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MOMO: una vecchia leggenda urbana horror con una morale di fondo sempre in auge.

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MOMO – Una leggenda urbana CreepyPasta sempre attuale

MOMO – Le leggende urbane, o conosciute in tempi più recenti con il nome di creepypasta, non sono mai state così popolari come con l’avvento di internet. Non che prima non lo fossero, ma la loro crescita esponenziale negli ultimi anni è senza dubbio riconducibile all’aumento delle svariate piattaforme nel web.

Dopo questa premessa è doveroso fare un passo indietro nel tempo.

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Molte storie, favole o leggende urbane hanno essenzialmente una cosa in comune tra di loro: una morale che ha come scopo un avvertimento. Sicuramente ognuno di voi lo avrà pensato più di una volta, guardando un film horror, di voler avere quel potere di farsi ascoltare dal protagonista del film e non fargli fare quell’azione stupida che immancabilmente lo mette in pericolo.

Facciamo l’esempio di vedere un genitore lasciare il proprio figlio per qualche motivo da solo in mezzo ad un bosco o in una città sconosciuta, diciamo di notte per rincarare la dose. Nessuno (o quasi) lo farebbe. E, in chiave più moderna, lasciare il proprio figlio navigare da solo nella sperduta jungla del web in balia di pericoli ben più impensabili della solita strega nel bosco?

Torniamo al nostro MOMO. L’anno scorso è balzato alle cronache un fatto successo in Argentina. Dopo che una ragazzina di 12 anni si è suicidata, dalle indagini sono emersi contatti online con un utente che aveva come foto del profilo il “nostro” MOMO, una scultura-creatura raffiguante una specie di uccello rapace con la testa, molto inquietante, di una figura femminile.

Non si sa quanto sia strettamente legato al suicidio della povera ragazzina, ma qualcuno ricorda ancora quando qualche anno fu alla ribalta il caso del Blue Whale.

Più tardi a questo fatto di cronaca ci sono stati casi in cui alcuni utenti hanno inserito in video per bambini su YouTube le immagini di una figura che ricorda molto da vicino MOMO, con lo scopo di alimentare e dare nuova linfa ad una leggenda urbana sulla stessa scia del più conosciuto Slender Man, il quale si narra rapisse i bambini.

Sappiamo che internet, oltre ad essere uno strumento di conoscenza se usato nella maniera giusta, possa essere, al contrario, anche un attrattivo strumento di manipolazione come fu la casa fatta di dolciumi per Hansel e Gretel.

Che sia una leggenda urbana (creepypasta) o un film horror, c’è una linea molto sottile con l’orrore che può verificarsi nella vita reale. E la morale riconduce più o meno alla stessa conclusione…

Appassionato di film e storie horror, nonchè del paranormale, ufologia e archeologia misteriosa. Di animo curioso e sempre alla ricerca di nuovi misteri da svelare e raccontare.

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La vera storia della bambola assassina! STORIA COMPLETA👇 Siamo nel 1906 quando Robert Eugene Otto, a cinque anni, ricevette in regalo, da un servitore di origini africane, una bambola. Secondo la leggenda, tale servitore era un praticante della magia nera e di rituali voodoo, che gli donò la bambola per lanciargli una maledizione. Robert il bambolotto, omonimo del suo nuovo piccolo padrone diede il via a svariati inquietanti episodi: i genitori erano del parere che la bambola parlasse e i vicini sostenevano di averla vista addirittura muoversi durante la loro assenza, notando i suoi movimenti da una finestra all’altra parte della casa. Secondo alcune fonti, Robert Eugene era davvero ossessionato dalla bambola, al punto che da adulto, dopo essersi sposato con sua moglie Anne, fece allestire nell’abitazione di famiglia un’intera stanza per il piccolo Robert con tanto di mobili in miniatura. La moglie Anne dubitò più volte della sanità mentale del marito e spesso, nascondeva la raccapricciante bambola in soffitta; ma il legame tra Robert la bambola e Robert Eugene era troppo forte per essere spezzato, riuscivano sempre a ritrovarsi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, Robert Eugene sosteneva che la bambola fosse maledetta.La bambola rimase in soffitta fino a quando la casa non venne acquistata da un’altra famiglia. La nuova famiglia aveva una bambina di dieci anni, che trovò la bambola girovagando per la casa. Una notte la bimba gridò e affermò ai suoi genitori che la bambola l’aveva aggredita, nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert. Robert Oggi la bambola si trova ancora nella casa di Eugene, trasformata in un museo locale chiamato East Fort Martello Museum, dove desta ancora oggi molta curiosità e divenendo la maggiore attrazione della città. Infatti, secondo le varie testimonianze dei visitatori, i poteri paranormali della bambola sono ancora attivi. #dark #legend #scary #horror #creepy #death #mystery #horrormovies #notte #darkmemes #paranormal #storia #horrorart #fotodelgiorno #horroraddict #horrorjunkie #horrorfanatic #horrorfilm #horrorfamily #horrorcollector #horrorclub #horrorstories

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