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La casa delle bambole – Il Film Horror di Laugier da Domani Nelle Sale Italiane

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La casa delle bambole – Horror di Laugier da Domani Nei Cinema Italiani

Distribuito da Midnight Factory, l’etichetta horror di proprietà di Koch Media, il film sarà nelle sale italiane da domani, 6 dicembre 2018. “La casa delle bambole” e’ un horror spaventoso diretto da Pascal Laugier (Martyrs) che vi farà passare la voglia di giocare. Fotogramma dopo fotogramma, scena dopo scena, non potrete fare a meno di immedesimarvi in questa inquietante storia fatta di angoscia, paura e colpi di scena che vi terranno con il fiato sospeso per tutta la durata del film.

Ghostland - Pascal Laugier
Le bambole forse rappresentano, nell’immaginario collettivo, il ricordo d’infanzia, il gioco che tutti abbiamo avuto da bambini e con il quale siamo cresciuti, ma La casa delle bambole – Ghostland spazzerà via tutto questo. Sarete letteralmente trascinati all’interno di una casa in cui proprio questo oggetto, all’apparenza così innocuo, sarà simbolo del male più puro.
Se vi sentite pronti ad entrare ne La casa delle bambole, gustatevi questa clip e di seguito il trailer ufficiale.

SINOSSI
Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera casalinga tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta disperatamente per la vita delle figlie e riesce ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze. Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle, diventando una scrittrice di successo, Vera invece non supera lo shock e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto. La ragazza ritorna così nella casa delle bambole dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito…

locandina ghostland la casa delle bambole

GALLERIA FOTOGRAFICA IN ESCLUSIVA 

 

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Frederick West & Rosemary Letts – Il mostro di Gloucester – Il killer delle babysitter

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Frederick West & Rosemary Letts – Il mostro di Gloucester – Il killer delle babysitter

Nato il 29 settembre del 1941, Fred è figlio di due genitori di origini contadine, abituati ai lavori in fattoria, alla solitudine e ad avere come unico bene prezioso un gran numero di figli per il lavoro nei campi o nelle stalle. Infatti Fred ha sette fratelli, quattro maschi e tre femmine.
Fin dalla più tenera età, la vita dei fratelli West fu caratterizzata dall’isolamento e dall’insaziabile appetito sessuale del padre Walter che, in un ambiente per lo più separato dal resto della società, non mancò di indirizzare verso le figlie.
La madre Daisy non era mai stata particolarmente attraente e la precoce perdita di attenzioni del marito le fece instaurare un legame sempre più morboso con i figli maschi, soprattutto con Fred, a tal punto da intraprendere una relazione sessuale quando il figlio aveva da poco compiuto i dodici anni.
Si può dire che in quella fattoria isolata di Much Marcle, la vita fosse stata improntata su due frasi ben precise, che Walter West era solito ripetere ai figli:

“Io vi ho generato e ho il diritto di avervi”

“Fate ciò che desiderate, basta che non vi scoprano”.

Con questo tipo di ambiente familiare, non stupisce come gran parte degli aspetti più devianti di Fred West si fossero già formati nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, trasformandolo in uno psicopatico sadico in grado di provare soddisfazione solo nell’infliggere dolore e nell’abusare di donne anche molto giovani, deboli e umili nel lavoro, esattamente come la madre Daisy.
A peggiorare, forse, uno stato mentale già compromesso, ci si mise anche il destino: a diciassette anni ebbe un incidente in motocicletta che lo lasciò in coma per una settimana e gli fu inserita una placca metallica di sostegno per riparare la frattura; due anni dopo, a seguito di una caduta da una scala antincendio, entrò nuovamente in coma per due giorni per una nuova frattura alla testa.
Nel 1962, Fred incontra Rena Costello, una ragazza incinta che era solita prostituirsi per sopravvivere. Inizia fra loro una relazione ambigua, fondata su un accordo ben chiaro per entrambi: Rena doveva abbassarsi a soddisfare qualunque perversione sessuale (spesso sadica) di Fred, e, nel caso si fosse opposta, sarebbe stata picchiata.
Nel frattempo, la donna partorì e chiamarono la figlia Charmaine. In seguito ebbero anche una seconda figlia che chiamarono Anne Marie.


Rimasero assieme fino al 1968. Ci vollero sei lunghi anni di torture, violenze e tradimenti prima che Rena riuscisse finalmente a lasciare quel mostro, che però tenne con sé le due figlie. Durante la storia con Rena, Fred aveva avuto una relazione anche con l’amica Anna McFall che, una volta rimasta incinta, sparì nel nulla senza lasciare traccia. Il suo corpo, insieme a quello del bambino che portava in grembo, fu ritrovato nel 1994, su indicazione dello stesso Fred. Anche lei, come le successive vittime, portava la firma del mostro: smembrata e con le dita di mani e piedi amputate.
Fu dopo l’abbandono di Rena che Fred incontrò per la prima volta Rosemary “Rose” Letts, sua futura compagna di omicidi.
Dopo l’incontro con Rosemary e la nascita della loro prima figlia Heather, nel 1970, Fred finì in prigione per furto, e la moglie dovette occuparsi di tutte e 3 le figlie: Heather, Charmaine e Anne Marie (anche se Charmaine, in realtà, non era figlia di Fred, in quanto Rena era già incinta quando si erano conosciuti).
Rosemary aveva attenzioni solo per sua figlia, trattando in modo anche molto crudele sia Charmaine che Anne Marie. La piccola Charmaine, in particolare, divenne il bersaglio preferito della donna, essendo dotata di un carattere forte nonostante la sua tenera età.
Non è un caso, quindi, che nell’estate del 1971, mentre Fred era ancora in carcere, la bambina scomparve. Il suo corpo venne ritrovato solo a metà degli anni novanta, quando, nel pieno delle indagini sulla famiglia West, venne rinvenuto sotto il pavimento della cucina della casa di Midland Road, quella dove abitavano i West al tempo della scomparsa. Il suo omicidio venne attribuito alla sola Rosemary.


Uscito di prigione, Fred dovette giustificarsi con il vicinato per l’improvvisa scomparsa della bambina, ma fu piuttosto semplice: Charmaine era tornata dalla madre in Scozia.
Questa scusa, però, si rivelò azzardata. Rena Costello, madre della bambina, quando venne raggiunta dalla notizia della sparizione della figlia, si precipitò a Gloucester, per sapere cosa le fosse accaduto. Ma anche di lei si persero le tracce, finché i suoi resti non furono rinvenuti a fianco a quelli di Anna McFall, nel 1994, con la stessa asportazione delle dita di mani e piedi. Di nuovo la firma di Fred West.
L’omicidio di Charmaine da parte di Rosemary creò un’unione indissolubile e malata tra lei e il marito. Ciascuno dei due sapeva cosa aveva fatto l’altro, e insieme svilupparono una sessualità deviata che comprendeva sadismo, prostituzione, violenza fisica, fantasie di stupro e omicidio.
Nel 1972 Rosemary diede alla luce una seconda figlia. Oramai c’era la necessità di una casa più grande, e la scelta cadde sull’abitazione al numero 25 di Cromwell Street, che era spaziosa e aveva un bel giardino con un’ampia cantina.
Proprio quest’ultimo locale, una volta insonorizzato, sarebbe divenuto la camera della tortura di Fred West. E’ ancora sconosciuto il numero di donne che varcarono quella porta. Alcune vennero prima torturate e poi violentate, alcune liberate perché talmente sotto shock da essere ormai innocue, altre fatte a pezzi e sepolte in giardino.
La prima vittima della lunga serie di violenze fu la stessa figlia di Fred, Anne Marie, a quel tempo di soli otto anni, che fu ripetutamente violentata e abusata fisicamente, anche in presenza (e con la partecipazione) di Rose.
Inoltre, come era solito per l’epoca, anche i West divennero affittacamere per giovani adolescenti, che venivano attirate con la buona prospettiva di un lavoro come babysitter delle figlie della coppia.


Nel corso degli anni, i West predilessero adolescenti, possibilmente con pochi legami familiari, e crearono un iter preciso: la ragazza veniva drogata o ubriacata, quindi al risveglio nella cantina di Cromwell Street, veniva torturata e violentata, e spesso poi smembrata e sepolta sotto il garage o in giardino.
Fred, come il padre Walter, intraprese diverse relazioni incestuose con le figlie, in particolare con la figlia Heather, dopo che l’altra figlia era scappata di casa col fidanzato.
Questa sua relazione incestuosa si sarebbe rivelato il suo errore più grande.
Heather denunciò gli abusi subiti dal padre alla polizia. E, anche se Heather sparì nel nulla il giorno stesso della testimonianza, le ricerche andarono avanti. Ci vollero 7 anni per ottenere un mandato di perquisizione della casa.
La prima a essere trovata fu proprio Heather, in uno stretto buco preparato da Fred, con la testa staccata dal busto e le ossa fracassate per limitarne l’ingombro.
Poi, mano a mano, vennero trovati i resti di tutta la schiera di donne, ragazze, bambine e addirittura feti, scomparsi da anni nel nulla.
Arrestato e in attesa di giudizio, Fred si suiciderà impiccandosi nella sua cella. Rosemary, dichiaratasi sempre innocente, verrà condannata a 10 ergastoli.

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Hell Fest – Recensione

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Un gruppo di sei ragazzi decide di passare la serata di Halloween all’Hellfest, uno spettacolo itinerante a tema horror composto da labirinti,giostre, nascondigli e attori mascherati che tentano di spaventare gli spettatori. Quello che i protagonisti non sanno è che un pericoloso maniaco si è infiltrato nel parco, mimetizzandosi con una maschera da Halloween, e da quel momento comincerà a dare la caccia alle sue vittime…

Diretto da Gregory Plotkin ( regista di Paranormal Activity 5 ), Hellfest è uno dei tanti film horror che sfrutta il tema della festa di Halloween per costruire la sua trama, e in questo caso possiamo pure dire che lo fa nella maniera più prevedibile e derivativa. La pellicola è il classico slasher con adolescenti che vengono inseguiti dal serial killer di turno, che in questo caso si mimetizza nel luna park, e tutto ciò che ne consegue senza particolari innovazioni.

Nota positiva per quanto riguarda l’ambientazione : lo spettacolo dell’Hellfest è veramente ben rappresentato, bella location, belle attrazioni e i costumi degli attori sono ben fatti. Menzione anche per la presenza di Tony Todd (che molti ricorderanno per Candyman) in un simpatico cameo.

Quello che non convince di questa pellicola è la continua sensazione di “già visto” che permane per tutta la visione, lasciando lo spettatore piuttosto distaccato dalle vicende che accadono, senza mai “acchiapparlo” e coinvolgerlo.

Veniamo adesso alla figura del serial killer : qualcuno potrebbe lamentarsi del mancato “approfondimento psicologico” dell’assassino, ma parliamoci chiaro: ben vengano queste derive dell’horror psicologico che negli ultimi anni ci hanno regalato ottime pellicole, ma in un film così le motivazioni interiori del maniaco hanno un importanza piuttosto marginale ed è anche giusto che sia così. Semmai la critica che gli andrebbe mossa è quella di una totale mancanza di carisma e un impatto visivo abbastanza anonimo che non riesce a trasmettere inquietudine. Non ultimo anche una lentezza sconcertante nel compiere gli omicidi : l’assassino passeggia tranquillo per tutto il luna park, se la prende comoda, fa il “giro lungo” e quando arriva il momento clou, tergiversa.

C’è da dire che se non si è dei palati troppo fini, la pellicola non è poi così terribile e si può anche guardare, certo con l’intenzione di passare una serata con un horror come tanti, non di certo con l’idea di trovarsi davanti ad un capolavoro. A voi la scelta.

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