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Un nuovo film dell’universo “Conjuring” nel 2019

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Dalla prima pellicola originale “The Conjuring” di James Wan, il “Conjuring Universe” è rapidamente cresciuto fino a diventare un enorme successo per il genere horror, quel film originale fino ad oggi ha generato un sequel diretto e un paio di spin-off. Per riassumere, l’universo finora contiene:

The Conjuring (2013)
The Conjuring 2 (2016)
Annabelle (2014)
Annabelle: Creation (2017)
The Nun (2018)

Mentre ci dirigiamo verso il fine settimana, WB ci ha appena riportato l’uscita di un altro episodio nell’universo di Conjuring, previsto per il rilascio il 3 luglio 2019, ma non stanno ancora rivelando alcun dettaglio sul film. Da quanto riportato, sappiamo che The Conjuring 3 e lo spinoff The Crooked Man sono previsti per la produzione, quindi questo * potrebbe * essere uno di quei due film.
Potrebbe però essere anche qualcosa di interamente nuovo, qualcosa mai pubblicato fino ad ora, dato che l’universo “Conjuring” è pieno di possibili storie laterali.

Non appena avremo nuovi dettagli, sarete i primi a saperli.

 

The first purge
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La Prima Notte del Giudizio – Nuovo trailer italiano

E’ finalmente disponibile il primo trailer in lingua italiana del nuovo capitolo de La Notte del Giudizio (The Purge). Pubblicato dalla Warner Bros. il nuovo trailer ci mostra finalmente che cosa ci dovremo aspettare da questo quarto capitolo della saga. Esploreremo finalmente gli inizi della Purga e di come tutto ebbe inizio. Partito come un semplice esperimento, col passare del tempo è poi divenuto un modello da applicare come giorno da festeggiare ogni anno.

Come annunciato precedentemente, trattandosi di un prequel della saga non vedremo nel cast Frak Grillo. Al suo posto invece ci saranno Y’Lan Noel, Lex Scott Davis, Joivan Wade, Luna Lauren Velez e Marisa Tomei.

James DeMonaco ritorna come produttore insieme a Jason Blum, Michael Bay, Brad Fuller e Andrew Form e il suo partner di lunga data Sébastien K. Lemercier. Il film uscirà nelle sale americane il 4 Luglio, mentre per il nostro paese basterà aspettare il giorno dopo per poterlo andare a vedere al cinema.

Dietro ogni tradizione c’è una rivoluzione. Il prossimo Giorno dell’Indipendenza assistiti all’ascesa delle 12 ore di assenza di leggi annuali del nostro paese. Benvenuti nel movimento che è iniziato come un semplice esperimento: Il Primo Sfogo. Per spingere il tasso di criminalità al di sotto dell’1% per il resto dell’anno, i Nuovi Padri Fondatori dell’America [New Founding Fathers of America – NFFA] decidono di testare una teoria sociologica che fa sfogare l’aggressività nel corso di una notte in una comunità isolata. Ma quando la violenza degli oppressori incontra la rabbia degli emarginati, il contagio esploderà oltre i confini della città test e si diffonderà in tutta la nazione.

 

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Gli scrittori di “Jigsaw” al lavoro su un nuovo capitolo

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I giochi sono appena iniziati.

Il film “Jigsaw” dello scorso ottobre è stato un tale successo che senza sorpresa abbiamo oggi una comunicazione con la quale vi riportiamo che la Twisted Pictures andrà avanti con un altro sequel di SAW.

Un nono SAW è attivamente in sviluppo, e diventerà realtà, tutto questo viene confermato oggi ad Horror Stab.

Mentre non siamo sicuri se la prossima puntata sarà un seguito diretto di Jigsaw o SAW 3D: The Final Chapter, quello che sappiamo è che gli scrittori di Jigsaw: Pete Goldfinger e Josh Stolberg (Piranha 3D, Sorority Row) lo stanno attualmente sviluppando per Twisted Pictures.

I registi di Jigsaw Michael e Peter Spierig non torneranno e non c’è ancora nessun regista collegato.

Byron-Smith
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Byron David Smith – (Vero video & Registrazione dell’omicidio)

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(ATTENZIONE, sentire l’audio di un omicidio in diretta potrebbe non essere adatto a chiunque)

Il particolare della storia di oggi è una registrazione audio nella quale è possibile sentire l’omicidio in diretta di due ragazzi: Haile Kifer, 18 anni, e Nicholas Brady, 17 anni, il cugino.

L’omicidio avvenne il giorno del ringraziamento, il 22 Novembre del 2012 a Little Falls, Minnesota. Haile e Nicholas si intrufolarono di nascosto nell’abitazione di David Smith, un addetto alla sicurezza di 65 anni, pensando che la casa fosse vuota. I due si recarono poi verso il seminterrato non sospettando che Smith fosse lì ad attenderli impugnando una Revolver .22. Nicholas fu il primo a scendere e venne immediatamente raggiunto da due colpi di pistola al petto e da un terzo colpo al viso dopo essere caduto dalle scale. Poco dopo aver sentito gli spari, temendo per l’incolumità del cugino, anche Haile raggiunse le scale del seminterrato dove venne colpita da un colpo singolo. La ragazza capitombolò lungo le scale raggiungendo il seminterrato dove c’era Smith ad attenderla. La guardò e dopo aver sbloccato la pistola inceppata, le sparò alcuni colpi nel petto. Ancora viva, la trascinò vicino al corpo del cugino, e le sparò sotto al mento. A questo punto Smith attese il giorno dopo prima di chiamare la polizia affermando che non voleva disturbare gli agenti per il giorno del Ringraziamento.

La registrazione video e audio dell’omicidio venne fornita dallo stesso Smith che possedeva un sistema di sorveglianza all’interno della casa; pensò che potesse essere una prova per giustificare la legittima difesa e raccontò l’accaduto nei minimi dettagli. Nella sua dichiarazione Smith confessò:

“Se stai tentando di sparare a qualcuno e quel qualcuno ti ride in faccia, allora gli spari ancora”. Ma la verità è che non esiste nessuna risata nella registrazione, ma solo una ragazza in lacrime e terrorizzata dire: “Oh mio Dio!”.

Il 29 Aprile 2014 Smith venne trovato colpevole di due capi d’accusa per omicidio di primo grado con l’aggravante della premeditazione e condannato all’ergastolo.

L’accusa dimostrò come “la legittima difesa non ti permette di giustiziare qualcuno quando non rappresenta più una minaccia”.

Il professore di Legge Joseph Olson dichiarò: “Penso che il primo colpo fosse giustificato. Dopo che la persona, seriamente ferita, non rappresenta una minaccia, la legittima difesa non è più applicabile”.

Qui trovate l’audio dell’omicidio:

I tre di Memphis
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I Tre di West Memphis

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Ci troviamo a West Memphis, popolosa città della Contea di Crittenden, in Arkansas, un paese fanatico religioso dove la noia fa da padrone.

E’ il 5 maggio del 1993 quando Christopher Mark Byers, James Michael Moore e Steve Edward Branch, compagni di classe alla Weaver Elementary School che tutti i pomeriggi si incontrano per giocare insieme, spariscono nel nulla.

Passano le ore, arriva sera e i piccoli non tornano a casa. I genitori terrorizzati avvertono immediatamente la polizia che avvia le prime ricerche. I 3 bambini vengono ritrovati la mattina dopo, verso le 14, in una zona boscosa a Robin Hood Park.

Da un fossato spuntano tre corpicini nudi, orrendamente mutilati, con le braccia e le gambe legati. Stevie Micheal e Chris sono stati legati, picchiati brutalmente e annegati. Inizialmente si pensa che il piccolo Chris, il cui cadavere è irriconoscibile, sia stato mutilato e evirato dagli assassini, ma si scoprirà poi che il corpo del piccolo è stato attaccato da pesci e tartarughe del fossato, che ne hanno strappato le carni.

Per la popolazione del posto non c’è alcun dubbio: è stato il Diavolo, Satana in persona a fare tutto questo; oppure un culto satanico da parte di qualche deviato…ma chi?

Il 3 giugno, tre ragazzi del posto, uno di 18 anni e gli altri due di 17, la cui unica colpa è quella di ascoltare musica metal, vengono arrestati per l’omicidio dei piccoli. Si fa strada la teoria che i tre metallari abbiano ucciso in un macabro rituale satanico, conservando anche un feticcio delle loro vittime. I testicoli di Christofer, accusa il patrigno del bambino, sarebbero stati mutilati e conservati sotto formaldeide all’interno di un barattolo nella stanza da letto di uno di questi.

Damien Echols, uno dei tre, è un ragazzo solitario, taciturno, affetto da depressione (ha già tentato il suicidio un paio di volte). Il giovane indossa sempre un lungo impermeabile di pelle nera e ha un tatuaggio a forma di pentacolo sul petto. Il tenente gli tende una trappola e gli chiede perché, secondo lui, l’assassino avrebbe infierito in quel modo sui tre bambini. Damien ammette che, in effetti, le ferite sono brutte e ne descrive qualcuna. Il tenente si rende conto che quelli sono particolari che possono sapere solo la Polizia e l’assassino.

Per la polizia non c’è dubbio: lui, insieme ai due suoi amici Jessie e Jason, sono gli assassini. I 3 vengono arrestati e soprannominati “I 3 di West Memphis”.

Le prove contro di loro sono:

  • Fibre che li collegano a Robin Hood Park
  • Un coltello a serramanico compatibile con quello utilizzato per uccidere i bambini
  • Materiale satanico rinvenuto a casa dei tre
  • La testimonianza di una donna che li avrebbe sentiti dire in giro che avrebbero ucciso alcuni bambini
  • La testimonianza di una vicina che racconta di riti pagani

Jessie, il più piccolo e impaurito dei 3, sotto pressione della polizia, confessa: quel giorno si sono recati al parco, hanno legato i 3 bambini e li hanno uccisi. Confessa anche di partecipare a riti satanici e orge.

Il caso è chiuso! Jessie viene condannato a 20 anni perchè minorenne, Jason all’ergastolo e Damine, maggiorenne, alla pena di morte tramite iniezione letale.

Ma siamo ben lontani dalla verità e per fortuna qualcuno ha preso a cuore il loro caso. Una frangia innocentista si solleva in tutt’America, trovando l’appoggio anche di personaggi famosi tra cui: Eddie Vedder, Winona Ryder, Marilyn Manson, Peter Jackson e Johnny Depp che divenne uno dei migliori amici di Echols, tanto da tatuarsi lo stesso disegno sul braccio.

La difesa sostiene che la confessione di Jessie, che possiede un QI di 72, sia stata estorta psicologicamente. Sostiene inoltre che la scientifica entrò in campo solo 8 giorni dopo l’uccisione dei piccoli, quando ormai la scena del crimine era stata contaminata da parenti, curiosi e giornalisti. Infine, il paese è piccolo e le voci girano pertanto i dettagli dell’uccisione erano sulla bocca di tutti, anche di Damien.

Grazie a queste prove, i 3 ragazzi sono stati scarcerati nel 2012.

Vi starete chiedendo: perchè 18 anni e 78 giorni dopo? Ebbene, pare che esista una legge in America, chiamata Alford plea, dove l’imputato non si dichiara colpevole, ma è consapevole e ammette che l’accusa ha fornito prove a sufficienza per ottenere un verdetto di colpevolezza.  In questo modo sconterà una pena ridotta in carcere e non potrò chiedere un risarcimento allo Stato una volta uscito.

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Una nuova controfigura per Michael Myers nel nuovo film

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Una delle più belle notizie che abbiamo imparato sul nuovo Halloween di David Gordon Green è che non solo riporta Jamie Lee Curtis nei panni di Laurie Strode ma anche Nick Castle nei panni di Michael Myers. Castle, ovviamente, ha interpretato Michael Myers nel film originale di John Carpenter, e l’attore / regista 70enne ha indossato la maschera ancora una volta quest’anno.

Myers nel nuovo sequel di questo ottobre, verrà interpretato anche dall’attore/stuntman James Jude Courtney (“Buffy the Vampire Slayer”), e forse ti starai chiedendo in che modo il ruolo è stato diviso tra i due attori.

Parlando con Halloween Daily News, Courtney ha appena risposto a questa domanda.

“David [Gordon Green] è stato davvero sensibile e generoso quando ha detto:” Invitiamo Nick Castle a tornare a fare un po ‘di lavoro. Hai un problema con questo, perché ora sei Michael Myers? “,” Courtney si è riferito al sito. “E io ero tipo, ‘Oh mio Dio. Stai scherzando? Che onore sarebbe, prima di tutto incontrare il ragazzo, ma in secondo luogo lavorare con lui.? “

Ha continuato, “Così abbiamo iniziato a lavorare, e non riesco a ricordare se è stata la seconda o la terza settimana in cui Nick è entrato e ha fatto una specie di cameo. Ha fatto un paio di scene, e io sono nelle scene con lui, che è davvero bello. Io e lui speravamo che sarebbe successo, perché ha anche detto: “Questo è il passaggio che lascierà il segno”. Ci siamo incontrati con giornalisti stranieri sul set, e Nick era così super gentile e stava dicendo: “Guarda, sono venuto a fare un cameo. Jim è il nostro Michael Myers ora. ‘”

Courtney ha chiarito che non è stato semplicemente portato a fare il doppio per le scene Stunt di Castle, ma piuttosto che è Michael Myers per quasi tutto il nuovo film.

Il nuovo “Halloween uscirà negli USA il 19 Ottobre 2018.

I 5 film horror più spaventosi
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I 5 migliori e più spaventosi horror di sempre

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Benvenuti, oggi vedremo le pellicole horror più spaventose di sempre. Ricordatevi di essere soli, concentrarvi sulla pellicola con le luci spente e totalmente al buio guardatevi uno o più film di questa lista.

1# La casa dei mille corpi

Il debutto di Rob Zombie nel mondo del cinema. La storia si svolge nel 1978 e narra le vicende di due studenti universitari con uno spirito avventuroso che viaggiano per gli Stati Uniti alla ricerca di informazioni sulla leggenda del dottor Satana. Da questo film è nato il personaggio di Capitan Spaulding, uno dei costumi più in voga ad Halloween negli ultimi anni.

2# La casa del diavolo

Il sequel del film di Rob Zombie: “La casa dei 1000 corpi”. Nella “Casa del diavolo” seguiamo ancora una avvolta le malefiche avventure della famiglia di satana la quale si troverà a catturare e a seviziare una famiglia, in giro solamente per puro divertimento.

3# Sinister

Questa pellicola racconta la storia dello scrittore Ellison Oswalt che scopre una scatola di vecchi nastri, all’ è mostrata la morte di decine di famiglie uccise nella casa a cui si è appena trasferito con la sua famiglia. Oswalt, che spesso si ispira a storie di orrore per i suoi romanzi, si rende conto che in questo caso dovrebbe indagare su chi c’è dietro gli omicidi per salvare la sua famiglia.

4# The devil’s candy

Una pellicola veramente inquietante che fa venire tanti brividi addosso. Un appassionato di musica impazzisce e guidato dal diavolo compie opere inimmaginabili. Una pellicola dai caratteri claustrofobici moderni, la quale con una pesante ambientazione rattrista lo spettatore e lo rende “vulnerabile” alla paura.

5# Autopsy

Tommy Tilden  è un esperto medico legale e gestisce con suo figlio Austin  un obitorio in Virginia. Un giorno lo sceriffo del posto arriva con un caso di emergenza, il cadavere di una donna sconosciuta ritrovato in un seminterrato a seguito di un pluriomicidio. Sembra un caso come tanti, ma nel corso dell’autopsia i due professionisti vengono man mano turbati da nuove, terrificanti scoperte. Il corpo della donna è perfettamente conservato all’esterno, ma all’interno è stato smembrato e rimangono segni di cicatrici e bruciature, come se fosse stata vittima di un orribile e misterioso rituale di tortura. Mentre padre e figlio cercano spiegazioni scientifiche plausibili a queste scoperte raccapriccianti, cose sempre più inspiegabili sembrano succedere nell’obitorio…

 

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Il nuovo “The Strangers” è basato su una storia vera?

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Anche il nuovo film “The Strangers: Prey at Night” inizia con il messaggio che il film che stai per vedere si basa su eventi veri. Ma quanto di quello che è all’interno del nuovo film è realmente accaduto nella vita reale? Beh, se hai degli incubi sugli omicidi in piscine al neon e camion fiammanti, sarai felice di sapere che tutta quella roba è finzione. In realtà, gli eventi che hanno ispirato The Strangers: Prey at Night sono gli stessi che hanno ispirato The Strangers di Bryan Bertino. Il che significa che l’unica cosa “basata su eventi veri” su Prey at Night è che l’idea generale di “estranei” che commette crimini casuali è stata vagamente basata su un vero evento della stessa infanzia di Bertino – così come una famigerata serie di omicidi nella vita reale. che ha scioccato l’America. Bertino ha spiegato al tempo dell’uscita di The Strangers: “Da bambino, vivevo in una casa in una strada in mezzo al nulla. Una notte, mentre i nostri genitori erano fuori, qualcuno bussò alla porta principale e la mia sorellina rispose. Alla porta c’erano alcune persone che chiedevano informazioni su di un qualcuno che non viveva con noi. In seguito scoprimmo che queste persone stavano bussando alle porte della zona e, se nessuno era a casa, irrompevano nelle abitazioni “. Un’altra fonte di ispirazione per Bertino furono gli omicidi della famiglia Manson della vita reale del 1969, in cui Sharon Tate e gli amici furono brutalmente massacrati nella casa di Tate.

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Leggi i necrologi ogni giorno in cui qualcuno viene ucciso per un motivo casuale. Sì, potremmo scoprire il perché, ma a volte no. ” La casualità degli omicidi di Manson, combinata all’esperienza infantile di Bertino, costituì la base di ciò che divenne The Strangers. Dieci anni dopo, quelle stesse due ispirazioni hanno contribuito a formare The Strangers: Prey at Night, un riavvio della premessa di Bertino. Il regista di Prey at Night, Johannes Roberts, ha appena detto a Metro: “Bryan Bertino, che ha scritto la sceneggiatura, in realtà ha avuto le stesse identiche esperienze di gente che bussa e chiede strane informazioni. Poi c’erano tutti questi furti in casa sua. Poi l’ha mescolato con la roba di Charles Manson. È proprio da qui che proviene tutta l’ispirazione per lui. Anche Brian ha scritto il primo e sono entrambi lo stesso tipo di evento. ” Gli eventi specifici di Prey at Night, beh, sono completamente inventati. Quindi dormi bene. Oh e se qualcuno bussa alla tua porta, meglio non rispondere …

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“Dead” il cantante dei “Mayhem” ossessionato per la morte

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Per Yngve Ohlin in arte “Dead” nacque il 16 gennaio 1969 a Stoccolma.
Sin dalla sua infanzia veniva descritto come una persona depressa e malinconica, che preferiva rimanere da solo in camera a parlare di morte e tenebre, sostenendo tra l’altro di non essere umano e di non appartenere a questo mondo.

Dead - Cantante Mayhem
Oltre a questi particolari, la sua infanzia venne segnata da due avvenimenti traumatici: il primo riguarda il sonno. Dead raccontava che da bambino si trovava in continuazione tra la vita e la morte. Il suo sonno era talmente profondo che diventava pallido in viso e nessuno era in grado di svegliarlo.

Il secondo evento riguarda un incidente.
A 10 anni ebbe un’emorragia interna, causata dalla rottura della milza in seguito alla caduta su un lago ghiacciato.
I medici riuscirono a rianimarlo, non prima di averlo dichiarato clinicamente morto. Questo episodio segnò drasticamente la sua vita, poiché probabilmente da lì in poi fu affetto dalla sindrome di Cotard (sindrome che fa credere a chi ne soffre di essere morto e che la vita che stanno vivendo sia solo un sogno).

In seguito, in un intervista, racconterà di quell’episodio così:
“Ho avuto una strana esperienza un pò di tempo fa.
Avevo un’emorragia interna e non venne rilevata ai raggi-x, così continuai a sanguinare e a sanguinare finchè non svenni cadendo a terra sul pavimento.
Il cuore non aveva più sangue da pompare e le mie vene/arterie ne erano praticamente piene.
“Tecnicamente”, ero morto.
In quel momento mentre cadevo, vidi dappertutto uno strano colore blu, era trasparente perciò per un momento potevo vedere tutto blu finchè qualcosa di bianco e caldo non mi circondò.
Tuttavia chiesi ad una persona che conosco che usa magia di vari tipi, cosa significassero quegli strani colori.
Lei mi disse che il primo piano nel mondo astrale ha il colore blu.
Il piano “terrestre” è di colore nero, poi ce n’è uno grigio che è molto vicino a quello terrestre.
Il successivo è blu e poi diventa sempre più chiaro finchè non si ferma ad un bianco brillante che non può essere oltrepassato dai mortali. Se un mortale riesce ad entrarci, egli non è più mortale e non può tornare indietro al piano terrestre e quindi a questa terra.
Dopo il piano bianco si prosegue con un altro colore che non conosco ma qui solo gli spiriti possono viaggiare.
Mi disse che il piano bianco in cui ero entrato, senza saperlo, era il mondo dei morti e che io ero morto.”

L’amore per la morte si coniugò alla perfezione con l’amore per la musica.
Nel 1985 fondò i Morbit. Ohlin si fece subito notare per la sua voce, ma soprattutto per il suo aspetto. Un paio di anni dopo, Dead venne ingaggiato dai Mayhem, una band black/dead metal abbastanza famosa.
L’ossessione per la morte lo portava ad assumere atteggiamenti che resero in poco tempo i Mayhem una band leggendaria.
Dead era inoltre noto perchè usava seppellire i propri vestiti e dissotterrarli prima dei concerti, per ottenere un aspetto il più simile possibile a quello di un cadavere; giunse addirittura a chiedere di essere lui stesso sepolto.

Con il passare del tempo il suo stato mentale peggiorò arrivando a dichiarare di volersi suicidare.
L’8 aprile del 1991, dopo che gli altri componenti della band uscirono di casa, il cantante decise di farla finita tagliandosi le vene ai polsi e sparandosi un colpo di fucile in testa.
Vicino a lui fu trovato un biglietto con scritto “Excuse all the blood, cheers.” (“scusate per tutto il sangue, saluti.)
Poche ore dopo l’accaduto, Euronymous, chitarrista della band e grande amico, fece ritorno a casa e trovò il corpo di Dead che giaceva su una sedia, ma prima di chiamare la polizia andò al negozio più vicino per comprare una macchina fotografica per immortalare la scena. La foto verrà poi utilizzata come copertina di un album.
Dicerie affermano anche che il compagno cucinò e mangiò parti del suo cervello e che abbia distribuito pezzi del suo cranio ad amici.

“ Jag är inte en människa. Det här är bara en dröm, och snart vaknar jag. Det var för kallt och blodet levrades hela tiden”

“Non sono un essere umano. Questo è solo un sogno e presto mi risveglierò. Faceva troppo freddo ed il sangue continuava a coagularsi”

per yngve ohlin morte

The Strangers: Prey at Night
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Nuova clip de “The Strangers: Prey at Night” disponibile ora

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Siamo a meno di due settimane dall’uscita di “The Strangers: Prey at Night”, il sequel del famoso “The Stranger” di Bryan Bertino. Sono ben 10 anni che stiamo aspettando un seguito, finalmente il tutto si sta avverando. Oggi una nuova clip di Online ci porta nell’ambientazione unica del nuovo film: un parcheggio di case mobili, dove un trio di maniaci mascherati dall’aspetto familiare fa quello che tutti noi già ci aspettiamo.

Dai un’occhiata qui sotto.

Sarai invitato a Prey at Night il 9 marzo 2018.

Nel film, diretto da Johannes Roberts (47 metri ), “Il viaggio di una famiglia prende una svolta pericolosa quando essa arriva in un parco per camper e roulotte il quale sembra semi deserto. Sotto il manto dell’oscurità, i tre psicopatici mascherati inizierà a testare il limite dalla sciagurata famiglia. “

Christina Hendricks, Bailee Madison, Lewis Pullman e Martin Henderson, con Emma Bellomy nel ruolo di DOLLFACE, Lea Enslin nel ruolo di PIN-UP GIRL e Damian Maffei nel ruolo di MAN IN THE MASK.

Bryan Bertino e Ben Ketai hanno scritto la sceneggiatura.

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Il massacro nel McDonald’s di San Ysidro

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“Vado a caccia di umani”…

James Oliver Huberty nasce nel 1942 a Canton, in Ohio. A 3 anni contrasse la poliomielite che gli provocò un danno permanente alle gambe.

Dopo il divorzio dei genitori si iscrisse a sociologia, ma poco dopo cambiò e studiò scienze mortuarie in Pennsylvania. Ottenne la licenza come imbalsamatore e lavorò per un’agenzia funebre a Canton.

Nel 1965 si sposò ed ebbe due figlie.

Convinto che l’invasione dell’Unione Sovietica fosse vicina e che i banchieri stessero mandando volutamente in rovina il paese, decise di riempire la sua casa di cibo non deperibile, sei fucili, uzi e pistole 9mm.

Nel 1983 si trasferì a San Ysidro, portandosi dietro tutto l’armamentario, dove James trovò lavoro come guardia di sicurezza.

Quello che segue è il resoconto della settimana di James prima del massacro:

– Il 10 luglio venne licenziato.

– Il 15 luglio 1984, tre giorni prima di compiere il massacro, Huberty disse alla moglie, Etna, che sospettava di avere un disturbo mentale..

– Il 17 luglio, chiamò una clinica di salute mentale, richiedendo un appuntamento. Dopo aver lasciato i suoi contatti alla receptionist, gli assicurarono che sarebbe stato richiamato entro poche ore.

James non fu mai richiamato. All’insaputa di Huberty, la receptionist aveva sbagliato a scrivere il suo cognome scrivendo “Shouberty”. I suoi modi gentili non trasmisero un senso di urgenza all’operatrice; la sua chiamata fu quindi inserita nei casi non gravi, da essere richiamati entro 48 ore.

– Il 18 luglio, Huberty portò la moglie e i figli allo zoo di San Diego. Durante la camminata, disse alla moglie che la sua vita era ormai finita. Riferendosi alla mancata chiamata da parte del centro di salute mentale, disse, “Bene, la società ha avuto la sua chance”.

Dopo aver pranzato a un McDonald’s nel quartiere di San Diego Clairemont, gli Huberty fecero ritorno a casa. Poco dopo, andò in camera da letto dove la moglie si stava rilassando sdraiata sul letto; andò verso di lei e le disse “voglio darti il bacio dell’addio”. Etna gli chiese dove stesse andando, e lui rispose “vado a caccia di umani”.

All’incirca alle 4 del pomeriggio del 18 luglio James Huberty guidò la sua berlina Mercury Marquis nel parcheggio di un ristorante di un McDonald’s su San Ysidro Boulevard. Con lui aveva una pistola Browning HP 9mm semi-automatica, una carabina IMI Uzi 9 mm, un fucile a canna liscia Winchester, e una borsa di tessuto riempita con centinaia di munizioni per ogni arma. Nel ristorante erano presenti 45 clienti.

Dopo essere entrato nel ristorante qualche minuto dopo, Huberty prima puntò il fucile a un impiegato di 16 anni di nome John Arnold. Il vicedirettore, Guillermo Flores, gridò, “Hey, John, quel ragazzo sta per spararti”. Secondo Arnold, quando Huberty premette il grilletto, “non successe nulla”. Mentre Huberty ispezionava l’arma, il direttore del ristorante, la ventiduenne Neva Caine, camminò verso Arnold, mentre Arnold – credendo che il tutto fosse uno scherzo – iniziò ad allontanarsi dall’uomo armato. Huberty sparò verso il soffitto prima di puntare l’Uzi verso la Caine, sparandole una volta sotto l’occhio sinistro. Morì qualche minuto dopo.

Subito dopo aver sparato alla Caine, Huberty sparò con il fucile verso John Arnold, ferendo il giovane al petto, e gridando “tutti a terra”.Huberty si riferì a tutti i presenti al ristorante come “sporchi maiali”, gridando che aveva ucciso un migliaio di persone e che aveva intenzione di ucciderne un altro migliaio. Dopo aver sentito le invettive e le imprecazioni di Huberty, ed aver visto Neva Caine e John Arnold a terra, un cliente, il venticinquenne Victor Rivera, tentò di persuadere Huberty a non sparare più. In risposta, Huberty sparò a Rivera 14 volte, gridandogli ripetutamente “stai zitto”, mentre Rivera gemeva a terra.

Mentre molti dei presenti al ristorante cercavano di nascondersi sotto ai tavoli, Huberty spostò la sua attenzione verso sei donne e bambini che si stavano abbracciando. Prima sparò, uccidendola, alla diciannovenne María Colmenero-Silva con un singolo proiettile al petto; sparò poi alla bambina di 9 anni Claudia Pérez allo stomaco, alla guancia, alla coscia, al fianco, al petto, alla schiena, al braccio e alla testa con l’Uzi, e ferì la sorella quindicenne Imelda, sparandole una volta al petto con la stessa arma, poi sparò all’undicenne Aurora Peña con il fucile. Peña – inizialmente ferita alla gamba – era stata coperta dalla zia incinta, la diciottenne Jackie Reyes. Huberty sparò alla Reyes 48 volte con l’Uzi. Dietro il corpo della madre, il neonato di 8 mesi Carlos Reyes iniziò a piangere, e Huberty lo uccise con un singolo colpo al centro della schiena.

Huberty sparò e uccise un camionista di 62 anni di nome Laurence Versluis, prima di puntare una delle famiglie nell’area giochi del ristorante, che avevano cercato di proteggere i figli con i loro corpi sotto ai tavoli. La trentunenne Blythe Regan Herrera aveva protetto il figlio di 11 anni, Matao, sotto uno dei banchi del cibo, e il marito aveva coperto il figlio di 12 anni Keith sotto un altro bancone lontano da loro. Huberty iniziò a sparare alle persone sedute al ristorante mentre camminava verso quelle sotto ai tavoli. Ronald Herrera ordinò a Thomas di non muoversi, coprendolo col suo corpo. Thomas fu colpito due volte alla spalla e al braccio, ma non fu gravemente ferito; Ronald Herrera fu colpito otto volte allo stomaco, al petto, al braccio, alla testa ma riuscì a sopravvivere; sua moglie, Blythe, e suo figlio, Matao, furono entrambi uccisi da numerosi colpi alla testa.

Nelle vicinanze due donne cercavano di nascondersi dietro un bancone. Guadalupe del Rio, 24 anni era contro un muro; fu coperta dall’amico, il trentunenne Arisdelsi Vuelvas Vargas. Del Rio fu colpita diverse volte alla schiena, agli addominali, al petto, al collo, ma nessuna delle ferite fu grave, mentre Vargas fu colpito una volta sola dietro la testa. Morì per la ferita il giorno dopo, e fu l’unica persona a sopravvivere abbastanza da raggiungere l’ospedale. In un altro bancone, Huberty uccise il quarantacinquenne Hugo Velazquez Vasquez sparandogli al petto.

La prima di molte chiamate d’emergenza fu fatta alle 4 del pomeriggio, ma la polizia fu per errore mandata a un altro McDonald’s lontano tre chilometri da quello a San Ysidro. La polizia arrivò al ristorante corretto dieci minuti dopo. Fecero chiudere la zona per sei isolati. Stabilirono poi un posto di comando a due isolati dal ristorante, e sparsero 175 agenti in zone strategiche. (Questi agenti furono raggiunti un’ora dopo dai membri della SWAT, che a loro volta si posizionarono in diverse zone attorno al ristorante.)

Una giovane donna, Lydia Flores, arrivò con la macchina nel parcheggio del ristorante poco dopo le 4, notando finestre rotte e rumori di spari, prima di “alzare lo sguardo e vederlo che sparava e basta”. La Flores fece retromarcia fino a quando la macchina non sbatté contro una recinzione; si nascose quindi con la figlia di due anni fino a quando gli spari cessarono.

Tre bambini di 11 anni arrivarono in bici nel parcheggio per comprare qualcosa da bere.] Sentendo qualcuno gridare, tutti e tre esitarono, prima che Huberty gli sparò addosso col fucile e con l’Uzi. Joshua Coleman cadde a terra ferito in maniera grave alla schiena, al braccio e alla gamba; ricordò più tardi di aver guardato verso i suoi amici, Omarr Hernández e David Delgado, vedendo che Hernández era a terra con diverse ferite alla schiena e iniziò a vomitare; Delgado era stato colpito diverse volte alla testa e morì. Coleman sopravvisse, mentre Hernández, insieme a Delgado, morì sul posto.

Huberty notò una coppia di anziani, Miguel e Aida Victoria, camminare verso l’entrata. Mentre Miguel stava per aprire la porta per far entrare la moglie, Huberty fece fuoco con il fucile, uccidendo Aida con un colpo alla faccia e ferendo Miguel. Un sopravvissuto non ferito, Oscar Mondragon, disse che vide Miguel chinarsi verso la moglie e cercare di pulirle la faccia dal sangue. Miguel iniziò poi ad insultare Huberty, che lo uccise sparandogli in testa.

All’incirca alle 4 e 10, una coppia di messicani, Astolfo e Maricela Felix, guidarono verso una delle aree di servizio del ristorante. Notando i vetri rotti, Astolfo inizialmente pensò che stessero facendo dei lavori di ristrutturazione e che Huberty – che stava camminando verso la macchina – fosse un operaio. Huberty sparò con il fucile e con l’Uzi alla coppia e alla loro figlia di 4 mesi, Karlita, colpendo Maricela in faccia, alle braccia e al petto, accecandola a un occhio e rendendole permanentemente inutilizzabile una mano. La figlia fu gravemente ferita al collo, al petto e all’addome. Astolfo fu ferito al petto e alla testa. Mentre Astolfo e Maricela scapparono dal fuoco di Huberty, Maricela mise la bambina nelle braccia di una donna che stava scappando e le disse in spagnolo, “Per favore salva mia figlia”, prima di ripararsi dietro una macchina parcheggiata. La donna portò la bambina in un ospedale vicino mentre il marito prestava soccorso ad Astolfo e Maricela in un palazzo vicino. Tutti e tre i Felix sopravvissero.

Diversi sopravvissuti dichiararono più tardi che Huberty accese una radio portatile, probabilmente alla ricerca di notiziari prima di mettere una stazione con della musica e ricominciare a sparare. Poco dopo entrò in cucina, scoprendo sei impiegati. Iniziò quindi a sparare, uccidendo la ventunenne Paulina López, la diciannovenne Elsa Borboa-Fierro e la diciottenne Margarita Padilla, ferendo gravemente il diciassettenne Alberto Leos.

Sentendo il giovane teenager Jose Pérez lamentarsi, Huberty lo uccise sparandogli alla testa. Pérez morì a fianco degli amici e della vicina, Gloria González, e di una giovane donna di nome Michelle Carncross. A un certo punto, Aurora Peña, che giaceva distesa vicino alla zia morta, alla cugina neonata e ai due suoi amici, notò una pausa negli spari. Aprì gli occhi, e vide Huberty vicino che la guardava. Imprecò e le lanciò un pacchetto di patatine fritte addosso, poi ricaricò il fucile e le sparò al braccio, al petto e al collo. Sopravvisse, nonostante il fatto che rimase in ospedale per il periodo più lungo tra tutti i sopravvissuti.

La polizia, appostata nei pressi del ristorante, non sapeva inizialmente quanti erano i carnefici, dal momento che Huberty stava usando diverse armi da fuoco e sparava rapidamente. Inoltre dal momento che molte finestre del ristorante erano state rotte dagli spari, i riflessi dei vetri rotti rendevano difficile per la polizia vedere all’interno. Un cecchino della SWAT si posizionò sul tetto di un ufficio postale accanto al ristorante. Fu autorizzato ad uccidere Huberty non appena avesse avuto una visuale chiara.

Alle 5.17 il cecchino ottenne la visuale chiara di Huberty dal collo in giù; sparò una sola volta, il colpo gli trapassò l’aorta uscendo dalla spina dorsale, causandogli una ferita di circa due centimetri che lo fece cadere di schiena.Il petto di Huberty si sollevò, per poi distendersi. La sparatoria durò 78 minuti, durante i quali Huberty esaurì non meno di 245 cartucce, uccidendo 20 persone e ferendone altre 20, di cui una morì il giorno dopo in ospedale. Diciassette persone furono uccise nel ristorante, quattro nelle immediate vicinanze. Molti feriti cercarono di tamponare le perdite di sangue con dei tovaglioli, spesso invano.

Tra le vittime, 13 furono uccise per colpi alla testa, 7 perché furono colpite al petto e una vittima, il bambino di 8 mesi Carlos Reyes, da un singolo proiettile da 9 mm che lo colpì alla schiena. Le vittime, la cui età variava dagli 8 mesi ai 74 anni, erano quasi tutti di origine messicana, riflettendo la demografia della zona. Nonostante Huberty durante la sparatoria disse che aveva ucciso migliaia di persone in Vietnam, non aveva fatto parte di nessun reparto militare.

Famiglia Norton
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Il caso nero della famiglia Norton

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Durante l’epoca Vittoriana, la famiglia Norton vantava non solo il pregio di essere una delle più facoltose di Londra, ma anche di essere in stretto contatto con la famiglia reale e di avere conoscenze molto influenti in politica e nella grande industria. Si occupava per lo più di portare avanti le varie industrie tessili in tutto il paese, arricchendosi a dismisura a scapito dei poveri operai che lavoravano giorno e notte per una paga quasi inesistente.

La famiglia Norton


Tutto andava per il meglio fino a quando un membro della famiglia si macchiò di un terribile crimine e di conseguenza infangò il nome della famiglia: era il 1886 quando nel piano interrato di un’industria tessile dei Norton venne ritrovato il corpo di un bambino di soli 9 anni, uno dei tanti bambini sfruttati come dipendenti della fabbrica. La famiglia tentò di arginare lo scandalo, ma i giornali dell’epoca incolparono il padrone, Roy W. Norton, dell’efferato omicidio. A sostegno dell’ipotesi c’erano le numerose testimonianze di contadini che lo avevano più volte visto in atteggiamenti equivoci con i loro figli e molti sospettavano addirittura che intrattenesse rapporti incestuosi con i bambini della sua stessa famiglia, per i quali non nascondeva un attaccamento morboso.


Quella fu solo la punta dell’iceberg perchè da lì in poi molti iniziarono ad interessarsi alle numerose bizzarrie della famiglia, che pian piano vennero a galla e furono rese pubbliche sui giornali.
La famiglia Norton aveva una predisposizione genetica a contrarre la malattia di Lyme, che al tempo, oltre ad essere ai più sconosciuta, era anche incurabile. La patologia comporta diversi stadi di sintomi; tra cui: eritemi, paralisi facciali, cambiamenti di umore, instabilità comportamentale e deformità varie.


Dal 1865 al 1896 ben 6 membri della famiglia si uccisero in circostanze misteriose e stravaganti.
La famiglia si chiuse in assoluto silenzio stampa, ma i molti curiosi si intrufolavano ovunque pur di immortalarli in situazioni compromettenti e di screditarli di fronti alla società. Il fatto che la malattia colpiva i membri della famiglia con stadi avanzati della stessa, non li aiutava di certo a rimanere nell’anonimato, dato che per proteggersi i membri erano costretti ad indossare delle maschere quasi tutto il giorno. Questo insinuò il sospetto nei giovani giornalisti del tempo che la famiglia facesse parte di una setta satanica e che in casa si predicasse chissà quale strano culto.


Forse da quella situazione nacquero le dicerie secondo cui alcuni agenti in borghese scoprirono alcuni membri della famiglia eseguire un rituale occulto in una delle loro residenze nella campagna londinese. Quando la notizia arrivò alle cronache di Londra la famiglia Norton venne fatta a pezzi dall’opinione pubblica che li accusò di essere dediti a satanismo e alla magia nera, e di essere responsabili delle inspiegabili morti dei loro dipendenti.
Da allora vennero soprannominati “la famiglia del Diavolo” e vennero completamente estromessi dalla vita di corte e aristocratica di tutta l’Inghilterra.

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