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LE SORELLE NEWMAN – LE KILLER AFFETTE DALLA SINDROME DI DOWN

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Sorelle Newman

New York,1899. Tom Newman non ce la fa più, è pieno di debiti, la sua attività di pezzi di ricambio per locomotive sta per collassare. Sarà presto costretto a vendere tutte le sue proprietà e a lasciare le sue due figlie, Julie e Mary affette dalla sindrome di Down nelle mani di una levatrice del quartiere. Un fredda e piovigginosa notte del 1901, Tom affidò le 2 malate figlie alla vicina e partì. L’uomo non riusci nemmeno ad attraversare il quartiere che un proiettile lo passo da parte a parte e l’uccise sul colpo, il suo corpo venne gettato in una fogna.

Le due piccole crebbero in una condizione esasperata, il luogo e l’ambiente in cui vivevano erano in un degrado assoluto. La “levatrice” a cui le bambine erano state affidate era niente di più che una tossicodipendente. Le bambine venivano così costantemente mortificate e maltrattate per giornate intere.

Nel 1904 la tossicodipendente morì bruscamente, probabilmente causa di un overdose. Furono necessari ben tre giorni per fare in modo che le due bambine venissero salvate. Alle due bambine non rimase che vivere per strada, fu così che all’età di 9 anni, si trovarono a vivere per strada e a prostituirsi per sopravvivere. Verosimilmente nel 1908-1909 iniziarono i primi casi di sparizione: Alcuni clienti, fra cui un paio facoltosi, scomparvero nel nulla vicino a Broadway.

I clienti venivano spogliati, ubriacati/drogati e brutalmente assassinati con pietre e/o cocci di bottiglia. Non vi era un preciso ‘modus operandi’ delle sorelle, causa la loro insufficienza mentale. L’accanimento così brutale sui clienti, brutalmente smembrati e persino in alcuni casi decapitati, era probabilmente il riflesso della loro infanzia terribilmente traumatica.

Le sorelle newman.

Quasi sempre le proprietà materiali delle vittime quali: soldi o oro, non veniva mai toccata. Un’ossessione morbosa e allucinante delle sorelle era quella di scorneare gli occhi dal bulbo oculare. Non si ha una spiegazione razionale del motivo dello scorneamento oculare, ma secondo alcuni giornali locali al momento del ritrovamento le sorelle avevano una ventina di bulbi oculari, ciascuno con iridi diverse, il che fece subito presupporre che il “macabro tesoro” appartenesse a 20 diversi clienti.

Non si riesce a definire precisamente quanti omicidi furono commessi dalle due letali sorelle, ma si pensa almeno 30.

Nel 1919, le sorelle furono colte in una trappola da parte della polizia metropolitana fintasi cliente. Vennero arrestate in flagranza di reato, processate per direttissima e fucilate all’alba del 13 dicembre 1919.

Un tempo non esisteva l’attenuante dell’infermità mentale, i carceri erano al collasso e molti criminali venivano sentenziati così.

In particolare il caso delle sorelle Newman indignò e disgustò l’opinione pubblica dell’epoca, sia per la brutalità degli efferati omicidi sia per l’aspetto mostruoso e malato delle sorelle.

Ma chi uccise il padre delle bambine, rappresentava già per caso il preludio al caos che si sarebbe scatenato negli anni più avanti?

Nato a pane e horror, fin da subito sviluppa una particolare ed accesa passione verso il mondo del cinema horror. La cosa non si è mai attenuata, ma anzi viene accentuata dopo la creazione di Horror Stab.

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La vera storia della bambola assassina! STORIA COMPLETA👇 Siamo nel 1906 quando Robert Eugene Otto, a cinque anni, ricevette in regalo, da un servitore di origini africane, una bambola. Secondo la leggenda, tale servitore era un praticante della magia nera e di rituali voodoo, che gli donò la bambola per lanciargli una maledizione. Robert il bambolotto, omonimo del suo nuovo piccolo padrone diede il via a svariati inquietanti episodi: i genitori erano del parere che la bambola parlasse e i vicini sostenevano di averla vista addirittura muoversi durante la loro assenza, notando i suoi movimenti da una finestra all’altra parte della casa. Secondo alcune fonti, Robert Eugene era davvero ossessionato dalla bambola, al punto che da adulto, dopo essersi sposato con sua moglie Anne, fece allestire nell’abitazione di famiglia un’intera stanza per il piccolo Robert con tanto di mobili in miniatura. La moglie Anne dubitò più volte della sanità mentale del marito e spesso, nascondeva la raccapricciante bambola in soffitta; ma il legame tra Robert la bambola e Robert Eugene era troppo forte per essere spezzato, riuscivano sempre a ritrovarsi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, Robert Eugene sosteneva che la bambola fosse maledetta.La bambola rimase in soffitta fino a quando la casa non venne acquistata da un’altra famiglia. La nuova famiglia aveva una bambina di dieci anni, che trovò la bambola girovagando per la casa. Una notte la bimba gridò e affermò ai suoi genitori che la bambola l’aveva aggredita, nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert. Robert Oggi la bambola si trova ancora nella casa di Eugene, trasformata in un museo locale chiamato East Fort Martello Museum, dove desta ancora oggi molta curiosità e divenendo la maggiore attrazione della città. Infatti, secondo le varie testimonianze dei visitatori, i poteri paranormali della bambola sono ancora attivi. #dark #legend #scary #horror #creepy #death #mystery #horrormovies #notte #darkmemes #paranormal #storia #horrorart #fotodelgiorno #horroraddict #horrorjunkie #horrorfanatic #horrorfilm #horrorfamily #horrorcollector #horrorclub #horrorstories

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