedito le lettere, senza però sapere la verità. La madre, intenzionata a difenderlo con tutte le sue forze, propose una dimostrazione atta a far capire che lei era l’unica artefice di quella mattanza. Davanti a magistrati e avvocati, in soli dodici minuti, sezionò il cadavere di un vagabondo morto in ospedale e procedette con le tecniche di saponificazione.

Condannata a 30 anni di carcere e a 3 di manicomio giudiziario passò il suo tempo a scrivere memorie, lavorare ad uncinetto e cucinare biscotti, che nessuno aveva voglia di assaggiare. Il 15 ottobre del 1970, morì nel manicomio giudiziario femminile di Pozzuoli, stroncata da apoplessia cerebrale.

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“THE MEG” – JASON STATHAM APPARE SULLA PRIMA IMMAGINE

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Il magazine Empire ha condiviso online la prima immagine ufficiale del film The Meg, prodotto dalla Warner Bros. Pictures. Il protagonista è l’attore Jason Statham che ha rivelato il suo ruolo nel film e il motivo per cui i fan dovrebbero tenerlo d’occhio, dicendo che interpreterà un ex capitano della marina e sommozzatore, assunto per salvare una squadra di scienziati intrappolati in fondo al mare, dentro una struttura di ricerca, a causa dello squalo più grande mai visto fin ora.

Oltre a lui nella pellicola saranno presenti: Li Bingbing (Transformers: Age of Extinction), Cliff Curtis (Fear the Walking Dead), Rainn Wilson (The Office, Super), Ruby Rose (xXx: Ritorno di Xander Cage), Winston Chao (Skiptrace, Kabali), Page Kennedy (TV Rush Hour), Jessica McNamee (The Vow), Ólafur Darri Ólafsson (The BFG), Robert Taylor (Focus, Longmire), Sophia Shuya Cai (Somewhere Only We Know) e Masi Oka (Hawaii Five-0, Heroes).

dirige il film John Turteltaub (National Treasure)  da una sceneggiatura di Dean Georgaris e Jon Hoeber & Erich Hoeber. tratto dal best seller del New York Times di Steve Alten, The Meg debutterà nelle sale americane il 10 agosto 2018.

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“NON APRITE QUELLA PORTA” – CATTIVE NOTIZIE DAI PRODUTTORI

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Dopo quattro film: Non Aprite Quella Porta (2003), Non Aprite Quella Porta: l’inizio (2006) , Non Aprite Quella Porta 3D (2013) e Leatherface (2017) tutti ci chiediamo quale, ma sopratutto quando sarà la prossima pellicola del ragazzo con la motosega? Purtroppo ci sono cattive notizie a riguardo perchè la Millennium films, ovvero la società responsabile della rinascita di Leatherface ha perso i diritti. Un fan della saga recentemente ha chiesto a Christa Campbell, proprietario della società, se avremmo visto un sequel dell’ultimo film nel 2018. Egli ha risposto che ha adorato quest’ultimo capitolo che lo ha reso molto orgoglioso, ma purtroppo a causa del tempo necessario per rilasciarlo, hanno perso i diritti. Quindi un seguito, almeno da loro, non sarà rilasciato.

Non ci resta che aspettare, sperando in una produzione altrettanto degna capace di realizzare questo lavoro nel minor tempo possibile.

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“HOUSE OF SALEM” – ECCO IL TRAILER UFFICIALE

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Dopo oltre un anno dalla presentazione nei Festival di settore e in vista dell’arrivo in VOD il  23 gennaio 2018, sono stati ieri rilasciati il nuovo poster e il trailer di House of Salem, horror scritto e diretto da James Crow (Nightmare on 34th Street).

La trama narra di alcuni rapitori che all’improvviso si ritrovano a proteggere un bambino dopo aver scoperto di essere stati incastrati per prendere parte ad un gioco macabro che prevede sacrifici umani. Rinchiusi in una casa “sicura” iniziano a scoprire man mano la verità combattendo le forze demoniache nelle pareti, di una struttura che è stata palcoscenico di oltre cento anni di omicidi compiuti nel nome del diavolo.

Alcuni dei protagonisti saranno Jessica ArtertonJack Brett Anderson e Liam Kelly. Ecco il trailer:

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TREMORS 6: TITOLO,TRAMA E RATING NUOVI DI ZECCA

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Ancora lui, sempre Michael Gross sarà il protagonista del sesto capitolo della saga oramai immortale di Tremors. Proprio da lui arrivano le news e, da oltre un anno di silenzio, ci svela il titolo ufficiale, ovvero Tremors: A cold day in Hell con un rating PG-13, a causa della violenza eccessiva e il linguaggio troppo scurrile.

La trama racconta di Burt Gummer (Michael Gross) e suo figlio Travis Welker (Jamie Kennedyche affrontando Graboids e Ass-Blasters arrivano in Canada per indagare su una serie di attacchi di alcuni vermi giganti. Arrivato ad una specie di struttura gigante Burt crede che i Graboid siano stati trasformati in armi in segreto, ma prima di dimostrare tutto ciò viene messo KO dal veleno dei Graboid e con solo 48 ore di vita l’unica via di salvezza è cercare un antidoto al veleno e purtroppo qualcuno dovrà capire come “mungere” un Graboid!?!

La pellicola è diretta da Don Michael Paul da una sceneggiatura di John Whelpley.  Tra i protagonisti ci sono anche Tanya van Graan, Rob van Vuuren, Greg Kriek e Keeno Lee Hector. Il Film uscirà nelle sale americane nel Maggio 2018.

In oltre giunge notizia di una serie tv, in lavorazione, su Tremors e indovinate un po’ chi ritornerà?!? Sì proprio Kevin Bacon, protagonista del primo capitolo della saga.

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“INSIDE” IL REMAKE DI À L’INTERIEUR SBARCA NEGLI USA

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Scritto da Jaume Balagueró (REC) e Manu Dìez viene lanciato il remake di À l’intérieur (2007), ovvero Inside.

La pellicola ha come protagoniste Rachel Nichols (Conan the BarbarianContinuum) e Laura Harring (Mulholland Drive).

La trama racconta di una giovane vedova incinta e depressa (Nichols)  intenta a far ripartire la sua vita dopo un brutto incidente in cui ha perso il marito e parzialmente il suo udito. Sfortunatamente per lei gli incubi non sono finiti perché, quando oramai in travaglio, riceve una visita inaspettata nella notte di Natale. Una Donna (Harring) che vuole a tutti i costi strapparle il bambino che custodisce in grembo. La forza e la tenacia di una mamma che vuole proteggere il suo bambino però, non deve mai essere sottovalutata…

Inside è stato prodotto dalla Nostromo Pictures (Buried – Sepolto e Red Lights di Rodrigo Cortés) e uscirà nelle sale americane il 12 Gennaio (in italia non è ancora stato deciso).

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“THE TERROR” – PRIMO TEASER TRAILER DELLA SERIE PRODOTTA DA RIDLEY SCOTT

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AMC ha rilasciato in streaming il teaser trailer ufficiale di “The Terror” serie thriller-horror antologica prodotta da Ridley Scott. Essa si basa sull’omonimo romanzo statunitense del 2007, scritto da Dan Simmons, e portato in Italia col nome di “La Scomparsa Dell’Erebus” nel 2008.

The Terror è ambientata nel 1847, quando una spedizione della Royal Navy inizia la ricerca del Passaggio a Nordovest. Ma dopo essere rimasti bloccati tra i ghiacci, l’intero equipaggio viene attaccato da una creatura misteriosa, un predatore che spinge i protagonisti in un inquietante gioco di disperazione e lotta alla sopravvivenza.

Alla sceneggiatura degli episodi della prima stagione, dieci in totale, troviamo David Kajganich e Soo Hugh, mentre alla produzione esecutiva troviamo Ridley Scott, David W. Zucker, Alexandra Milchan, Scott Lambert e Guymon Casady.

Il cast comprenderà Jared Harris (The Crown, Mad Men) nei panni del Capitano Francis Crozier; Tobias Menzies (Outlander) in quelli del Capitano James Fitzjames; Ciarán Hinds (Game of Thrones) è Sir John Franklin; Paul Ready (Cuffs) è Dr. Henry Goodsir; Adam Nagaitis (Suffragette) è Cornelius Hickey; Nive Nielsen (The New World) è Lady Silence; Ian Hart (Neverland) è Thomas Blanky e Trystan Gravelle (Mr. Selfridge) è Henry Collins. La serie farà il suo debutto su AMC il 26 Marzo 2018, con una Premiere di due ore.

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L’INFERNO DI TOMINO: LA LEGGENDA DELLA POESIA MALEDETTA

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Possibile che dei versi possano fare del male alla gente? La poesia in questione è contenuta nel libro scritto da Yomota Inuhiko, “The Heart Is Like A Rolling Stone” e ancor prima incluso da Saizo Yaso nella sua 27esima collezione di poemi nel 1919. Prima del famigerato “sonetto” è presente  un avvertimento, che recita: “Se leggete questa poesia ad alta voce, cose tragiche accadranno“. Sembra proprio una maledizione.

La leggenda narra di una bambina disabile vissuta in Giappone sul finire del 1800, Tomino era il suo nome, che dopo aver scritto questa poesia raccapricciante venne punita dai suoi genitori e rinchiusa in cantina, rifiutandosi di darle da mangiare fino al sopraggiungere della sua morte, avvenuta a causa di una bronchite dovuta al freddo e all’umidità. Così il suo spirito è rimasto impresso nelle parole della sua poesia, che se letta ad alta voce evocano la sua maledizione. Le prime vittime sono stati proprio i genitori della “pargoletta”, per un susseguirsi di misteriosi decessi legati al poema. Tomino no Jigoku (nome esteso) non era pazza, anzi, i versi li scrisse in preda alla rabbia per la sua condizione: si dice infatti che nacque con una grave disabilità delle gambe che la obbligò fino dalla tenera età sulla sedia a rotelle. La poesia di Tomino raccoglie in se anche la tristezza e la sensazione di impotenza di una bambina che oltre a non poter gestirsi autonomamente, viveva in una famiglia molto cattiva e crudele nei suoi confronti, spesso trattandola come uno scarto o un capro espiatorio per i loro problemi.

E ora veniamo alla realtà. Legate alle opere di Yomota Inuhiko e Saizo Yaso che contengono la poesia di Tomino ci sono strani incidenti e addirittura morti misteriose. Si contano un totale di 44 incidenti gravi (come cadute invalidanti, perdita definitiva della voce, incidenti stradali e malattie improvvise) e 14 morti senza apparente motivo e tutti questi caso hanno in comune una cosa: la lettura ad alta voce della poesia di Tomino. A subirne gli effetti sono stati per lo più scenografi, commedianti, studenti e poeti, ma anche semplici curiosi che hanno tentato di sfatare il mito della poesia. Nonostante ciò in Giappone negli anni ’80 nacque la moda di filmarsi o filmare amici intenti a leggere ad alta voce il poema e c’è da dire che molte volte non ci furono conseguenze, quindi pare che la maledizione colpisca a caso (forse è solo autosuggestione?) oppure con uno schema non ancora compreso. Nonostante questo ancora oggi, soprattutto gli anziani, preferiscono non nominare nemmeno la leggenda dietro questo scritto, perché la superstizione in Giappone è ancora molto presente.

Infine per i più coraggiosi ecco la traduzione del fatal sonetto, però state tranquilli, perchè si dice che per attirare le calamità maligne su di sè bisogna leggerla in lingua originale e soprattutto ad alta voce. Ad ogni modo anche se questa è una traduzione vi consiglio di leggerla sempre a mente, non si può mai sapere.

 

“La sorella vomita sangue, la sorella minore sputa fuoco

La dolce Tomino sputa gioielli preziosi

Tomino morì sola e cadde all’inferno

L’inferno è avvolto nelle tenebre e anche i fiori non fioriscono.

E’ la sorella maggiore di Tomino la persona con la frusta?

Il numero di segni rossi è preoccupante.

Frustata, picchiata, pestata.

Il sentiero per l’inferno eterno è solo uno.

Mendicare per la guida nelle tenebre dell’inferno

Dalla pecora d’oro, all’usignolo.

Quanto è rimasto nella borsa di cuoio,

Prepararsi per il viaggio senza fine all’inferno.

Arriva la primavera e nei boschi e nelle valli,

Sette giri nella valle oscura dell’inferno.

Nella gabbia è un usignolo, nel carrello una pecora

Negli occhi della dolce Tomino ci sono lacrime.

Piangi, usignolo, per i boschi e la pioggia

Intonando il tuo amore per tua sorella.

L’eco delle tue lacrime urla attraverso l’inferno

E i fiori rosso sangue fioriscono.

Attraverso le sette montagne e valli dell’inferno,

La dolce Tomino viaggia sola.

Per darvi il benvenuto all’inferno

Le punte luccicanti della montagna agugliata

Forano la carne e le ossa,

Come un segno della dolce Tomino.”

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IVAN MILAT: IL SERIAL KILLER CHE HA ISPIRATO WOLF CREEK

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Nel 2005, diretto da Greg McLean uscì nelle sale un film australiano,”Wolf Creek” e succesivamente dato il suo successo, ci fu anche un sequel, “Wolf Creek 2“. Il titolo riguarda un cratere situato nella parte occidentale dell’Australia, con un diametro di 875 m e una profondità di 60 m ed il suo nome è proprio Wolf Creek. La trama (della prima pellicola) racconta del viaggio di due ragazze e un ragazzo che dopo aver esplorato l’enorme cratere hanno dei problemi all’auto e quindi impossibilitati nel chiedere aiuto (dato il posto deserto) si ritrovano faccia a faccia con il killer che in un primo momento sembra il salvatore uscito dal nulla, il colpo di fortuna! In realtà risulterà lui il sabotatore del veicolo e che quindi li porterà nella tana del lupo con la promessa di riparare l’automobile. Per chi non l’avesse visto, lascio immaginare le torture che questi giovani dovranno subire dopo aver scoperto che il salvatore in realtà era un folle omicida.

Il film in questione è ispirato ad una storia realmente accaduta Nel Nuovo Galles del Sud in Australia negli anni ’90 e con protagonista il “miglior” assassino che il paese ricordi: ovvero Ivan Milat, un serial killer che come vittime sceglieva solo turisti, ma non turisti qualsiasi, quelli provvisti di sacco a pelo. Ivan Robert Marko Milat nacque il 27 dicembre 1944 a Newcastle, quarto di dieci fratelli e quattro sorelle e figlio di emigranti jugoslavi. La famiglia si stabilì nella periferia sudoccidentale della città e, nonostante l’elevato numero che la componeva, nessuno dei figli ebbe particolari traumi durante la loro infanzia. Però data la disponibilità economica non sufficiente per permettersi una vita agiata, Ivan sin da adolescente iniziò a procurarsi ciò che più gli piaceva con piccoli furti. All’età di 17 anni divenne un vero e proprio criminale svaligiando appartamenti e derubando automobili per strada. Nel 1961 però fu colto in flagranza di reato mentre scappava con della refurtiva di un negozio e, dato che era minorenne fu affidato ai servizi sociali.

Da qui fino al 1970 il signor Milat entrava ed usciva dal carcere sempre accusato di furti di vario genere fino a quando non decise dopo l’ennesimo reato di scappare in nuova Zelanda per non essere arrestato nuovamente, ma a pagare per lui furono due dei suoi fratelli che furono accusati di complicità e favoreggiamento. A questo punto la carriera di Ivan diviene più “importante” perchè nel 1971 viene accusato di stupro ai danni di due autostoppiste, che hanno dichiarato di essere state minacciate di morte se non lo avessero accontentato in ogni suo desiderio, ma quando lo psicopatico fu riportato in Australia per il processo, le accuse caddero perchè le ragazze ebbero paura di testimoniare in tribunale.

dal 1971 al 1989 non risulta più nulla riguardo le sue “gesta”, ma è molto probabile che abbia commesso omicidi e furti con l’aiuto dei fratelli. Non sono state mai raccolte prove sufficienti per procedere a un’incriminazione dell’uomo per molti ritrovamenti di cadaveri nella zona di Sidney in quel periodo, ma le autorità sono convinte che l’uomo abbia commesso altri omicidi, a partire dalla sparizione di due autostoppisti ne Gennaio del ’79.

Ufficialmente divenne il killer del sacco a pelo nel 1989, ma solo nel 1992 furono ritrovati i primi corpi. In questo lasso di tempo sette autostoppisti in vacanza, vennero derubati, stuprati, torturati e uccisi. Milat nascose i loro cadaveri nella foresta di Belanglo a sud di Sidney ed il primo ritrovamento avvenne per puro caso da parte di un boscaiolo della zona.

Il suo modus operandi era inequivocabile, Ivan sorprendeva i turisti acampati lungo la statale che collega Sidney alla cittadina di Berrima. Le aggressioni avvenivano di notte, quando le vittime erano addormentate in tenda, nei loro sacchi a pelo e l’uomo le pugnalava brutalmente con un coltello da caccia, precisamente alla spina dorsale, per impedire la loro fuga e quindi paralizzarle. Dopo averle torturate e violentate, soddisfatto del suo scempio, le uccideva strangolandole e pugnalandole diverse volte. Infine, per essere sicuro di averle uccise, sparava loro alcuni colpi con un fucile e decapita i cadaveri. Come già detto in precedenza egli fu accusato solo di 7 omicidi, ma in realtà risultano essere oltre 30, perchè quasi tutti hanno avuto lo stesso modus operandi. Arrestato per l’ultima volta nel 1994 il serial killer del sacco a pelo sta scontando la sua pena in isolamento, pur dichiarandosi sempre innocente.

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PREDATOR: TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUL NUOVO CAPITOLO

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Il suo nome sarà semplicemente “The Predator” ed uscirà nelle sale americane il 3 Agosto 2018. La regia è di Shane Black, che prima di dirigere Iron Man 3, era comparso nel primo capitolo della saga, ovvero nel 1987, che aveva come protagonista Arnold Schwarzenegger.

La trama ci fa pensare che il film sia ambientato ai giorni nostri, perchè alcuni soldati reduci da Afganistan e Iraq si ritrovano in un centro di riabilitazione per superare i disturbi post-traumatici. Durante la terapia di gruppo uno di loro sostiene di aver visto degli alieni: il governo decide di far sparire ogni prova, ma i soldati decidono di unirsi e combattere il nemico.

Gli interpreti saranno: Boyd Holbrook (Narcos)Olivia Munn (X-Men Apocalypse)Trevante Rhodes (Moonlight)Keegan-Michael Key (Keanu)Jacob Tremblay (The room)Sterling K. Brown (This is Us, American Crime Story) e Augusto Aguilera (Ice).

Secondo l’attore e regista Edward James Olmos la pellicola sarà tanto divertente quanto letale. Convinti non si tratti di un film in stile Scary Movie, a noi va bene così.

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IN UN GIORNO LA FINE: LO ZOMBIE MOVIE ITALIANO

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Siamo in un periodo ormai in cui il cinema italiano sta subendo una “rinascita” portando al successo opere fuori dagli schemi più classici. Quest’anno alla festa del cinema di Roma è stata presentata dai fratelli Manetti, In un giorno la fine”, produttori stavolta e non registi, come successo precedentemente a Venezia con il film Ammore e Malavita”. L’horror movie italiano in questione è stato diretto da Daniele Misischia, giovane film-maker romano  formato proprio sul set dei due “fratelli” di Zora la vampira”.

Il regista romano è stato bravo a creare la tensione tramite gli stratagemmi che sono propri di quel tipo di cinema con i capitomboli improvvisi e gli errori ingenui che portano i protagonisti ad essere in forte pericolo. Però si sente la mancanza di quel poco di coraggio che sarebbe bastato a trasformare una pellicola di continui deja-vu (ambientazione claustrofobica, amico infettato da dover uccidere, istinti suicidi del protagonista) in un film di zombie con una propria anima.

La parte iniziale è sicuramente piacevole, perchè costruito con una buona suspance in cui i personaggi non sanno cosa stia accadendo realmente facendo riferimento al terrorismo che dona quell’effetto di realismo nevrotico del nostro tempo. Alessandro Roja (Song e napule) è stato capace di mantenere sulle spalle l’intera narrazione anche quando la sceneggiatura ha lasciato il passo a dei dialoghi veramente poco naturali, restando sempre credibile.

Mentre si pensa che “In un giorno la fine” rappresenta un miracolo per le nostre produzioni d’altro canto ci fa “mangiare le mani” perchè dimostra che noi siamo solo bravi a fare bene questo tipo di cinema e non in grado di migliorarlo e renderlo personalizzato. Speriamo che nella sua opera futura Misischia abbia il coraggio di osare.

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