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[Recensione] Noi

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Sosia, omicidi, disparità sociali. Intenso. A tratti ironico. Assolutamente imperdibile

La Trama

Una famiglia americana decide di passare le vacanze in un piccola città sul mare. Ma non tutto andrà per il verso giusto. Eventi avversi porteranno questa famiglia a vivere l’incubo che nessuno vorrebbe vivere. D’improvviso alcuni malintenzionati bussano alla porta ed è qui che i ricordi di Adelaide Wilson riaffiorano. La notte del loro arrivo una famiglia di quattro persone bussa alla porta dei Wilson. Sono doppelganger di loro stessi e di Adelaide. Stessi vestiti, stesse movenze. Sono delle loro copie esatte. Da qui partirà un crescendo di emozioni contrastanti ma unite dall’angoscia.

L’Analisi

Jordan Peele confeziona un bellissimo film. Non semplicemente un horror sui generis ma un horror con, al suo interno, importanti riferimenti a temi sociali. Un film, diciamo, stratificato. Diviso per gruppi e sottogruppi. Sotto, sopra, in alto, in basso, al centro.

Una sceneggiatura intrigante e ben strutturata rende l’ansia e l’angoscia le vere protagoniste indiscusse di questo film. Anche se ci sono qua e là dei riferimenti ironici che dovrebbero alleggerire la trama lo spettatore si ritrova sempre a fare i conti con il dubbio. Il dubbio se ciò che sta vedendo è esattamente quello che ha capito. Spesso ci si ritrova a pensare una cosa ma la scena successiva ci catapulta in un altro pensiero esattamente opposto al precedente. Chiunque può essere parte dell’incubo vissuto dalla famiglia Wilson. Chi può dire di non aver già incontrato un doppelganger nella propria vita? Questa pellicola (candidata ai Critics Chioce Award, di cui ha vinto il premio, ha ottenuto una candidatura a SAG Awards, una candidatura a ADG Awards) è spiazzante, dirompente. Rompe gli schemi di ciò che abbiamo sempre pensato e mette in discussione tutto ciò che ci è attorno.

Ricchi e poveri. Bianchi e neri. La questione del divario razziale è un altro dei punti focali di questo film. Se con Scappa – Get Out Peele aveva affrontato altri temi in modo diretto, in questo ultimo lavoro sceglie la dissimulazione, il detto-non detto. Il regista ha affermato che il film è ispirato all’America. Però, a ben vedere, la questione razziale non è “altro” rispetto all’America.

“Noi” mette ansia ed angoscia. Un senso opprimente e costante di disagio. Una sorta di tremolio inizia ad espandersi sin dalle prime scene in cui c’è un piccolo flashback nei ricordi di Adelaide. Poi piano piano questo senso di angoscia inizia a muoversi per tutto il corpo fino alla fine.

Un’ottima scelta delle coreografie (splendida quella scena in cui si richiama “Lo Schiaccianoci”) e delle musiche fanno da sottofondo visivo ed uditivo a questo film. C’è un forte richiamo ad atmosfere di kubrichiana memoria (con un piccolo omaggio a “Shining”) che rendono il film sottilmente psicologico. Nel noi c’è nascosto un loro. Un loro che fa paura. Un loro che mette il dubbio.

Pareri Personali

Una pellicola da vedere assolutamente. Un horror che fa riflettere sulla condizione politica e razziale dell’America. Un’America che non può scindere dal rapporto fra bianchi e neri, ricchi e poveri, buoni e cattivi. Quando si esce dalla sala di proiezione è come se ci ritrovassimo in un mondo che non ci appartiene. Un mondo fatto di persone normali. Ma chi ci può garantire che mentre torniamo a casa e chiudiamo l’uscio di casa non ci sia qualche nostro sosia che ci sta spiando? Un film che pone domande serie anche con una punta di ironia che non guasta mai. L’ironia di Pelee è sottile e fendente allo stesso tempo. Un ottimo connubio fra horror e film disturbante.

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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