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recensioni

OLTRE IL GUADO: IL REGISTA BIANCHINI RISCATTA L’HORROR ITALIANO

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Oltre il guado

Trama
L’ etologo Marco Contrada (Marchese) lavora con passione e dedizione nei territori dei boschi del friulano a ridosso del confine sloveno, posizionando delle videocamere in punti strategici o fissandole direttamente su alcuni animali catturati in modo da poter osservare il loro comportamento a distanza.
Immerso in questa natura, si ritroverà a dover fare i conti con la sua integrità mentale (e fisica) quando le registrazioni lo condurranno a visitare un sinistro villaggio, luogo di un’antica leggenda, in cui rimarrà intrappolato a causa della forte pioggia che alza il livello del fiume e inonda l’unica via praticabile…

Commento
In un periodo in cui il genere horror sembra sia quasi scomparso del tutto nel cinema italiano, ecco che il regista di origine friulane Lorenzo Bianchini, poco conosciuto in Italia e autore in passato di medio e corto-metraggi ad ambito locale, confeziona invece un horror con un piccolo budget ma potente e di pregevole qualità, portando sullo schermo una favola oscura in grado di far rabbrividire anche lo spettatore più indulgente e disincantato.
Il giovane Bianchini, considerato regista scomodo, indipendente e dal personale stile minimale, ci presenta un horror atipico, fuori dai canoni e dagli schemi convenzionali degli ultimi anni, utilizzando solo un pugno di attori semisconosciuti, con un copione di pochi dialoghi in italiano e girando sapientemente luoghi e paesaggi suggestivi per lo spettatore: cio sembra un lavoro quasi artigianale dal punto di vista tecnico, tuttavia mai grossolano o banale nel suo sviluppo.
Il regista da vità così a una storia di fantasmi dal tratto più maturo del consueto, unita sia al mistery, sia a un quasi genere “documentary” .
Difatti per quasi metà della visione viene illustrata scrupolosamente l’attività dell’etologo Marco (su cui come vedremo ruota praticamente tutta la trama..).

Ad arricchire il lungometraggio vi sono la splendida e suggestiva fotografia, molto cupa e sinistra in alcuni punti, e le  musiche, piacevolmente originali (e disturbanti), che creano un’atmosfera ansiogena e rarefatta capace di calarci psicologicamente, insieme allo stesso protagonista, nelle profondità più sinistre dei villaggi semiabbandonati del Friuli e nella dimensione più onirica e irreale della vicenda.
Altro buon lavoro é stato fatto con i suoni (freddi e angoscianti) che prevalgono per la maggior parte della pellicola.

Una nota di demerito si potrebbe dire sui dialoghi (pochi) in dialetto sloveno e non sottotitolati, a volte un pò fastidiosi per il pubblico meno abituato e per la comprensione della trama prima dell’epilogo, ma evidentemente voluti dal regista per mantenere più originali le voci degli attori e l’atmosfera folkloristica-contadina. Stessa cosa per quanto riguarda alcune inquadrature d’intermezzo non sempre lineari tra di loro, ma che non rovinano o spezzano in alcun modo la tensione generale trasmessaci all’inizio dal regista e permeata in tutta la pellicola.

Inoltre “Oltre il guado” é stato candidato nell’ultimo anno a diversi festival ed ha vinto vari concorsi e premi fra cui: il Trento FilmFestival, Ravenna Nightmare e Fantasia FilmFestival

Un lungometraggio magistrale, quasi del tutto riuscito nell’intento, se vogliamo, di far riscattare il cinema horror italiano e indipendente sopratutto nei confronti di chi abitualmente associa i film a basso costo (low budget) a prodotti facilmente scartabili e dimenticabili nel panorama cinematografico, e che dimostra degnamente e artisticamente che il vero cinema non “appartiene” in modo esclusivo a chi ha disponibilità e risorse finanziarie, ma anche a chi ha le idee, talento e una buona cultura radicata nel proprio territorio.
Ottimo lavoro Bianchini.

Cresciuto a pane e horror, coltiva questa passione fin da piccolo che lo ha portato ad aprire Horror Stab insieme a Francesco per condividere questo meraviglioso genere con tutti i fan del genere.

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