Connect with us

storie horror vere

LA LEGGENDA DELLA DONNA CON LA BOCCA SPACCATA

Published

on

Molti di voi conosceranno la storia di “Jukai – La Foresta dei Suicidi”, situata in Giappone e famosa per le sue numerose vittime, ma quella di oggi, forse in pochi ne sono a conoscenza. Si tratta di Kuchisake Onna, la donna con la bocca spaccata. È noto che in Giappone per via dell’inquinamento la popolazione è solita camminare per strada con le classiche mascherine ospedaliere. La leggenda narra che di notte, all’improvviso potrebbe saltare fuori questa donna munita di mascherina pronta a chiedere alla povera vittima se la trova bella. Lo domanderà ben due volte, la prima con in dosso la maschera, la seconda senza. Se alla prima si risponde di si, la seconda volta sarà più difficile annuire, allora lei si armerà di forbici e taglierà la faccia del malcapitato da orecchio a orecchio.

La storia di Kuchisake Onna ha origine qualche secolo fa, più o meno tra il VIII e XII secolo. La donna in questione era la moglie di un samurai, molto bella e vanitosa, ma il suo difetto era l’infedeltà nei confronti del marito, che quando la scoprì, preso dalla rabbia afferrò la sua katana e la colpì sfigurandole il volto gridandole poi “chi dirà che sei bella ora?”. Da allora la sua anima non trova pace e alcuni dichiarano che un modo per salvarsi è quello di risponderle in modo confuso e poi scappare. Altri invece credono che lanciarle frutta o caramelle possa distrarla, perché intenta a raccogliere e a mangiare dovrebbe lasciare alla vittima il tempo necessario per la fuga.

Questa leggenda ebbe un certo successo negli anni ’70 per via del ritrovamento di alcuni corpi di bambini sfregiati e la donna, ritenuta colpevole del massacro, aveva un orrendo sfregio che andava da un orecchio all’altro, ma morì prima di essere arrestata.

Ovviamente, come tutte le storie del genere, era impossibile non utilizzarla come spunto di alcuni manga, anime e un film, uscito nelle sale nel 2007 intitolato appunto “Kuchisake-onna” di Koji Shiraishi che però non ha avuto un grande successo.

Cresciuto a pane e horror, coltiva questa passione fin da piccolo che lo ha portato ad aprire Horror Stab insieme a Francesco per condividere questo meraviglioso genere con tutti i fan del genere.

Advertisement
Comments
Advertisement

 

Visualizza questo post su Instagram

 

La vera storia della bambola assassina! STORIA COMPLETA👇 Siamo nel 1906 quando Robert Eugene Otto, a cinque anni, ricevette in regalo, da un servitore di origini africane, una bambola. Secondo la leggenda, tale servitore era un praticante della magia nera e di rituali voodoo, che gli donò la bambola per lanciargli una maledizione. Robert il bambolotto, omonimo del suo nuovo piccolo padrone diede il via a svariati inquietanti episodi: i genitori erano del parere che la bambola parlasse e i vicini sostenevano di averla vista addirittura muoversi durante la loro assenza, notando i suoi movimenti da una finestra all’altra parte della casa. Secondo alcune fonti, Robert Eugene era davvero ossessionato dalla bambola, al punto che da adulto, dopo essersi sposato con sua moglie Anne, fece allestire nell’abitazione di famiglia un’intera stanza per il piccolo Robert con tanto di mobili in miniatura. La moglie Anne dubitò più volte della sanità mentale del marito e spesso, nascondeva la raccapricciante bambola in soffitta; ma il legame tra Robert la bambola e Robert Eugene era troppo forte per essere spezzato, riuscivano sempre a ritrovarsi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, Robert Eugene sosteneva che la bambola fosse maledetta.La bambola rimase in soffitta fino a quando la casa non venne acquistata da un’altra famiglia. La nuova famiglia aveva una bambina di dieci anni, che trovò la bambola girovagando per la casa. Una notte la bimba gridò e affermò ai suoi genitori che la bambola l’aveva aggredita, nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert. Robert Oggi la bambola si trova ancora nella casa di Eugene, trasformata in un museo locale chiamato East Fort Martello Museum, dove desta ancora oggi molta curiosità e divenendo la maggiore attrazione della città. Infatti, secondo le varie testimonianze dei visitatori, i poteri paranormali della bambola sono ancora attivi. #dark #legend #scary #horror #creepy #death #mystery #horrormovies #notte #darkmemes #paranormal #storia #horrorart #fotodelgiorno #horroraddict #horrorjunkie #horrorfanatic #horrorfilm #horrorfamily #horrorcollector #horrorclub #horrorstories

Un post condiviso da Horror Stab - Storie Horror (@horror_stab) in data: