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I Migliori Film Horror Di Sempre

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migliori film horror

Un sacco di registi hanno sfornato una serie di pellicole a sfondo horror. Ma non tutte hanno lasciato il segno. Alcune, invece, sono entrate negli annali della storia del cinema di genere.

1. The Blair Witch Project

Questo film del 1999 è tutto ed il contrario di tutto. Emblematico. Avanguardista. Terrificante. A tratti geniale. Si vede, qui, la forza del contenitore più che del contenuto vero e proprio. La paura, in questo film, nasce e cresce insieme allo svolgersi della storia. Una paura che prende corpo ed aumenta di volume per ciò che viene evocato e non per ciò che viene effettivamente mostrato. (https://www.horrorstab.com/film/film-halloween/)

2. Il Gabinetto Del Dottor Caligari

Una pellicola dei primi anni del Novecento, precisamente 1920. Fu il simbolo dell’espressionismo tedesco giocando molto sulla dualità tra reale ed allucinazione. Un film definito visionario nel suo periodo storico, precursore del genere thriller psicologico.  (https://www.horrorstab.com/film/film-horror-storici/)

3. Freaks

Negli anni ’30 del Novecento le persone deformi, con delle evidenti disabilità (fossero essere fisiche o cognitive) avevano una sorta di aura mistica. Venivano sempre ricercate per spettacoli circensi, di strada e comici. A quell’epoca la cosiddetta diversità veniva vista come un modo per arricchirsi, per fare soldi in modo facile. Questi soggetti diventavano fenomeni da baraccone che, una volta esaurito il loro compito, venivano abbandonate spesso senza nemmeno un soldo oppure internate in strutture psichiatriche. In questo film si nota il comportamento delle persone “normali” nei confronti del “diverso”. Un film che descrive un immaginario (ma nemmeno tanto) circo in cui persone con varie disabilità e malformazioni devono convivere. Alla fine ne esce un film spettacolare a cui, pero, manca più di un’ora di girato nella versione che conosciamo. Motivo? La censura che in quegli anni vide nel film troppe scene scomode che poco si associavano ai deboli stomaci degli americani.

4. The Ring (Ringu)

Esistono due versioni di questa pellicola. La prima, originale, giapponese del 1998. La seconda è il remake americano del 2002. Un film opprimente, oscuro, che mette a nudo le nostre paure più recondite. La versione originale ha spaventato milioni di spettatori per la sua crudezza, la sua “naturalezza”. I morti tornano a perseguitare i vivi attraverso una semplice VHS (come quelle presenti in quasi tutte le case delle persone a cavallo tra gli Anni 80 e 90). Una pellicola che ha il meraviglioso fascino del perverso che nasconde in sé una grande curiosità verso il soprannaturale. L’originale giapponese offre allo spettatore un’atmosfera quasi asettica che inietta sottopelle una gran quantità di inquietudine e paura. Il progressivo dominio della tecnologia nella vita quotidiana viene, in questo film, enfatizzata e, spesso, portata all’estremo.

5. La Casa Del Diavolo

A dir poco viscerale. Una pellicola che lascia il segno, in tutti i sensi. In questo film del 2005. Anarchico e simbolico allo stesso tempo. Descrive quella parte di America che ha letteralmente perso la bussola e che si è persa. La scelta di musiche alquanto (forse fin troppo) evocative hanno affascinato e conquistato una enorme massa di spettatori, ma soprattutto amanti del genere. Nato come seguito del film La Casa Dei Mille Corpi, questo lavoro di Rob Zombie, può benissimo vivere di vita propria.

6. Quella Casa Nel Bosco

Goddard e Whedon, i registi di questo film, sono riusciti a dare respiro (ed allo stesso tempo a smontare pezzo dopo pezzo) il genere horror che tutti conosciamo. Sangue e mostri fanno da contorno a questa pellicola del 2012. Ansia, paura, terrore, timore.

7. Gli Uccelli

Questo film potrebbe non essere visto come uno dei migliori del maestro del brivido Alfred Hitchcock. Sicuramente, però, merita un posto fra i migliori film di sempre. Uno stormo di volatili invadono una tranquilla cittadina sul Lago Bodega. Una serie di meccanismo psicologici degni di Sigmund Freud accompagnano questa pellicola. In questo suo lavoro Hitchcock intende descrivere, oltre che alla situazione drammatica degli uccelli che senza alcuna ragione apparente iniziano ad attaccare le persone, il clima di terrore che si viveva nel periodo della Guerra Fredda. Il matrimonio ideale tra angoscia e terrore. La scena finale è epica: i due protagonisti partono alla volta di San Francisco accompagnati dallo sguardo luciferino di migliaia di uccelli. (https://www.horrorstab.com/film/film-horror-piu-paurosi/)

8. L’Esorcista

L'Esorcista

Chi non si ricorda Linda Blair nella famosissima scena dell’esorcismo? Un film difficile. Vederlo fino alla fine è un atto di coraggio. La descrizione dell’eterna lotta fra bene (Padre Merrin) e il male (il demone che si è impossessato del corpo della piccola Regan). Il ritmo delle scene, ed in generale di tutto il film, è perfetto, Ogni scampolo di paura viene gestito al meglio dal regista che offre allo spettatore una serie di momenti a dir poco inquietanti con scene torbide.  (https://www.horrorstab.com/film/film-horror-piu-paurosi/)

9. Nosferatu Il Vampiro

Questa pellicola del 1922 è un film muto. Si ispira molto alla storia del Conte Dracula (che verrà poi ampliata dal film Bram Stoker’s Dracula). Rappresentate del cinema horror ed espressionista. Dominata da bui e controluce ha aperto la strada al genere. L’intento di Murnau era quello di rappresentare, con questo film, i tiranni e la condizione decadente della cosiddetta middle-class europea di fronte all’ipocrisia sociale che stava dilagando. Il personaggio di Nosferatu, interpretato magistralmente da Max Schreck, sembra una ibridazione pipistrello-insetto. Corporatura scheletrica e movenze quasi cadenzate fanno di Nosferatu una figura quasi semi-incosciente, una sorta di altalenante regressione che porta il vampiro a muoversi in maniera strana. Una pellicola che offre molti spunti di riflessione sulla società tedesca e mittleruopea degli Anni 20 del Novecento. Un film che si conclude con un lieto fine solo a metà che lascia, comunque, più domande che risposte. (https://www.horrorstab.com/film/film-horror-storici/)

10. … e tu vivrai nel terrore. L’Aldilà!

Lucio Fulci ci regala una delle rare perle di cinema horror italiano di qualità. Una pellicola dei primi anni Ottanta che sa sposare macabro e psicologico. Ad un occhio poco attento e poco allenato al genere la pellicola non offre un senso di continuità e, a volte, sembra illogica (una sorta di scene raffazzonate ed unite insieme) ma, a voler ben guardare sono è proprio questa apparente mancanza di logica che, quasi, obbliga lo spettatore a rimanere. Una serie di profonde emozioni e sensazioni iniziano a pervadere il corpo di chi guarda e l’ansia diventa certezza. La poesia che accompagna in modo macabro questo film lo rende un’opera cinematografica unica come poche. (https://www.horrorstab.com/film/film-zombie/)

11.  Suspiria

Non stiamo parlando della pellicola di Dario Argento ma del remake di Luca Guadagnino del 2018. Questa pellicola non è un rifacimento che dipende dalla pellicola originale ma che, al contrario, vive di una vita propria. E’ vero che Guadagnino ha scelto di cambiare un po’ le ambientazioni (per esempio il nome della città dove si svolge la vicenda) ma mantiene intatte le atmosfere lugubri ed allo stesso tempo intense del capolavoro di Argento. Oltre alla storia che tutti ormai conosciamo, Guadagnino sceglie di infilarci una vicenda parallela: la vicenda personale di una psicanalista. Questa scelta incolla e blocca lo spettatore sulla sedia senza dargli la possibilità di andarsene. Non è un vero e proprio film di paura. La tensione viene diluita in 140 minuti di pellicola cosicché lo spettatore possa solamente sentirei accarezzare le membra dal senso di paura. Un film che merita una citazione in questo elenco dei film horror migliori di sempre. (https://www.horrorstab.com/recensioni/suspiria-2018/)

12. Videodrome

Il rapporto dell’uomo con la tecnologia è sempe sano oppure spesso l’uomo diventa inconsapevolmente schiavo della tecnologia? In questo film del 1983 Cronenberg prende a pugni e calci nello stomaco lo spettatore che avrà l’ardire di guardare fino alla fine queta pellicola. Arricchito da forti scene splatter e snuff (sopratutto per qunto riguarda il sesso e la violenza) questo film offre molti spunti di riflessione sul rapporto che vogliamo avere con la tecnologia pur di riuscire ad evadere, anche solo per qualche ora, dalla nostra onotona vita quotidiana. Il protagonista si ritroverà, proprio a causa di questa sua impellente necessità di “liberare la mente dalla routine quotidiana”, in un vortice di cui si fatica a vederne la fine. Quale prezzo siamo disposti a pagare per sentirci liberi dai vincoli quotidiani?

 

 

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