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Attentati

L’Attentato Terroristico Di Madrid Del 2004

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3 anni dopo l’attentato al cuore di New York anche la Spagna viene colpita da un attentato terroristico nel suo centro nevralgico.

I Fatti

E’ la mattina dell’11 marzo 2004. Un giorno come tanti nella città di Madrid. Molte persone si recano alla stazione principale per andare al lavoro in treno. Siamo alla vigilia delle elezioni generali (il 14 marzo di quell’anno, infatti Zapatero diverrà Primo Ministro).

Dalle 7:39 alle 7:42 esplodono, in tutto, dieci bombe, inserite in altrettanti zainetti. Alle ore 6:45 il treno 17305 parte da Guadalajara senza alcun problema; dalle 7:00 alle 7:15 tre convogli partono dalla stazione di Alcalà de Henares. Alle ore 7:39 tre ordigni esplodono sul treno 21431 all’interno della stazione di Atocha. Nei successivi quattro secondi altre quattro bombe esploderanno sul convoglio 17305 poco fuori dalla stazione. Due minuti dopo, alle 7:41, due bombe fanno esplodere il treno numero 21435 presso la stazione di El Pozo. L’ultima bomba, posta sul convoglio 21731, esplode alle 7:42. Rimarranno uccise ben 191 perone in questo attentato terroristico; i feriti supereranno i 2000.

Sviluppi dopo l’attentato

Come ricordato sopra, tre giorni gli attentati si sarebbero svolte le elezioni. Esistono due differenti teorie in merito al risultato che poi si è avuto. Secondo alcuni gli attentati cambiarono nettamente il risultato elettorale. Una buona parte degli elettori si sarebbe, in qualche modo, “vendicato” del PP riguardo il comportamento un po’ ambiguo in politica estera. C’è la possibilità che gli attentati di marzo altro non fossero che una risposta dell’ETA all’appoggio spagnolo al conflitto che si stava svolgendo in Iraq.

Una seconda teoria sostiene, invece, l’esatto contrario. Per alcuni gli attentati hanno solamente migliorato il risultato elettorale. Qualcuno afferma che il PSOE avrebbe comunque vinto le elezioni vista la catastrofica gestione politica del precedente partito politico a guida della Spagna.

Le conseguenze

Poco dopo gli attentati dell’11 marzo il tessuto sociale iniziò piano piano a sgretolarsi creando profonde fratture. Mentre in America ed in Gran Bretagna attentati simili avevano prodotto unione sociale e civile intorno alle istituzioni, in Spagna si creò una vera a propria faglia. Si produsse una netta divisione sociale fra sinistra e destra.
Come spesso avviene in questi casi, alcuni partiti utilizzarono gli attentati a fini politici. Venne definitivamente rotto il patto antiterrorismo che intercorreva fra il PP ed il PSOE.

Problematiche dell’informazione

I mezzi di informazione hanno sempre avuto un ruolo importante. Fra l’11 ed il 13 marzo sembrava ci fosse una sorta di volontà di nascondere la reale entità dell’attacco terroristico. Molti mezzi di informazione latitavano ed altri non davano risposte ufficiali alle sempre più pressanti domande. I media indipendenti, come La Vanguardia, La Voz De Galicia e alcune emittenti della Catalogna, riuscirono, invece, a dare versioni abbastanza coerenti fra loro e poco distanti da quelli ufficiali che usciranno dopo. In quei giorni ci fu un esponenziale aumento nella consultazione di blog, forum digitali, scambio di link, chat.

I vari forum diventarono un calderone in cui una serie di informazioni, spesso fuorvianti e poco attendibili, venivano diffuse; molto spesso le versioni che venivano fornite erano totalmente opposte a quelle ufficiali creando, così, una gran confusione negli utenti.

Le reazioni del popolo spagnolo

Il giorno dopo gli attentai, il 12 marzo 2004, una serie di manifestazione, spesso silenziose, si snodò per tutta la Spagna e non solo nella zona degli attentati. Molte di queste erano contro l’ETA. La manifestazione con la maggior partecipazione nella storia della Spagna (seconda solo a quella indetta il 23 febbraio).

Tutte le attività commerciali chiusero alle 18.30 ed esposero bandiere spagnole bardate a lutto in segno di rispetto. Alle 19 del 12 marzo una folla di 2,3 milioni sfilò per le strade di Madrid (che conta 4 milioni di abitanti). Venivano gridati motti come “todos ìbamos en ese tren” (viaggiavamo tutti in quei treni), “o no estamos todos: faltan 200” (non siamo tutti: ne mancano 200), “Espana unida hamas serà vencida” (la Spagna unita mai sarà vinta). Nonostante la manifestazione avesse dovuto svolgersi principalmente fra la Plaza de Colone Atocha vennero invase anche le vie adiacenti.

I membri della famiglia  reale spagnola, per la prima volta nella storia, si unirono alla manifestazione. In tutto nove milioni di persone parteciparono a manifestazione che venivano indette in altre città spagnole; si arrivò ad un totale di 11,4 milioni di persone. Nella sola città di Barcellona manifestarono ben 1,5 milioni di persone.

Conclusione

Non ci sono parole quando si assiste a queste situazioni. Si cerca di evitare che accadano di nuovo ma non si può mai essere sicuri. La società civile e la classe politica hanno un forte ruolo in questo e le nuove generazioni devono essere educate alla pace e non alla violenza per far valere le proprie opinioni

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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