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[Recensione] Il Silenzio Degli Innocenti

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Hannibal Lecter nella sua migliore e più conosciuta versione cinematografica. Tensione e thriller si incastrano per regalare emozioni difficilmente dimenticabili.

La Trama

Un serial killer soprannominato Buffalo Bill semina il panico uccidendo e scuoiando le sue vittime. L’FBI si affida all’aiuto dello psicopatico Hanniball Lecter per cercare di fermarlo.

L’Analisi

Un film che sconvolge, sorprende, angoscia. Il binomio fra lo psicopatico Hannibal Lecter ( Anthony Hopkins) e la giovane quanto esperta detective dell’FBI Clarice Starling (Jodie Foster) è spettacolare. Un connubio che si rivelerà accrescitivo per entrambi. Una gara fra menti, basata sulla tenuta nervosa dei due contendenti. Si viaggia lungo il sottile confine che divide pazzia e sanità mentale, un confine che spesso si travalica senza nemmeno accorgersene. Nonostante si fatichi a trovare la chiave di lettura per incastrare Buffalo Bill, proprio grazie ad un suggerimento del dottor Lecter, la detective Starling riesce a srotolare il bandolo della matassa. All’interno delle gole delle vittime viene ritrovata, su consiglio di Lecter, una farfalla testa di morto che indicherebbe un recondito desiderio transessuale.

Il film è bello (lo si riguarderebbe un sacco di volte tanto l’architettura è ben costruita) ma, nonostante ciò, manca l’eroe, il soggetto che verrà poi identificato come colui, o colei, che risolve il caso in modo ineccepibile. In questa pellicola si raccontano dinamiche psicologiche mescolate al senso di giustizia. Il fulcro, però, è la sadica attrazione vero tutto ciò che viene definito indicibile e quindi, molto spesso, impensabile. L’inesplorabilità della mente umana è il senso del finale di questo film. Un luogo tetro che pochi hanno il coraggio di attraversare.

Pareri Personali

Dopo aver visto Il Silenzio Degli Innocenti nessun film sarà più lo stesso. Si guarderanno gli altri horror con un occhio alla sceneggiatura di questa pellicola. Hannibal Lecter è divenuta la figura a cui fare riferimento quando si parla di psicopatici assassini. Un film che ha vinto 5 Oscar, 1 Golden Globe e l’Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino, non può che essere considerato un must per gli amanti del genere. Non che sia particolarmente o pieno di sangue. La sua forza sta nell’analisi della psicologia umana, quel subconscio che spesso dimentichiamo di avere e che, a volte ci fa agire in modi inconsulti.

Voto

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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