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[Recensione] Meridian: kiss of the beast

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Se, come dicono i filosofi, non esiste nessuna verità né un solo criterio di valutazione, ma è tutto soggettivo e reale, allora anche i mostri possono essere le più belle creature che esistano sulla terra.

La Trama

Una restauratrice deve ripulire un quadro per far emergere la tela presente sotto la pittura. Avendo visto i suoi piani cambiare decide di andare in Italia a trovare la sua amica Catherine, solamente per una notte e poi ripartire. Si ritrova in un vecchio castello dove viene accolta con gioia. Il pomeriggio del suo arrivo notano una carovana di artisti di strada accamparsi ai bordi del parco di Bomarzo (un parco ritenuto esoterico nei pressi di Viterbo, chiamato anche Parco dei Mostri). Le due amiche decidono di partecipare allo spettacolo ma, uno dei membri nasconde un terribile segreto che potrebbe portarlo alla morte.

L’Analisi

Charles Band (Mutati, The Alchemist, Invasori della IV dimensione)  e Debra Dion (Scarred, Shrunken Heads) realizzano, nel 1990, questa pellicola interessante. L’intrigo e la scelta del soggetto risultano molto ben scelti, soprattutto per lo sviluppo della trama in sé. In un misto fra horror ed erotico il film si muove all’interno del castello in cui abita Catherine. Un film che si muove fra le stanze del castello ed il giardino di Bomarzo. Spesso, nella visione della pellicola, salta all’occhio una sorta di somiglianza con La Bestia di W. Borowczyk. Infatti, questo film, non è altro che la trasposizione della famosa storia per bambini La Bella e La Bestia. Il trucco lascia un po’ a desiderare facendo sembrare le creature dei lupi mannari. La colonna sonora viene affidata a Pino Donaggio, noto cantautore italiano che, però, non riesce ad imprimere delle musiche memorabili. La scenografia e la sceneggiatura non sono cose che si ricorderanno di questo film. Probabilmente una delle poche cose interessanti è la scena di sesso che dura 15 minuti e che sembra essere la scena più interessante di tutto il film.

Pareri Personali

Un film che lascia il tempo che trova. Horror, erotico, sentimentale. Tre cose che, apparentemente, avrebbero anche un senso se utilizzate con le giuste quantità. Ma in questa pellicola manca una sorta di struttura narrativa. Ci sono la bella, la bestia, il mago, il prete. Ma è come se deficitasse di quella sorta di mistero, di tensione, di gore. Manca assolutamente di qualsiasi filo logico la vicenda che si svolge nel castello. Sembrano scene raccolte e raffazzonate in un montaggio mediocre che non lascia dubbi: non è un film che lascia il segno. Sembra uno di quei film di serie b girati con pochi soldi e con costumi presi in prestito da altre pellicole. Guardabile. Ma anche no.

 

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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