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[Recensione] L’esorcista

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William Friedkin dà vita all’esorcismo nella sua parte più cruda e naturale. Un cult degli anni ’70 che fa ancora parlare di sé.

La Trama

Una ragazza di nome Regan scopre nella casa della madre una tavola ouija e si mette in contatto con un’entità. Dopo aver evocato un demone per Regan si prospettano molti fatti e situazioni inquietanti. Non è più padrona del suo corpo e della sua mente. Inizia a parlare in latino, francese, ed anche al contrario. La madre chiama prima degli specialisti ma poi, visti i fallimenti di questi ultimi, opta per entrare in contatto con due sacerdoti. Padre Merrin e Padre Karras vengono chiamati per mettere in atto l’unica cosa che può liberare la ragazza dal demone: l’esorcismo. Durante la pratica il demone si oppone con molta forza e, ad un certo punto, parla con la voce della madre di Padre Merrin, che lui aveva perso qualche tempo prima. Dopo un’estenuante tentativo di far uscire il demone da Regan, l’entità si impossessa del sacerdote e cerca di uccidere Regan. Ma il destino ha in serbo qualcosa di diverso.

L’Analisi

Un film cult. Un must per gli amanti del genere. Prendendo spunto da un romanzo, William Friedkin (Il braccio violento della legge) sforna una pellicola da dieci e lode. Forse il film più copiato e imitato della storia del cinema. Viene ricercato il massimo realismo possibile negli anni ’70 (il film è del 1973): questo permette al regista di entrare in punta di piedi nelle paure più recondite e profonde dell’animo umano. Paure, notti insonni, mancamenti, stridii di ambulanze, lunghe file fuori dalle sale di proiezione. Il film fu accolto con molto interesse di critica e pubblico e non evitò le critiche che vennero mosse nei suoi confronti.

Nell’idea del regista il film non avrebbe dovuto collocarsi nella tipica categoria “horror” bensì in quella dei “thriller-drama” soprannaturale con tinte horror. La realtà che si stava rappresentando in quel film era diversa, paranormale, inquietante, quasi viscerale. Il vero orrore non è nel film in sé ma nella condizione in cui si viene a trovare la piccola Regan (Linda Blair). Owen Rizman e Billy Williams scelgono di utilizzare principalmente la luce naturale per regalare veridicità alle scene.

La sceneggiatura è scritta dallo stesso autore del libro per rendere la trasposizione cinematografica il quanto più fedele possibile alla sorella cartacea. Le musiche sono state affidate a Mike Oldfield (ricordiamo Tubular Bells) e rendono l’atmosfera ancora più cupa. Marcel Vercoutere, invece, è chiamato a gestire gli effetti speciali che rendono la prima visione (ma anche le successive) paurose ed impregnate di timore.

Nonostante il film sia catalogato fra il genere horror, non è proprio così. La pellicola prende in esame tre principali argomenti: la separazione di una famiglia, la fede in qualcosa che non si può vedere né toccare e la credenza nel male.

Pareri Personali

Una pellicola dalle tinte inquietanti ed oscure. Un film che negli anni, come il buon whisky, ha preso gradazione ed è, ancora oggi, sulla bocca di giovani e meno giovani. Segno, questo, che le cose belle non muoiono mai. Non c’è un tempo per vedere L’esorcista. Non c’è una serata particolare. Quando vorrete vederlo state attenti solo ad una cosa: quando andrete a dormire il letto potrebbe muoversi o potreste vedere delle ombre aggirarsi sui muri. Una regia perfetta accompagnata da una altrettanto perfetta colonna sonora. La scelta dell’utilizzo delle vere luci di un ospedale durante alcune scene è ottimale perché rende ancora più vivido e vero il racconto che si snoda fra la vicenda di Regan ed il suo rapporto personale con il demone. Con un incipit quasi ipnotico e la sua lenta ed inesorabile evoluzione all’interno del film, L’Esorcista può essere catalogato fra i “10 film da vedere almeno una volta (ma anche di più se volete) nella vita”. Una pellicola che ha rivoluzionato il genere e che ha creato una serie di omaggi e remake (famoso quello degli anni 2000, ma meglio lasciarlo perdere).

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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