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[Recensione] Madre!

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Un film claustrofobico. Disturbante. Che toglie la tranquillità e mette a rischio l’idea stessa di vita di coppia.

La Storia

Lei vive ossessionata da Lui. Lui uno scrittore senza più stimoli e senza più idee, schiavo dei suoi horror vacui. In questo film di un immenso Darren Aronofsky i due protagonisti non hanno nome ma sono le inquadrature e la sceneggiatura a parlare per loro. Inquadrature basate quasi solamene su Jennifer Lawrence, mai come in questo film dimessa e ossessionata dal ricevere attenzioni dal marito, interpretato da Javier Bardem.

Vivono entrambi isolati in una casa sopravvissuta ad un incendio qualche anno prima e che Lei sta ristrutturando, con dedizione, pezzo dopo pezzo. . Avendo altri pensieri è Lei che si occupa di tutte le impellenze. Sembra una normale vita di coppia in cui la moglie è completamente assoggettata al marito e lo serve con abnegazione e totale dedizione. Tutto sembra, infatti.

Un giorno la loro tranquillità e la loro quiete viene disturbata dalla visita di u medico e della moglie che metteranno a dura prova la tenuta psicologica della moglia fino a portarla, in una scena, a gridare “Fuori da casa mia!”. Lei ha sempre bisogno di essere al centro dell’attenzione, seppur minima, di Lui, e odia qualsiasi cosa e qualsiasi persona possano mettere a rischio questa sua necessità: Lui deve avere occhi ed attenzioni solo ed esclusivamente per Lei.

L’Analisi

Darren Aronofsky, un maestro  nell’utilizzo del kitch per far uscire allo scoperto verità nascoste, in questo film riesce a concentrare le inquadrature solamente sulla Lawrence, donandole il ruolo di assoluta protagonista (in una scena Lei esce dalla stanza e lo spettatore vede ciò che vede Lei perché la telecamera è alle sue spalle).

Già dal titolo, Madre!, si capisce la centralità della donna in questa pellicola e Aronofsky lo fa benissimo. E’ un film senza colonna sonora e la cui fotografia è basata sui colori cupi quali giallo e ocra.

L’assenza di musiche da fare a corollario alle azioni ed ai movimenti di macchina portano ancora di più lo spettatore ad entrare in empata ed a vivere le ansie e le preoccupazioni della protagonista; in questo senso chi guarda il film non solo osserva le scene ma ne diviene parte integrante e, per un certo verso, si sente parte integrante deil film stesso. Nonostante queste mancanze volute il film non risulta mia banale nè noioso ma, anzi, trattiene lo spettatore sulla sedia mantenendo un alto livello di tensione misto a curiosità a apprensione.

La casa diventa, in questa pellicola, un mondo nel mondo. La vita dei coniugi diventa importante tanto quanto l’ambiente circostanteTutto si svolge all’interno di quella casa. Quando Michelle Pfeiffer entra in scena per Lei è l’inizio di un incubo: la tranquilla vita di coppia viene quasi violentata e messa in discussione portando un’intrusa ad intromettersi spesso e senza riguardo nella loro esistenza. Un affronto che Lei non può accettare.

Ma questa sorta di intrusione è, per Lei, l’occasione di riflettere sulla propria vita al fianco di Lui, una vita fatta di privazioni, di annullamento e, soprattutto, sulla falsa felicità che si è creata e che sta vivendo. Dopo aver cacciato i due intrusi ecco che la vera felicità riaffiora e Lui, finalmente, ritrova quella vena creativa tanto anelata negli ultimi anni.

Pareri Personali

Un film pieno di simboli e simbolismi nascosti che rimandano al miglior Aronofsky. Può essere deinito un film sull’amore in tutte le sue mille sfacettature. Sentimenti a dir poco complicato che può coinvolgere tutti, senza distinzione di nomi, ma semplicemente lui, lei, moglie, marito, io, tu.

Una pellicola che sa entrare nel nostro profondo e pone dei dubbi esistenziali riguardo il nostro modo di vivere e vedere l’amore e la vita di coppia. Come ho detto all’inizio è un film disturbante proprio per questo: Aronofsky riesce a penetrare nel segreto dell’amore e stracciarlo come fosse semplicemente un modo di essere.

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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