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L’UOMO DI NEVE – RECENSIONE

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L’Uomo di Neve, The Snowman, è un film del 2017 diretto da Tomas Alfredson (La Talpa). Nel cast troviamo Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Val Kilmer e J.K. Simmons. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del premiato autore norvegese Joe Nesbø, e attualmente sta ottenendo un discreto successo al botteghino, nelle nostre sale è uscito giovedì 12 Ottobre.

Harry Hole è un detective, con la dipendenza dell’alcol, che indaga su un assassino che firma i suoi omicidi decapitando le vittime.

IL PARERE:

Innanzitutto esordisco col dire che non ho letto il romanzo, quindi non farò dei paragoni tra esso ed il film. Che dire di questa pellicola allora? Beh, il trailer lo vidi al cinema e mi piacque moderatamente, poteva essere un bel thriller di quelli avvincenti o semplicemente un buon film, e quindi decisi di vederlo, anche per la presenza di Michael Fassbender, che è uno dei miei attori preferiti. Ieri sono andato al cinema per gustarmelo, con delle aspettative medie, per quello che mi aveva lasciato il trailer, e purtroppo sono stato molto deluso; ma andiamo per gradi. La regia è proprio l’A B C, nel senso che è una regia normalissima, senza alcun guizzo particolare e in certi tratti si perde anche con degli errori banali. Gli effetti sono terribili, salvo qualcosa. Dal punto di vista visivo è stato veramente ma veramente brutto, e non parliamo di un film action con delle grosse esplosioni o alieni e quant’altro, quindi non capisco veramente come sia possibile che non siano riusciti a rendere credibili gli ambienti e gli elementi naturali. Il film è stato girato in Norvegia, perché non sfruttare i paesaggi naturali per delle belle inquadrature? La fotografia inutile dire che in certi momenti è pessima, poiché appunto non sfrutta per niente l’ambiente circostante e le atmosfere, per creare qualcosa di significativo. Le musiche sono praticamente anonime, in qualche scena vengono aggiunte, ma più che aggiunte mi sembrano buttate lì, giusto perché ci dovevano essere. Ultima cosa tecnica: il montaggio. Mi dispiace lamentarmi anche di questo aspetto, ma il montaggio di questo film è fastidioso, ci sono degli stacchi fatti senza senso, togliendo suspense e facendoci fare domande del tipo “Ma qui come è entrato? La porta era aperta? Perché passiamo a questa scena?”. Il punto di vista tecnico, per quanto mi riguarda, è stato deludente nonché fastidioso, mi è sembrato seriamente di vedere una fiction su Canale 5. Passiamo ora alla trama. Il caso che ci viene presentato sembrava essere potenzialmente interessante, tuttavia alcune scelte iniziali tolgono un po’ di sano mistero al film (non dico quali ovviamente), che comunque può ancora dire la sua. Nonostante ciò, dopo i primi 20 minuti, ho iniziato ad annoiarmi pesantemente. I personaggi non sono caratterizzati, a parte quello interpretato da Michael Fassbender, che almeno un poco viene presentato e caratterizzato, anche se molto superficialmente. Ci sono scene morte, ossia delle scene che potevano benissimo non essere mostrate, poiché futili allo svolgimento della trama; idem con alcuni personaggi. I dialoghi in alcuni momenti non funzionano, sono imbarazzanti, così come alcune azioni dei personaggi stessi; sembra che ognuno agisca per sé, senza comunicare il perché si faccia quella cosa piuttosto che quell’altra. Arriviamo al finale: c’è un colpo di scena, che a mio parere è troppo stupido e buttato lì perché non sapevano più che scrivere nel copione, con i personaggi che impazziscono ( è impazzito chi ha scritto la sceneggiatura), facendo e dicendo cose da mani nei capelli; il tutto girato da mal di testa, vi giuro che ci sono dei momenti che dici “MA COME È SUCCESSO?”.

Le uniche note positive sono:

  1. La recitazione di Michael Fassbender, che a mio parere è sempre sul pezzo, pur non essendo questa una delle sue migliori interpretazioni (ed il suo personaggio non era malaccio);
  2. Alcuni momenti di caratterizzazione dell’assassino.

Film consigliato? Io credo che tutti debbano vedere tutto, per farsi la propria idea. Ovviamente io non lo consiglio, sono 2 ore (ahimè) buttate. Noioso e brutto visivamente.

VOTO: 4

Oltre il guado
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OLTRE IL GUADO: IL REGISTA BIANCHINI RISCATTA L’HORROR ITALIANO

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Trama
L’ etologo Marco Contrada (Marchese) lavora con passione e dedizione nei territori dei boschi del friulano a ridosso del confine sloveno, posizionando delle videocamere in punti strategici o fissandole direttamente su alcuni animali catturati in modo da poter osservare il loro comportamento a distanza.
Immerso in questa natura, si ritroverà a dover fare i conti con la sua integrità mentale (e fisica) quando le registrazioni lo condurranno a visitare un sinistro villaggio, luogo di un’antica leggenda, in cui rimarrà intrappolato a causa della forte pioggia che alza il livello del fiume e inonda l’unica via praticabile…

Commento
In un periodo in cui il genere horror sembra sia quasi scomparso del tutto nel cinema italiano, ecco che il regista di origine friulane Lorenzo Bianchini, poco conosciuto in Italia e autore in passato di medio e corto-metraggi ad ambito locale, confeziona invece un horror con un piccolo budget ma potente e di pregevole qualità, portando sullo schermo una favola oscura in grado di far rabbrividire anche lo spettatore più indulgente e disincantato.
Il giovane Bianchini, considerato regista scomodo, indipendente e dal personale stile minimale, ci presenta un horror atipico, fuori dai canoni e dagli schemi convenzionali degli ultimi anni, utilizzando solo un pugno di attori semisconosciuti, con un copione di pochi dialoghi in italiano e girando sapientemente luoghi e paesaggi suggestivi per lo spettatore: cio sembra un lavoro quasi artigianale dal punto di vista tecnico, tuttavia mai grossolano o banale nel suo sviluppo.
Il regista da vità così a una storia di fantasmi dal tratto più maturo del consueto, unita sia al mistery, sia a un quasi genere “documentary” .
Difatti per quasi metà della visione viene illustrata scrupolosamente l’attività dell’etologo Marco (su cui come vedremo ruota praticamente tutta la trama..).

Ad arricchire il lungometraggio vi sono la splendida e suggestiva fotografia, molto cupa e sinistra in alcuni punti, e le  musiche, piacevolmente originali (e disturbanti), che creano un’atmosfera ansiogena e rarefatta capace di calarci psicologicamente, insieme allo stesso protagonista, nelle profondità più sinistre dei villaggi semiabbandonati del Friuli e nella dimensione più onirica e irreale della vicenda.
Altro buon lavoro é stato fatto con i suoni (freddi e angoscianti) che prevalgono per la maggior parte della pellicola.

Una nota di demerito si potrebbe dire sui dialoghi (pochi) in dialetto sloveno e non sottotitolati, a volte un pò fastidiosi per il pubblico meno abituato e per la comprensione della trama prima dell’epilogo, ma evidentemente voluti dal regista per mantenere più originali le voci degli attori e l’atmosfera folkloristica-contadina. Stessa cosa per quanto riguarda alcune inquadrature d’intermezzo non sempre lineari tra di loro, ma che non rovinano o spezzano in alcun modo la tensione generale trasmessaci all’inizio dal regista e permeata in tutta la pellicola.

Inoltre “Oltre il guado” é stato candidato nell’ultimo anno a diversi festival ed ha vinto vari concorsi e premi fra cui: il Trento FilmFestival, Ravenna Nightmare e Fantasia FilmFestival

Un lungometraggio magistrale, quasi del tutto riuscito nell’intento, se vogliamo, di far riscattare il cinema horror italiano e indipendente sopratutto nei confronti di chi abitualmente associa i film a basso costo (low budget) a prodotti facilmente scartabili e dimenticabili nel panorama cinematografico, e che dimostra degnamente e artisticamente che il vero cinema non “appartiene” in modo esclusivo a chi ha disponibilità e risorse finanziarie, ma anche a chi ha le idee, talento e una buona cultura radicata nel proprio territorio.
Ottimo lavoro Bianchini.

IT - Recensione Italiana Ufficiale
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LA PRIMA RECENSIONE ITALIANA UFFICIALE DI “IT”

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IERI 08 SETTEMBRE 2017 E’ SBARCATO NEGLI STATI UNITI “IT” L’ATTESISSIMO RIFACIMENTO TRATTO DAL ROMANZO DI “KING”, CI TROVAVAMO A NY ALL’INTERNO DELL’AMC 25 A TIMES SQUARE E VI SCRIVIAMO LA PRIMA RECENSIONE UFFICIALE IN ITALIANO – NO SPOILER

Ebbene si gli stati uniti hanno già assistito allo sbarco di questa nuova pellicola, purtroppo però per il nostro “bel paese” ci toccherà aspettare il mese di Ottobre. Per fare passare questa estenuante attesa lo staff di HS ha deciso di farvi una breve recensione senza spoiler per farvi capire bene cosa ci attenderà.

Francesco IT

Francesco pronto per vedere per voi “IT”

Ieri notte alla visione di mezzanotte c’era una gran fermentazione e nonostante l’ora tarda la sala era completamente piena e la gente non vedeva l’ora di assaporare la pellicola. La pellicola si apre con la scena di Georgie il fratellino piccolo che è eccitato all’idea di provare la barchetta di carta che il fratello maggiore gli ha accuratamente preparato. Georgie corre lungo la strada mentre il fratello maggiore lo guarda dalla finestra, non appena vicino al tombino la barchetta cade nelle profondità delle fogne e Georgie sporgendosi per vederla si imbatte nella faccia del nuovo Pennywise.

Dopo la scomparsa di Georgie si assaporano molte scene del “Gruppo dei perdenti”, ci si imbatte nelle loro sporadiche battute all’entrata ed all’uscita dalla scuola, i loro rapporti con i bulli e le loro scorrazzate in bici. Una caratteristica molto ben portata a termine di questa pellicola è la rappresentazione cruda e realistica dei genitori dei piccoli protagonisti. Il regista Andrès Muschietti sembra essere riuscito a rappresentarli descrivendoli come nel libro, loro stessi trasmettevano una forte paura ed emotività, quasi più del clown stesso, quasi fossero li per significare che quello era il vero disagio della cittadina di Derry.

I bulli rappresentano un punto focale dell’opera di Stephen King e vengono ritratti sufficientemente reali anche nel film. La scena del ragazzo di colore che viene salvato dal “gruppo dei perdenti” viene ritratta con parecchia fedeltà includendo anche la vittoria del gruppo con i lanci dei sassi contro il gruppo dei bulli, costringendoli ad una ritirata devastante.

Divertente notare quanto i dettagli della pellicola siano realistici, anche la parte in cui l’unica ragazza del gruppo viene colpita da una ondata di sangue mentre si trova nel bagno di casa sua e di come il padre non noti nulla del disastro che era successo. Interessante il modo nel quale il regista ha voluto regalare allo spettatore una scena terrificante di Pennywise per ogni bambino della gang, dopo di questo il gruppo dei ragazzini viene spinto ad indagare sempre più a fondo e sarà Bill (il fratello maggiore di Georgie) a spingere il gruppo a seguirlo nell’impresa.

PICCOLA CLIP DALLA SALA

In conclusione senza spingermi oltre posso dire che la pellicola è ben fatta, gli effetti speciali sono buoni e generalmente il contenuto viene riportato in modo genuino. L’apparizione costante e negativa di Pennywise forse spinge un po troppo la pellicola sul ridicolo e la generalizza lasciando poco spazio all’immaginazione. Un problema fondamentale che ho riscontrato nella pellicola è l’ilarità che essa scatenava nel pubblico in sala, molte scene sono in fatti eccessivamente troppo ridicole, le quali portano a far sembrare in alcuni tratti la pellicola una commedia. E’ anche vero che il romanzo di King (opera originale) narra le vicende con un misto di ironia, qualche volta l’ironia è presente ma nel film si esagera. Nonostante questa piccola nota negativa, la pellicola merita sicuramente di essere vista.

VOTO 7

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ANNABELLE 2 : CREATION – RECENSIONE

Il nuovo film è ambiento anni addietro il primo capitolo sulla bambola e narra le origini di Annabelle e di come venne creata, inoltre viene spiegato il perchè la bambola è stata posseduta.

Diversi anni dopo la tragica morte della loro bambina, un fabbricante di bambole e la moglie accolgono una suora e diverse ragazze da un orfanotrofio nella loro casa. Queste diventeranno presto l’obiettivo della posseduta creazione del Fabbricante di bambole, Annabelle.

David F. Sandberg (Lights Out) dirige il film su sceneggiatura di Gary Dauberman (Annabelle).

Ad interpretare questo nuovo spin-off ci sono Stephanie Sigman, Talitha Bateman, Lulu Wilson (Ouija 2, Deliver Us from Evil), Philippa Anne Coulthard, Grace Fulton, Lou Lou Safran, Samara Lee (The last Witch Hunter), Tayler Buck, Anthony LaPaglia e Miranda Otto (Il Signore degli Anelli Trilogia).

Annebelle 2 è il film Horror che questo mondo merita, ma non quello di cui ha bisogno.

Questo è in breve quello che penso dopo aver visto il nuovissimo film dell’universo The Conjuring. Una citazione presa da Il cavaliere Oscuro ma che si adatta perfettamente alla situazione vissuta ieri sera…

Jumpscare jumpscare ovunque. Annabelle 2 gioca con lo spettatore mettendo a dura prova la sua pazienza verso i tanto ricercati “salti di paura”. Lulu Wilson farà strada in questo genere e infatti, come in Ouija 2, interpreta il proprio personaggio alla perfezione.

Andiamo dritti al sodo…come accennato prima, tramite la citazione, reputo questo titolo un buon film ma non il film che amerò per anni e che vorrò rivedere mille volte. Ha tantissimi pregi, i collegamenti agli altri film dell’universo The Conjuring sono un esempio, ma troppe cose sono scontate e troppe cose mi hanno lasciato perplesso. Io, come forse saprete leggendo le altre mie recensioni e seguendo la mia pagina(La mia vita è un Horror), amo i film psicologici, quelli dove lo spettatore deve concentrarsi e immedesimarsi nei protagonisti per capire il significato vero che ruota attorno a tutto…Io non amo i jumpscare e credo che ci possa essere una via di mezzo tra un film pieno ed uno vuoto.

Il film è bello e decisamente sufficiente MA non penso che lo riguarderò più di una volta, a differenza di altri che non smetterò mai di voler riguardare…

Tra un mesetto, quando tutti avranno avuto modo di vedere il film, creerò una RECENSIONE COMPLETA dove inserirò anche spoiler e descrizioni di tutte quelle parti in cui la perplessità ha preso il sopravvento…

Nel frattempo vi informo che a fine film, dopo i titoli di coda, è presente una ulteriore scena che, anche se non troppo significativa, apre le porte verso i nuovi film di questo universo tanto amato da tutti.

VOTO 7

Chiudo proponendovi l’ultimo TRAILER ufficiale di questa nuovissima pellicola che dal 3 Agosto è nei nostri cinema

LIGHTS OUT
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LIGHTS OUT-TERRORE AL BUIO (RECENSIONE)

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Nel 2013 David Sandberg diresse un cortometraggio della durata di 3 minuti, questi bastarono ad attirare l’attenzione di James Wan, che decise di lavorare, come produttore, alla creazione di una versione cinematografica. La regia fu affidata allo stesso Sandberg, Lights Out- Terrore nel buio fu un successo sia al botteghino sia per la critica.

Martin e la sorella Rebecca si trovano a dover prima riconoscere e poi cercare di sconfiggere una presenza oscura e maligna, che prende piede nelle loro esistenze con lentezza e decisione.

La pellicola si articola prima sulla ricerca della verità poi sulla voglia di ”riaccendere la luce”. Sarà però l’aiuto della madre Sophie a portare una svolta a tutta la storia. 

Questo film è assolutamente da non perdere sia per la trama sia per la resa scenica.

Voto 8

 

 

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DON’T KNOCK TWICE-NON BUSSATE A QUELLA PORTA

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Don’t Knock Twice è una pellicola firmata Caradog W. James, ha fatto il suo primissimo debutto nel settembre 2016 al Raindance film festival. Sin da allora se ne è parlato ”bene”, addirittura è stato paragonato , per quanto riguarda la trama, a The Orphanage di Guillermo del Toro. 

 Una madre con un passato burrascoso, Jess, tenta di ristabilire i contatti con sua figlia, Chloe. Saranno entrambe vittime di qualcosa di oscuro e celato, che invaderà le loro esistenze.

La storia è ben articolata, ogni dettaglio è studiato per incastrarsi perfettamente con la trama principale. Il vero pregio però si lega al contatto tra tensione e sentimento ritrovato, che finiscono con l’essere indissolubilmente legati tra loro. La ricerca della verità, o meglio della giustizia, diviene quasi subito compagna di viaggio dello spettatore. La visione di questa pellicola è da intendersi come obbligatoria per chi ama la costante tensione e la suspense dettata dal mistero.

Voto 8

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THE SACRILEGE-TUTTI I BRAVI RAGAZZI DESIDERANO MORIRE

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The Sacrilege ha fatto il suo debutto a maggio di quest’anno negli Stati Uniti, è da ritenersi il primissimo esperimento cinematografico di Paul Catalanotto.  La storia si articola su due fronti , che si chiarificano sin dalle scene iniziali. In seguito a un acquisto particolare le vite di Samantha, Jess e Cole verranno fisicamente e mentalmente consumate da una inquietante presenza , che ha la connaturata voglia  di soddisfare se stessa. La tensione non è crescente, bensì è concentrata su determinati passaggi scenici e dialogici. La lotta dei protagonisti verso la liberazione sarà mediata dalla presenza di una esperta del paranormale, Dottoressa Harris, e dal suo collaboratore. L’idea  di base è ben concepita , forse la resa sul grande schermo lascia qualche perplessità , questo rende il tutto un pò mediocre . E’ però certo che questa pellicola potrebbe risultare soddisfacente  per chi è affascinato dal mistero e dal sapore dell’inquieto. Per ora non si ha una data relativa alla distribuzione qui in Italia , ma sarete avvertiti allorquando si saprà qualcosa in proposito.

Voto 5

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THE PACT- L’APPARENZA INGANNA

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Non è certamente un mistero che il genere horror sia particolare, anzì potrebbe essere paragonato a un campo minato. E’ diventato dunque sempre più complicato creare qualcosa che desti interesse e attivi una sana e morbosa dipendenza verso un personaggio , questo anche perchè ci sono dei mostri sacri , quasi inarrivabili. E’ però altrettanto vero che ci sono pellicole in grado di attivare la curiosità dello spettatore , sebbene sia chiaro non accederanno al gradino di ”cult movie” . The Pact lo si può intendere esattamente in questo senso.  Il grado d’ansia è crescente , mentre la protagonista Annie cerca di rintracciare la sorella Nicole , noi spettatori non possiamo fare a meno di contemplare la snervante ricerca , consci che qualcosa sicuramente destabilizzerà tutto . E’ ben concitata anche la scelta di certi personaggi , come Stevie che aiuterà significativamente la nostra protagonista.

Contestualmente a questa ricerca della verità viene attivato anche un processo di crescita morale della protagonista , che senza volerlo scoprirà particolari della sua vita che qualcuno le aveva accuratamente nascosto . Ci sono elementi stilistici che fanno trasparire una scarsa cura dei particolari , la storia però riesce a compensare bene il tutto. Il finale lascia un interrogativo che verrà quasi completamente risolto nel sequel del 2014.

Voto 7

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RAW – IRREFRENABILE SETE DI SANGUE

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Raw non è una pellicola per niente usuale, essa esula infatti dal genere ”sangue e fame venale”! Ci viene proposta una storia dal ritmo calzante, che vede protagonista una emaciata e ingenua ragazza , Justine.

Justine sta per iniziare la facoltà di veterinaria , inizialmente cerca di restare aggrappata alla certezza della propria identità , dovrà però fare i conti con qualcosa di nuovo e disturbante, che la colpirà dall’interno fino a farla esplodere in una battaglia con se stessa .

La storia è inoltre resa bene dal contrastato e stranamente armonico rapporto che Justine ha con la sorella Alex , che la spingerà oltre il limite .

Sebbene ci siano tipicità concettuali , la rilevanza di certi passaggi riesce a rendere la storia completa e tutto diventa inaspettato .

Una volta varcato l’ingresso del proibito Justine dovrà arrendersi o riuscirà a tornare indietro?!

Julia Ducournau con questa pellicola ha rinnovato il concetto di ”cannibalismo” , portando un contenuto innovativo e lascivo allo stesso tempo.

Al momento non vi è una data certa per l’uscita italiana , la pellicola ha fatto il suo debutto nelle sale cinematografiche francesi a Marzo, non appena si saprà qualcosa dell’uscita italiana vi verrà comunicato.

” Un animale che ha appena mangiato carne umana potrebbe diventare pericoloso”

 

VOTO 9

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THE VOID – RECENSIONE

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Ebbene si, anche se dopo abbastanza tempo, ci ritroviamo qui per una nuova recensione. Oggi voglio parlarvi di una pellicola alquanto strana e particolare che sembrerebbe essere stata sulla bocca di tutti fino a poco tempo fa. Sto parlando di: “The Void”.

The Void - Locandina

The Void è un horror di carattere sovrannaturale scritto e diretto da Steven Kostanski e Jeremy Gillespie e prodotto dalla “Cave Painting Pictures”.

Un poliziotto in ronda notturna si imbatte in una situazione alquanto strana. Un uomo che sembra ferito viene rinvenuto disteso al suolo. Il poliziotto deciderà di accompagnarlo all’ospedale più vicino. Le cose da questo punto sembrano precipitare vertiginosamente poichè la situazione sembra addentrarsi all’interno di un gioco post-apocalittico tipo “Dead Space”. Alcuni mostri e degli uomini incapucciati daranno da vendere cara la pelle ai nostri protagonisti, i quali hanno stretto amicizie con lo staff del reparto e con alcuni ospiti indesiderati.

The Void

Come ho già detto nella trama, la pellicola è “veramente soprannaturale”. Ragazzi qui non stiamo parlando delle solite pellicole ruba soldi, le quali promettono bene per poi deluderci, ma vi sto parlando di una vera “chicca” che anche se un pochino strana vale la pena di essere guardata. Purtroppo la data di uscita Italiana non è ancora disponibile ma non appena lo sarà ve lo diremo.

Avete presente le ambientazioni del gioco “Dead Space”, ecco guardando questa pellicola sembra proprio di immergersi in un gioco come quello. Le ambientazioni ricordano molto un ambiente spaziale, anche se il tutto è ambientato in un ospedale sul pianeta terra, ma quelle ambientazioni cariche di tensione che guidano lo spettatore oltre ogni limite sembrano proprio riferirsi a qualcosa di spaziale.

Non  dimentichiamoci che “sbucano fuori mostri da ogni dove” proprio nel momento in cui non vi aspettereste di vederne uno.  Ve lo consiglio vivamente.

Una pellicola che spinge lo spettatore a chiedersi dove si trovi, riuscendo a catturarlo in un limbo temporale sconosciuto, un viaggio extraterrestre senza navicella…

VAI ALLA SCHEDA DEL FILM

VOTO 8 

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GET OUT (SCAPPA) – RECENSIONE

Eccoci qua con un nuova recensione. Quest’anno mi sto veramente stupendo delle pellicole che ci sta regalando il nostro genere preferito. Magari possono non essere Horror puri al 100% ma film come questo e, come già detto nelle recensioni precedenti, La cura dal benessere io li reputo più che soddisfacenti.

Scappa – Get Out è un thriller/horror scritto e diretto da Jordan Peele e prodotto dalla Blumhouse (The Visit e Insidious).

Un giovane afro-americano visita la tenuta di famiglia della sua fidanzata bianca dove si scontra con il vero motivo che si cela dietro l’invito. Ora che Chris e la sua ragazza, Rose, sono arrivati al fatidico incontro con i suoceri, lei lo invita a trascorrere un fine settimana al nord con Missy e Dean. In un primo momento, Chris legge il comportamento eccessivamente accomodante della famiglia, come un tentativo di gestire il loro imbarazzo verso il rapporto interrazziale della figlia; ma con il passare del tempo, fa una serie di scoperte sempre più inquietanti, che lo portano ad una verità che non avrebbe mai potuto immaginare.

Guardando il Trailer, che vi metto qui di seguito, rimasi subito incuriosito da questa pellicola che, in alcuni siti, viene descritta come il “12 Anni Schiavo” versione Horror. Chi ha visto entrambi i film potrà dedurre che non è così al 100%.

Voglio aprire una parentesi sulle interpretazioni. Il protagonista, Chris, viene interpretato da Daniel Kaluuya che risulta impeccabile ma allo stesso tempo non “indimenticabile”. La famiglia Armitage è composta da vari elementi, tutti diversi tra di loro: il padre chirurgo in pensione, la madre psichiatra, la figlia fidanzata di Chris e il figlio pazzo fin da subito interpretato da un favoloso Caleb Landry Jones (Xmen – L’inizio).
Detto questo, a mio parere, l’interpretazione più “horror” e snervante, in senso positivo, è stata sicuramente quella di Betty Gabriel col suo personaggio : Georgina.

Chiusa la parentesi degli attori vi do il mio giudizio vero e proprio su questo film. Get Out è un OTTIMO film. Spesso i film al giorno d’oggi trasmettono tutto quello che c’è da sapere nei trailer ma per fortuna non è questo il caso. Jordan Peele, qui, se la gioca bene. Lo spettatore si presenta in sala aspettandosi un film sul razzismo ma ben presto si scoprirà che c’è molto di più sotto. Questo è il genere di film che io adoro nonostante non sia prettamente Horror, come la Cura dal Benessere poi…

Stando concentrato sono riuscito a capire in anticipo quasi tutti i colpi di scena e/o future mosse da parte del regista ma nonostante questo sono rimasto soddisfatto perchè è proprio quello che avrei voluto vedere in quel momento. FORSE e ripeto FORSE poteva essere spinto un pelo di più verso il nostro genere inserendo ulteriori scene ansiogene e/o jumpscare ma la dose potrebbe risultare giusta così per alcuni…

Come sempre non inserisco alcun spoiler all’interno delle recensioni proprio perché vorrei che tutti guardassero il film e giudicassero loro stessi per poi, magari, confrontarsi con me all’interno della nostra community Facebook : “La mia vita è un Horror”

VOTO 9

The Possession Of Michael King
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THE POSSESSION OF MICHAEL KING – RECENSIONE

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The Possession Of Michael King

The Possession Of Michael King è una pellicola del 2014 ed è classificato come Horror/Soprannaturale Americano con una durata di 90 minuti. Il regista della pellicola è David Jung. Nel Cast troviamo: Shane Johnson, Ella Anderson e Cara Pifko. La pellicola è stata prodotta dalla God Circle Films. E’ stato scritto da David Jung.

Oggi vi voglio parlare di una pellicola abbastanza particolare quanto sconosciuta. Mi è stata consigliata da un mio amico e collaboratore. La trovo molto bella sopratutto per la freschezza con cui arriva, portando una svolta nel genere paranormale. Un’idea che sinceramente mi garba molto, mi piace perchè unisce la praticità di un semplice found-footage con un esperimento fatto sulla propria pelle. L’altra cosa che mi ha colpito molto è stato che tutto l’esperimento viene realizzato dentro le mura domestiche, addirittura con la figlia presente.

La storia segue le vicende di Michael King, la moglie Samantha e la figlia Ellie. Una normale famiglia felice a cui capita una sfortuna terribile. Proprio prima di partire per una vacanza in Europa, Samantha muore investita da un’auto. Michael rimane così solo con la figlia e continua la sua lotta nel rifiuto della religione e di dio. Dalla rabbia provocata dalla morte della moglie decide di testare finalmente sulla sua pelle l’esistenza dei demoni. La cosa buffa con la quale si contraddistingue la pellicola è anche il fatto che Michael inizia a fare il documentario con falso interesse e dai suoi modi di fare capiamo già che non crede assolutamente in tutto quello che fa, non importa le conseguenze. Inoltre l’atteggiamento che presenta trasuda non rispetto e inesperienza nell’affrontare il tema, cose che a parer mio rendono la pellicola ancora più bella. Una volta che Michael inizierà a girare il documentario sarà un continuo susseguirsi di situazioni al limite dell’umano, nelle quale lui stesso cercherà di contattare spiriti, demoni per farsi impossessare. Nella sua miscredenza qualcosa succederà davvero e con sua figlia in casa, la pellicola diventerà veramente mostruosamente macabra.

Un rintocco macabro e incalzante che non lascia scampo allo spettatore portandolo piano piano dentro l’abisso…