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CECIL HOTEL: UN ALBERGO DA “PAURA”

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Lo Stay on Main è un hotel economico da 600 stanze situato sulla Main Street di Los Angeles, Stati Uniti. Costruito nel 1927, fu rimodernato negli anni ’50 con la funzione di residence. Tuttavia gli amati del mistero lo ricrdano con il nome di “Cecil Hotel“, teatro di numerosi delitti, incidenti mortali, nonché suicidi che si sono susseguiti fino ai giorni nostri.

Uno Dei più recenti risale al 31 Gennaio 2013 in cui la studentessa canadese Elisa Lam scompare misteriosamente durante la sua permanenza al Cecil Hotel. Il 13 febbraio la sorella di Elisa, Sarah, fotografa e make-up artist, tenta, inviando un messaggio in rete, di cercare qualcuno che possa aiutarla a trovare Elisa. Non vi è stata nessuna risposta, ma improvvisamente, si venne a sapere che la telecamera di sorveglianza di un ascensore l’aveva ripresa pochi attimi prima della scomparsa.

Il video viene postato su Youtube e dura ben 4 minuti, mostrando Un Elisa che compie gesti e movimenti inspiegabili. Nelle immagini cerca di spingere tutti i pulsanti dell’ascensore come se stesse cercando di fuggire da qualcosa o qualcuno, ma vedendo che le porte non si chiudono, inizia a delirare comportandosi in modo molto bizzarro. Le porte si chiudono solo quando lei si allontana, come se qualche forza soprannaturale ne condizionasse il funzionamento, e spingono la ragazza a guardarsi intorno, al minuto 1:57 le sue braccia e mani si muovono in modo inumano, successivamente sembra che parli con qualcuno, quindi si allontana e l’ascensore riprende a lavorare.

Il 19 febbraio del 2013, molti inquilini dell’albergo lamentano che l’acqua che sgorga dai rubinetti sia sporca e abbia uno strano sapore. L’impianto idrico dell’edificio è interno (per evitare di creare disagio in caso di interruzione della fornitura idrica urbana, nonché per risparmiare sui costi) ed è collegato a dei grandi serbatoi posti sul tetto, controllati regolarmente da un tecnico della manutenzione. Durante il controllo, all’interno di uno dei serbatoi viene ritrovato il corpo di Elisa Lam, galleggiante e gonfio dalla decomposizione.

Si suppone che dopo le immagini della telecamera di sorveglianza, Elisa, in qualche modo, sia andata sul tetto, salita in cima al serbatoio pieno d’acqua e ci sia caduta dentro annegando.

È stato ipotizzato che la studentessa canadese soffrisse di un disturbo di personalità multipla (bipolarismo), che forse l’ha portata a credere di essere in un altro luogo mentre in realtà si chiudeva nella sua bara liquida. Tuttavia sulla sua morte ci sono un’infinità di dubbi, a cominciare dal modo in cui sia riuscita a salire in una zona inaccessibile dell’albergo protetta dal sistema d’allarme senza farlo scattare. Come abbia fatto poi ad aprire il pesantissimo coperchio del serbatoio e soprattutto a richiuderlo alle sue spalle, non è in alcun modo stato spiegato.

La storia di Elisa Lam è stranamente simile a quella del film horror Dark Water. Dahlia, la protagonista principale del film si muove in un condominio con la sua giovane figlia Cecilia. Entrambi questi nomi non paiono scelti a caso: Black Dahlia è il soprannome di Elizabeth Short, un’inquilina  dell’hotel, vittima di un brutale omicidio rituale avvenuto nel 1947 (il caso è rimasto irrisolto). Il nome della figlia, Cecilia, è invece collegabile a quello dell’hotel.

Secondo la trama, dopo il suo trasferimento, Dahlia si accorge che il soffitto del suo bagno ha delle perdite di acqua scura e putrida. Scopre, infine, che una giovane ragazza di nome Natasha Rimsky è annegata nel serbatoio dell’acqua situato sul tetto dell’edificio, causando il marcire dell’acqua. Il proprietario del palazzo nonostante la conoscenza dei fatti ha rifiutato di agire. Nel finale del film si verificano continui malfunzionamenti degli ascensori nel palazzo e comparse spettrali.

Qualcuno qui può pensare che la pellicola sia stata girata prendendo spunto dalla vicenda in questione. Peccato che il film sia del 2005 (8 anni prima della morte di Elisa Lam), mentre l’originale giapponese è addirittura del 2002.

Un’ulteriore coincidenza si è verificata dopo la scoperta del cadavere di Elisa. Proprio nei pressi dell’hotel, nel quartiere di Skid Row, c’è stata una micidiale epidemia di Tubercolosi ed indovinate il nome del kit usato in queste occasioni… LAM-ELISA!!

Nel 2014 il macabro albergo viene ribattezzato col nome “Stay on Main” e torna a far parlare di se, per la foto di un presunto fantasma affacciato ad una finestra della struttura intento a guardare i passanti.

 

Cresciuto a pane e horror, coltiva questa passione fin da piccolo che lo ha portato ad aprire Horror Stab insieme a Francesco per condividere questo meraviglioso genere con tutti i fan del genere.

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