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BORGO DEL CANTO – IL PAESE FANTASMA SPERDUTO TRA I BOSCHI

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Camminando per i sentieri immersi nei boschi tra Pontida e Sotto Il Monte, in provincia di Bergamo, ci si può imbattere in un meraviglioso borgo abbandonato nel nulla, immerso in un aurea spettrale simile a quella descritta nei racconti di Ann Radcliffe.

Il Borgo del Canto ha una storia centenaria, si pensa sia stato costruito agli inizi del 1500,  ed è rimasto popolato fino a una cinquantina di anni fa, quando con il boom economico ha subito l’emigrazione dei suoi abitanti.

La peculiarità di questo paese è il fatto che è sempre stato popolato da una comunità indipendente,  come se fosse un piccolo stato, con addirittura un’ identità religiosa a se stante, pur essendo stato edificato tra due monasteri, quello di Sant’Egidio di Fontanella e quello benedettino di Pontida.

Ricercandone la storia, le origini sembrano al quanto nebbiose. Non si riesce a capire di che tipo di comunità si trattasse e perché fosse cosi serrata.

La struttura del borgo è fortificata e molto protetta, quasi nascosta. Cosa al quanto strana all’epoca della sua costruzione, in quanto la zona territoriale, era molto tranquilla e pacifica, costituita da famiglie contadine che vivevano della propria agricoltura e dei propri allevamenti.

Si pensa che la zona fosse caratterizzata da una popolazione al quanto semplice , mentre i resti strutturali che possiamo ancora vedere, come le fondamenta, sono anacronistici rispetto agli anni di costruzione.

Le leggende che si snodano dalla storia ufficiale del Borgo del Canto sono molte e di vario genere, ma nessuna ha un fondamento tangibile.  Anche questo rimane misterioso.

Parliamo di criminali che soggiogavano le zone limitrofe,  nascondigli per monaci viziosi, che incontravano qua le loro amanti o nascondevano peccati e ultimo, ma non per importanza,  racconti di spettri irrequieti.

La cosa davvero curiosa è che si dice ci sia ancora un abitante, ma nessuno l’ha mai visto. Raggiungendo l’accesso del piccolo paese deserto ne percepiamo subito la presenza, come se volesse comunicare direttamente alle anime dei visitatori, dimostrando che li c’è ancora della vita, anche se non ne è chiara la forma.

Negli ultimi anni ci sono state innumerevoli diatribe per la riqualifica del borgo, ma mai andate a buon fine, come se qualcosa volesse lasciare immutata la bellezza tormentata di questo luogo.

ATTENZIONE – PER VERI FAN

C’è tanto da scoprire qui, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di passare le ore dopo il crepuscolo e indagare su cosa accade nell’oscurità della notte.

Perché allora non creare un’innumerevole gruppo di ricerca che abbia la voglia di passare del tempo in questo luogo carico di mistero? Studiarne le sensazioni sulla pelle e condividerle.

Noi, con la nostra community La mia vita è un Horror, abbiamo creato un evento in cui tutto questo sarà possibile. Ci troveremo là e gireremo questo bellissimo posto per vivercelo tutti insieme. E tu? Parteciperai?

Ecco il link all’evento: https://www.facebook.com/events/1368145549942877/

Vi lascio anche un video per rendere l’idea del luogo… STAY TUNED

“Accettare la luce vuol dire negare se stessi, se si è sempre sentiti creature delle tenebre”
Penny Dreadful

 

 

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VILLA DE VECCHI, LA “CASA ROSSA” DI CORTENOVA

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A Cortenova, nella località Bindo, possiamo trovare una delle più inquietanti, ma allo stesso tempo meravigliose ville abbandonate d’Italia, e a detta del NewYork Times, una delle dieci località più infestate al mondo.

Trovati davanti, la maestosità di questo edificio lascia senza fiato, sia alle luci del crepuscolo, che al chiarore della luna. Da la sensazione di essere una vecchia signora , a cui il tempo ha strappato tutta la giovinezza, ma si riescono ancora a scorgere i tratti affascinanti e audaci di una volta.

È stata voluta e costruita dal Conte Felice de Vecchi nel 1854, un nobile milanese innamorato della Valsassina, che volle erigere proprio in quella località fiabesca la sua residenza estiva.
L’architettura dell’edificio si rifà allo stile orientale di cui lui stesso era fanatico, quasi ossessionato. Aveva addirittura deciso di erigere un osservatorio astronomico all’ultimo piano, ma che non riuscì mai a terminare.

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Molte storie locali raccontano di strani omicidi e sparizioni avvenute in quella villa, in un non troppo lungo lasso di tempo, ma le prove che evincono queste narrazioni non hanno mai trovato un vero e proprio fondamento.

Io stessa le ho fatto visita più volte, e ricordo che in un occasione, fermandomi a un vecchio bar lungo la strada per chiedere la via più breve, l’anziana proprietaria mi guardò in maniera molto turbata e mi raccomandò di andarmene di lì non più tardi del tramonto, questo mi fece intendere che le leggende e le tradizioni su questo sito sono ancora oggi molto radicate.

Le narrazioni raccontano di suoni di pianoforte provenire dall’interno della casa, di riti esoterici, strani suicidi, sparizioni, apparizioni di spettri e alle volte addirittura immagini demoniache.
Dopo la morte del conte la casa è stata lasciata in totale abbandono e questa la rende ancora più sinistramente attraente.

Una frana del 2002 poteva raderla completamente al suolo, ma mentre gli edifici circostanti sono stati completamente distrutti, la Villa de Vecchi è rimasta intatta.

La prima leggenda che ha fatto scaturire il susseguirsi di strani fenomeni paranormali e non, è la storia della famiglia del conte stesso. Una sera il signor de Vecchi rientrando da una battuta di caccia, trovó la moglie morta in un mare di sangue, con la gola completamente tagliata e la figlia sparita. Le cronache del 1812 riportano l’accaduto. Quindi si può presupporre che sia un fatto realmente accaduto. Da li la bambina non venne più trovata e si racconta che lo spettro si aggiri di tanto in tanto nel parco circostante l’edificio.

Nello stesso parco possiamo ancora oggi vedere lo chalet della famiglia Negri, che costudì la residenza fino a qualche decennio fa. In questa stessa struttura un episodio più tangibile coinvolge l’occultista inglese Aleister Crawley, che si dice si dilettasse in riti demoniaci nel mentre faceva le sue ricerche spiritistiche. Crawley soggiornò nella abitazione negli anni 20, fermatosi di passaggio prima di raggiungere Cefalù. A lui si deve il soprannome “Casa Rossa”, dovuto al sangue che scorreva durante i suoi riti di magia sessuale.

Successivamente la partenza dell’occultista, alcuni suoi seguaci rimasero a Villa de Vecchi e diedero vita a una sorta di “comune” dedita ai riti occulti. Questa comunità magica si dedicava alla consacrazione di riti osceni. Nella casa del custode, durante un’orgia rituale, invocarono il demonio, che si dice impossessò uno di loro. Si racconta che quest’uomo dilanió a mani nude tutti i presenti e i resti furono addirittura difficili da ricomporre una volta trovati. Di questa persona si persero da allora le tracce.

Parecchi spiritisti e studiosi del paranormale, fecero ricerche sul terreno della villa. Registrarono forti campi magnetici, simili a quelli che possiamo riscontrare nei pressi delle piramidi maya. Oltre che la presenza di Orb, ovvero l’effetto ottico risultante in piccoli globi di luce che non si possono vedere a occhio nudo, ma solo in immagini fotografiche.

L’effetto che io stessa ho provato osservando la villa dal giardino a ridosso dell’ingresso, è di forte tristezza e incupimento. Per quanto l’atmosfera è fortemente attraente, si ha la sensazione a partire dalla punta delle dita dei piedi, che c’è qualcosa che non vuole che si permanga su quel prato. Qualcosa che vuole essere solo guardata di sfuggita, come una fanciulla nobile che si nasconde dietro a un ventaglio, quando un ammiratore la fissa per più di qualche secondo negli occhi.

Forse è proprio questa la vera bellezza della Villa de Vecchi, la sua sfuggevolezza alla distruzione, al tempo e cosi anche alla morte. Come gli spiriti che ancora la abitano.

Il Castello Di Chillingham
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IL CASTELLO DI CHILLINGHAM: UN ORRORE DA VISITARE

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Il Chillingham Castle (Chilling= che mette i brividi, agghiacciante) si trova nell’Inghilterra Settentrionale, al confine con la Scozia.

Il castello nasce nel dodicesimo secolo quando vengono costruite le prime fondamenta e venne completato nel quattordicesimo secolo con la fortificazione indispensabile visti gli innumerevoli assedi da parte di Scozzesi e razziatori diretti verso Sud.
Il castello fu, appunto, il quartier generale più usato dall’esercito britannico diretto a Nord per combattere gli scozzesi.

Veniamo al sodo…

In questo luogo “misterioso” vennero fatte terribili torture di massa ed esecuzioni…
Ad oggi, infatti, l’attrazione principale per i turisti è una camera delle torture incredibilmente attrezzata…cose orribili accaddero.
Gli attrezzi ancora presenti includono una ruota che lussa gli arti, un letto di chiodi, una sedia chiodata, una vergine di ferro, una vite a galletto, catene, gambe di ferro, gabbie, trappole e ferri da marchiatura.

E’ stato stimato che, in un periodo di tre anni, almeno 7500 scozzesi hanno vissuto i loro ultimi giorni in queste camere… uomini, donne e bambini di tutte le età.

Le visite di questo castello, come già detto, sono disponibili…
Tra i vari pacchetti compresi nella visita, esiste anche un tour spettrale alla scoperta dei fantasmi che a tutt’oggi infestano il luogo.

Ebbene sì perchè nel Castello di Chillingham abitano numerosi fantasmi…
Il più noto è il cosiddetto “blue boy”, la figura di un ragazzino che numerosi ospiti hanno visto aggirarsi per i corridoi di notte, emettendo lamenti di dolore. Le urla di dolore sono state legate a una camera da letto in particolare, e dietro un muro di quella camera sono state rinvenute le ossa di un bambino, insieme a un pila di indumenti blu.

ll Castello Di Chillingham

La sua storia, però, non è fatta solo di fantasmi, morte e distruzione, come potrete vedere facendo una passeggiata nei tranquilli giardini…

Inoltre il castello si trova a due passi dal mare, e allora perché non prenotare uno degli appartamenti indipendenti? Se ne avete il coraggio…