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[Recensione] Gretel & Hansel

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Onirico. Psicheledico. Capolavoro. Un film che prende spunto dal folclore popolare prendendo un po’ spunto da The Witch, senza raggiungerne la perfezione ma regalando, ugualmente, momenti di grande suspense.

L’Analisi

Oz Perkins, figlio dell’attore Anthony Perkins e della fotografa e attrice Berry Berenson, dà il meglio di sè in questa pellicola. Dopo il battesimo del fuoco a 12 anni con Psyco, Perkins prende parte a film come Star Trek di J.J, Abrams, La rivincita delle bionde e Sei gradi di separazione. Nel 2015 ecco la sua prima prova da regista con February – L’Innocenza del male e, a seguire, Sono la bella creatura che vive in questa casa (distribuita da Netflix). Gretel e Hansel è un film che spiazza, spaventa, eppure obbliga lo spettatore a rimanere seduto sulla sedia (o sulla poltrona, in base a come siete abituati a vedere i film). Una rivisitazione in chiave horror di un classico dei Fratelli Grimm con una piccola modifica: il titolo è stato inveritito. Non un errore bensì una scelta ben precisa perché in questa rivisitazione la protaginista è Gretel, che qui ha sedic’anni. E’ solo l’ultima delle trasposizioni cinematografiche di questa favola (ricordiamo, fra le più interessanti, quella di Tim Burton del 1982).

La Storia

Dopo essere stati cacciati dalla madre a causa della povertà dilagante i due fratelli, Gretel (interpretata da Sophia Lillis, Beverly Marsh nel film IT) si ritrovano a vagare nel bosco e, con l’aiuto di un cacciatore riescono a superare le prime avversità. Ad un certo punto notano all’interno del bosco una casa isolata in cui abita una vecchina, Holda (interpretata magistralmente da Alice Krige che abbiamo già visto nei panni di Fata Morgana in L’apprendista stregone), che si rivelerà ben presto una strega in cui è germinato il seme del male. Gretel e Hoda sono due facce della stessa medaglia e spesso sembrano combattere a modo loro per l’emancipazione femminile. Perkins è molto abile nel fare due cose contemporaneamente: ci fa vedere una cosa e nel frattempo ne accade un’altra che attira la nostra attenzione e non sappiamo quale delle due è meglio guardare.

La chiave di volta per capire Gretel e Hansel è l’atmosfera cupa e a tratti soffocante. Le inquadrature sono precise, al limite della perfezione, simmetriche e molto “vive”. I dialoghi sono stringenti ma raramente e favore di camera ed in primo piano. Ciò che colpisce e spiazza allo stesso tempo è la ricerca da parte di Perkins della perfezione scenografica e di scelte registiche che spesso si rifanno ai film di Mario Bava.

Pareri Personali

Un film che riesce a dare ad una storia per bambini una forma diversa: il potere femminile spesso viene etichettato da una società patriarcale che lo denigra. Ma Perkins non dimentica la fiaba e quindi rende l’argomento meno pesanre e diretto così da poter essere compreso ds tutti.

Una fotografia perfetta (diretta da Galo Olivares, assistente di Alfonso Cuaròn) fa da suggello ad un film che, in un genere fino a poco tempo fa dominato dalle pellicole di James Wan, lascia soddisfatti gli amanti del genere.

Perkins riesce a dare nuovo lustro ad una fiaba che, a forza di essere racconata in mille salse, aveva perso un pò del suo appeal e sembrava un semplice racconto di una madre cattiva che cacciava i figli nel bosco semplicemente per liberarsi di loro

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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