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Hell Fest – Recensione

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Un gruppo di sei ragazzi decide di passare la serata di Halloween all’Hellfest, uno spettacolo itinerante a tema horror composto da labirinti,giostre, nascondigli e attori mascherati che tentano di spaventare gli spettatori. Quello che i protagonisti non sanno è che un pericoloso maniaco si è infiltrato nel parco, mimetizzandosi con una maschera da Halloween, e da quel momento comincerà a dare la caccia alle sue vittime…

Diretto da Gregory Plotkin ( regista di Paranormal Activity 5 ), Hellfest è uno dei tanti film horror che sfrutta il tema della festa di Halloween per costruire la sua trama, e in questo caso possiamo pure dire che lo fa nella maniera più prevedibile e derivativa. La pellicola è il classico slasher con adolescenti che vengono inseguiti dal serial killer di turno, che in questo caso si mimetizza nel luna park, e tutto ciò che ne consegue senza particolari innovazioni.

Nota positiva per quanto riguarda l’ambientazione : lo spettacolo dell’Hellfest è veramente ben rappresentato, bella location, belle attrazioni e i costumi degli attori sono ben fatti. Menzione anche per la presenza di Tony Todd (che molti ricorderanno per Candyman) in un simpatico cameo.

Quello che non convince di questa pellicola è la continua sensazione di “già visto” che permane per tutta la visione, lasciando lo spettatore piuttosto distaccato dalle vicende che accadono, senza mai “acchiapparlo” e coinvolgerlo.

Veniamo adesso alla figura del serial killer : qualcuno potrebbe lamentarsi del mancato “approfondimento psicologico” dell’assassino, ma parliamoci chiaro: ben vengano queste derive dell’horror psicologico che negli ultimi anni ci hanno regalato ottime pellicole, ma in un film così le motivazioni interiori del maniaco hanno un importanza piuttosto marginale ed è anche giusto che sia così. Semmai la critica che gli andrebbe mossa è quella di una totale mancanza di carisma e un impatto visivo abbastanza anonimo che non riesce a trasmettere inquietudine. Non ultimo anche una lentezza sconcertante nel compiere gli omicidi : l’assassino passeggia tranquillo per tutto il luna park, se la prende comoda, fa il “giro lungo” e quando arriva il momento clou, tergiversa.

C’è da dire che se non si è dei palati troppo fini, la pellicola non è poi così terribile e si può anche guardare, certo con l’intenzione di passare una serata con un horror come tanti, non di certo con l’idea di trovarsi davanti ad un capolavoro. A voi la scelta.

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Horror su Netflix, scopriamo cosa guardare 2019

L’inverno è quasi alle porte e molti di voi certamente si staranno già chiedendo come passare le giornate. Ebben ci abbiamo pensato noi al posto vostro e abbiamo stilato una lista di titoli presenti nel catalogo Netflix da guardare mentre ve ne staterete rinchiusi in casa.

Le Terrificanti Avventure di Sabrina

Le terrificanti avventure di Sabrina narra la storia di Sabrina Spellman (Kiernan Shipka), un’adolescente per metà strega e per metà mortale. Non vede l’ora di compiere 16 anni, ma qualcosa di sinistro sta per accadere, e la ragazza si trova a dover scegliere tra la luce e le tenebre.

Hill House

Da un classico dei romanzi horror, arriva una nuova versione della storia sulla casa infestata. La famiglia Crain è fuggita dalla dimora dopo una morte sconvolgente, ma le conseguenze di quei fatti si ripercuotono ancora oggi su di loro.

Superstition

La serie racconta la storia della famiglia Hastings, i proprietari di una casa di pompe funebri e del cimitero nella misteriosa città di La Rochelle, in Georgia. La famiglia fornisce servizi aggiuntivi per le conseguenze di morti uccisi da infernali demoni.

Haunted

Circondate da amici e familiari, persone vere condividono terrificanti storie realmente accadute del proprio passato, riproposte attraverso agghiaccianti ricostruzioni.

Apostolo

Londra, 1905. Thomas Richardson fa ritorno a casa dopo molti anni e scopre che sua sorella è stata presa in ostaggio da una pericolosa setta che è disposta a liberarla solo in cambio di un ingente riscatto. Deciso a riportala a casa a ogni costo, l’uomo partirà alla volta dell’isola in cui, sotto la strenua guida del persuasivo profeta Malcolm, vive il sinistro gruppo religioso. Ma dopo essersi segretamente infiltrato tra i componenti, Thomas si renderà conto che la corruzione, l’immoralità e la disonestà tipiche del continente hanno infestato anche loro. Non ci vorrà molto perché i membri della setta si pentano di aver sfidato il temibile Thomas. L’uomo è infatti determinato più che mai a smascherare le bugie e le terribili malvagità perpetrate nel corso del tempo da quel culto, ma durante le sue azioni finirà per scoprire un oscuro segreto che si rivelerà essere molto peggiore di quanto avrebbe mai immaginato…

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Gerard Schaefer: Il carneficie

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“Uccidere coppie da solo è doppiamente difficile, ma si raddoppia il divertimento”

Gerard nasce il 25 marzo del 1946 nel Wisconsis. Durante l’infanzia pensava che il padre volesse più bene alla sorella e quindi Gerard sfogava la sua frustrazione uccidendo animali.


Divenne precocemente un voyeur ed era ossessionato dagli indumenti femminili, in particolare biancheria intima. Diventò anche un guardone, cominciando a spiare Leigh Hainline, una vicina di casa.
La Hainline sparì nel 1969 dicendo al marito che lo lasciava per andare a vivere con un suo amico di quando era ragazzina: sarebbe stata la prima vittima, anche se Schaefer successivamente avrebbe preferito uccidere due donne per volta e il delitto gli è stato associato solo dopo che si trovava in prigione da tempo.
Quando aveva 19 anni, frequentò la diciottenne Sondra London, impressionando a tal punto i suoi genitori per il comportamento da “bravo ragazzo” che lo portarono con loro per le vacanze estive. Dopo un anno i due si lasciarono e Gerard scrisse a Sondra malinconiche poesie in cui tra le righe si potevano leggere inquietanti minacce.
Scrittore talentuoso di racconti violenti e sadici verso le donne, prima di trasformarsi in assassino fece in tempo a sposarsi, giovanissimo, per ben due volte. Le mogli chiesero entrambe il divorzio, la prima per “comportamenti inappropriati” del marito.

Nel 1966, rendendosi conto che le sue fantasie stavano diventando sempre più violente, consultò uno psichiatra. La terapia non lo liberò dalle voci che gli dicevano di uccidere.
In seguito provò a diventare prima insegnante e poi sacerdote, ma fu allontanato dal seminario di San Giovanni perché era privo della necessaria fede. Irato per il rifiuto, Schaefer abbandonò la Chiesa cattolica.

All’inizio del 1972, a venticinque anni, fu assunto come poliziotto in prova nel dipartimento di Wilton Manors, ma venne allontanato dopo un mese perché aveva usato il lavoro per impossessarsi di informazioni relative a giovani donne che avevano commesso infrazioni stradali.
A marzo passò alla contea di Martin e ci riprovò, sempre per poter spiare i dati relativi alle patenti e alle macchine delle sue potenziali vittime. Usò poi la divisa per convincere le donne a seguirlo.

Il 21 luglio 1972 Schaefer fermò due giovani autostoppiste, Pamela Wells (17 anni) e Nancy Trotter (18), sostenendo falsamente che l’autostop fosse illegale. Per riconoscenza all’agente che le liberò subito dopo, le ragazze accettarono di andare in spiaggia con lui il giorno seguente.
Schaefer però il 22 luglio 1972 le condusse nella zona paludosa di Hutchinson Island. Dopo aver minacciato di venderle al mercato della prostituzione, complice la pistola calibro .22 che aveva in mano, le fece scendere dalla macchina e le legò per il collo a un albero in modo che, in equilibro sulle radici, le ragazze si sarebbero impiccate se fossero scivolate. Chiamato sulla radio di servizio, Schaefer fu costretto ad allontanarsi: quando tornò, le ragazze erano sparite.
Telefonò allora allo sceriffo Richard Crowder sostenendo di aver fatto “qualcosa di stupido” ma a fin di bene: voleva spaventare le ragazze al punto che non avrebbero più fatto l’autostop. Patteggiando al processo e dichiarandosi colpevole per l’accusa di aggressione, se la cavo’ con solo sei mesi di carcere.
Il 27 settembre 1972, mentre Schaefer era libero su cauzione in attesa del processo, Susan Place (17 anni) e Georgia Jessup (16) scomparvero da Fort Lauderdale.
L’ultima volta che videro la figlia, i genitori di Susan si annotarono il numero della targa posteriore dell’auto dell’uomo, forse un poliziotto, con cui parlava: nonostante la divisa sembrava un tipo poco raccomandabile. Solo a marzo dell’anno successivo la polizia scoprì che apparteneva a Schaefer, già in carcere per aver aggredito Pamela Wells e Nancy Trotter.

Ad aprile ritrovarono i corpi decomposti delle due ragazze legati a un albero. Gli investigatori notarono le somiglianze con il caso di aggressione dell’ex poliziotto a due autostoppiste, perciò perquisirono la camera da letto di Shaefer a casa della madre.
Vi trovarono alcuni oggetti appartenenti alle vittime e di molte altre donne, in particolare di Collette Goodenough e Barbara Wilcox, entrambe di 19 anni e svanite nel nulla l’8 gennaio 1973 a Cedar Rapids, Iowa. Rinvennero anche 11 pistole, racconti sadomaso in cui le donne erano definite tutte “Whores” (puttane) e un centinaio di foto di donne e di Schaefer stesso in abiti femminili.
Il 18 maggio del 1973 fu perciò incriminato per duplice omicidio e condannato a due ergastoli.
Dopo la condanna vennero alla luce numerosi altri omicidi:


Susan Place e Georgia Jessup nel 1972
Pamela Ann Nater e Nancy Leichner nel 1966
Due bambine di 9 e 8 anni nel 1969. Dichiarerà in seguito di aver compiuto atti di cannibalismo sui loro corpi.
Elise e Mary, 14 enni, nel 1972. Vennero ritrovati dei gioielli a casa del killer
Leigh Hainline, la sua vicina di casa di quando era ragazzo.
Carmen e Belinda, 22 enni, uccise nel 1969. Due denti di Carmen vennero ritrovati a casa di Schaefer, insieme all’agenda di Belinda.


Tutti questi omicidi vengono raccontati in terza persona da Schaefer nel suo libro “Killer Fiction”, corredandolo con numerosi disegni a sfondo misogino. Sempre in terza persona racconta di aver cominciato a uccidere nel 1965 e di aver praticato atti di cannibalismo.
Nonostante la condanna, si dichiarerà sempre innocente.


Il 3 dicembre 1995 Schaefer è stato trovato pugnalato a morte nella sua cella presso il Penitenziario della Contea di Bradford, Florida. Era stato ucciso da Vincenzo Rivera, sembra per una divergenza su una tazzina di caffè. Il detenuto non ha mai confessato il delitto.

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