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[Recensione] Non Avere Paura Del Buio

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Non avere paura del buio

Guillermo del Toro sforna, attraverso le mani del book artist Troy Nixey (al suo primo lungometraggio) il remake di uno sceneggiato televisivo de 1973.

La Storia

La storia sembra semplice: una figlia intraprende un viaggio per andare a trovare suo padre e la sua nuova compagna in un vecchio maniero vittoriano dove fu commesso un omicidio (il film si apre con un interessante movimento di macchina attraverso il cancello della dimora). Qui scopre uno scantinato dal quale provengono voci imploranti aiuto.

L’Analisi

Dallo sceneggiato televisivo cambiano il punto di vista e la prospettiva: dall’adulto (1973) al bambino (in questa pellicola del 2010). C’è una costante ricerca ed indagine del mondo dell’infanzia e dei bambini (come si era visto precedentemente ne La causa del Fauno del 2006). Anche se del Toro può essere considerato il deus ex machina di auesto filmm la struttra narrativa voluta da Nixey si distacca, a volte, dal titolo. Manca quella ricerva del dettaglio, questa sorta di ricerca del misero in sé ed un pizzico di spinta verso l’ignoto.

Non è da disdegnare questa prima prova in un long playing (Nixey aveva vinto il premio a Totonto per un cortometraggio) ma sembra una regia quasi “scolastica” che non colpisce, purtroppo, direttamente lo spettatore. Manca un po’ quell’amore per il macabro e per il mistero che avrebbero reso questa sorta di fiaba più interessante e più di un semplice divertissment e un racconto d’intrattenimento. Si nota, senza nulla togliere alla prova di Nixey, lassenza di un regista di ruolo. Il montaggio è ben strutturato e l’utilizzo dell’inquadratura non è da disdegnare ma ci sono, ahimé, de vuoti, dei momenti di noia, che vengono nascosti e mascherati con l’inserimento di scimmie-topo per smuovere un po’ l’adrenalina nello spettatore.

Pareri Personali

Una delle poche note positive, oltre alla già citata brasvura nell’utilizzo del montaggio e dell’inquadratura, è lo sviluppo e l’analisi del rapporto adulto-bambino. (soprattutto fra Sally e Kim, la nuova compagna del padre). Una pellicola che sarebbe stata molto più interessante se lo sviluppo narrativo avesse avuto risvolti più cupi e meno macchinosi. Un film consigliato se non volete spaventarvi troppo ma avete comunque bisogno di “smuovere” la vostra adrenalina.

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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