Connect with us

recensioni

GET OUT (SCAPPA) – RECENSIONE

Published

on

Eccoci qua con un nuova recensione. Quest’anno mi sto veramente stupendo delle pellicole che ci sta regalando il nostro genere preferito. Magari possono non essere Horror puri al 100% ma film come questo e, come già detto nelle recensioni precedenti, La cura dal benessere io li reputo più che soddisfacenti.

Scappa – Get Out è un thriller/horror scritto e diretto da Jordan Peele e prodotto dalla Blumhouse (The Visit e Insidious).

Un giovane afro-americano visita la tenuta di famiglia della sua fidanzata bianca dove si scontra con il vero motivo che si cela dietro l’invito. Ora che Chris e la sua ragazza, Rose, sono arrivati al fatidico incontro con i suoceri, lei lo invita a trascorrere un fine settimana al nord con Missy e Dean. In un primo momento, Chris legge il comportamento eccessivamente accomodante della famiglia, come un tentativo di gestire il loro imbarazzo verso il rapporto interrazziale della figlia; ma con il passare del tempo, fa una serie di scoperte sempre più inquietanti, che lo portano ad una verità che non avrebbe mai potuto immaginare.

Guardando il Trailer, che vi metto qui di seguito, rimasi subito incuriosito da questa pellicola che, in alcuni siti, viene descritta come il “12 Anni Schiavo” versione Horror. Chi ha visto entrambi i film potrà dedurre che non è così al 100%.

Voglio aprire una parentesi sulle interpretazioni. Il protagonista, Chris, viene interpretato da Daniel Kaluuya che risulta impeccabile ma allo stesso tempo non “indimenticabile”. La famiglia Armitage è composta da vari elementi, tutti diversi tra di loro: il padre chirurgo in pensione, la madre psichiatra, la figlia fidanzata di Chris e il figlio pazzo fin da subito interpretato da un favoloso Caleb Landry Jones (Xmen – L’inizio).
Detto questo, a mio parere, l’interpretazione più “horror” e snervante, in senso positivo, è stata sicuramente quella di Betty Gabriel col suo personaggio : Georgina.

Chiusa la parentesi degli attori vi do il mio giudizio vero e proprio su questo film. Get Out è un OTTIMO film. Spesso i film al giorno d’oggi trasmettono tutto quello che c’è da sapere nei trailer ma per fortuna non è questo il caso. Jordan Peele, qui, se la gioca bene. Lo spettatore si presenta in sala aspettandosi un film sul razzismo ma ben presto si scoprirà che c’è molto di più sotto. Questo è il genere di film che io adoro nonostante non sia prettamente Horror, come la Cura dal Benessere poi…

Stando concentrato sono riuscito a capire in anticipo quasi tutti i colpi di scena e/o future mosse da parte del regista ma nonostante questo sono rimasto soddisfatto perchè è proprio quello che avrei voluto vedere in quel momento. FORSE e ripeto FORSE poteva essere spinto un pelo di più verso il nostro genere inserendo ulteriori scene ansiogene e/o jumpscare ma la dose potrebbe risultare giusta così per alcuni…

Come sempre non inserisco alcun spoiler all’interno delle recensioni proprio perché vorrei che tutti guardassero il film e giudicassero loro stessi per poi, magari, confrontarsi con me all’interno della nostra community Facebook : “La mia vita è un Horror”

VOTO 9

Advertisement
Comments
Advertisement

 

Visualizza questo post su Instagram

 

La vera storia della bambola assassina! STORIA COMPLETA👇 Siamo nel 1906 quando Robert Eugene Otto, a cinque anni, ricevette in regalo, da un servitore di origini africane, una bambola. Secondo la leggenda, tale servitore era un praticante della magia nera e di rituali voodoo, che gli donò la bambola per lanciargli una maledizione. Robert il bambolotto, omonimo del suo nuovo piccolo padrone diede il via a svariati inquietanti episodi: i genitori erano del parere che la bambola parlasse e i vicini sostenevano di averla vista addirittura muoversi durante la loro assenza, notando i suoi movimenti da una finestra all’altra parte della casa. Secondo alcune fonti, Robert Eugene era davvero ossessionato dalla bambola, al punto che da adulto, dopo essersi sposato con sua moglie Anne, fece allestire nell’abitazione di famiglia un’intera stanza per il piccolo Robert con tanto di mobili in miniatura. La moglie Anne dubitò più volte della sanità mentale del marito e spesso, nascondeva la raccapricciante bambola in soffitta; ma il legame tra Robert la bambola e Robert Eugene era troppo forte per essere spezzato, riuscivano sempre a ritrovarsi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, Robert Eugene sosteneva che la bambola fosse maledetta.La bambola rimase in soffitta fino a quando la casa non venne acquistata da un’altra famiglia. La nuova famiglia aveva una bambina di dieci anni, che trovò la bambola girovagando per la casa. Una notte la bimba gridò e affermò ai suoi genitori che la bambola l’aveva aggredita, nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert. Robert Oggi la bambola si trova ancora nella casa di Eugene, trasformata in un museo locale chiamato East Fort Martello Museum, dove desta ancora oggi molta curiosità e divenendo la maggiore attrazione della città. Infatti, secondo le varie testimonianze dei visitatori, i poteri paranormali della bambola sono ancora attivi. #dark #legend #scary #horror #creepy #death #mystery #horrormovies #notte #darkmemes #paranormal #storia #horrorart #fotodelgiorno #horroraddict #horrorjunkie #horrorfanatic #horrorfilm #horrorfamily #horrorcollector #horrorclub #horrorstories

Un post condiviso da Horror Stab - Storie Horror (@horror_stab) in data: