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Luoghi Infestati,

VILLA DE VECCHI, LA “CASA ROSSA” DI CORTENOVA

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A Cortenova, nella località Bindo, possiamo trovare una delle più inquietanti, ma allo stesso tempo meravigliose ville abbandonate d’Italia, e a detta del NewYork Times, una delle dieci località più infestate al mondo.

Trovati davanti, la maestosità di questo edificio lascia senza fiato, sia alle luci del crepuscolo, che al chiarore della luna. Da la sensazione di essere una vecchia signora , a cui il tempo ha strappato tutta la giovinezza, ma si riescono ancora a scorgere i tratti affascinanti e audaci di una volta.

È stata voluta e costruita dal Conte Felice de Vecchi nel 1854, un nobile milanese innamorato della Valsassina, che volle erigere proprio in quella località fiabesca la sua residenza estiva.
L’architettura dell’edificio si rifà allo stile orientale di cui lui stesso era fanatico, quasi ossessionato. Aveva addirittura deciso di erigere un osservatorio astronomico all’ultimo piano, ma che non riuscì mai a terminare.

villa de vecchi

Molte storie locali raccontano di strani omicidi e sparizioni avvenute in quella villa, in un non troppo lungo lasso di tempo, ma le prove che evincono queste narrazioni non hanno mai trovato un vero e proprio fondamento.

Io stessa le ho fatto visita più volte, e ricordo che in un occasione, fermandomi a un vecchio bar lungo la strada per chiedere la via più breve, l’anziana proprietaria mi guardò in maniera molto turbata e mi raccomandò di andarmene di lì non più tardi del tramonto, questo mi fece intendere che le leggende e le tradizioni su questo sito sono ancora oggi molto radicate.

Le narrazioni raccontano di suoni di pianoforte provenire dall’interno della casa, di riti esoterici, strani suicidi, sparizioni, apparizioni di spettri e alle volte addirittura immagini demoniache.
Dopo la morte del conte la casa è stata lasciata in totale abbandono e questa la rende ancora più sinistramente attraente.

Una frana del 2002 poteva raderla completamente al suolo, ma mentre gli edifici circostanti sono stati completamente distrutti, la Villa de Vecchi è rimasta intatta.

La prima leggenda che ha fatto scaturire il susseguirsi di strani fenomeni paranormali e non, è la storia della famiglia del conte stesso. Una sera il signor de Vecchi rientrando da una battuta di caccia, trovó la moglie morta in un mare di sangue, con la gola completamente tagliata e la figlia sparita. Le cronache del 1812 riportano l’accaduto. Quindi si può presupporre che sia un fatto realmente accaduto. Da li la bambina non venne più trovata e si racconta che lo spettro si aggiri di tanto in tanto nel parco circostante l’edificio.

Nello stesso parco possiamo ancora oggi vedere lo chalet della famiglia Negri, che costudì la residenza fino a qualche decennio fa. In questa stessa struttura un episodio più tangibile coinvolge l’occultista inglese Aleister Crawley, che si dice si dilettasse in riti demoniaci nel mentre faceva le sue ricerche spiritistiche. Crawley soggiornò nella abitazione negli anni 20, fermatosi di passaggio prima di raggiungere Cefalù. A lui si deve il soprannome “Casa Rossa”, dovuto al sangue che scorreva durante i suoi riti di magia sessuale.

Successivamente la partenza dell’occultista, alcuni suoi seguaci rimasero a Villa de Vecchi e diedero vita a una sorta di “comune” dedita ai riti occulti. Questa comunità magica si dedicava alla consacrazione di riti osceni. Nella casa del custode, durante un’orgia rituale, invocarono il demonio, che si dice impossessò uno di loro. Si racconta che quest’uomo dilanió a mani nude tutti i presenti e i resti furono addirittura difficili da ricomporre una volta trovati. Di questa persona si persero da allora le tracce.

Parecchi spiritisti e studiosi del paranormale, fecero ricerche sul terreno della villa. Registrarono forti campi magnetici, simili a quelli che possiamo riscontrare nei pressi delle piramidi maya. Oltre che la presenza di Orb, ovvero l’effetto ottico risultante in piccoli globi di luce che non si possono vedere a occhio nudo, ma solo in immagini fotografiche.

L’effetto che io stessa ho provato osservando la villa dal giardino a ridosso dell’ingresso, è di forte tristezza e incupimento. Per quanto l’atmosfera è fortemente attraente, si ha la sensazione a partire dalla punta delle dita dei piedi, che c’è qualcosa che non vuole che si permanga su quel prato. Qualcosa che vuole essere solo guardata di sfuggita, come una fanciulla nobile che si nasconde dietro a un ventaglio, quando un ammiratore la fissa per più di qualche secondo negli occhi.

Forse è proprio questa la vera bellezza della Villa de Vecchi, la sua sfuggevolezza alla distruzione, al tempo e cosi anche alla morte. Come gli spiriti che ancora la abitano.

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