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Elva Zona Heaster – La testimonianza post mortem

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Elva Zona Heaster

Se un giorno doveste trovarvi nel West Virginia, tra le tortuose strade di montagna, vicino al cimitero di Greenbrier potreste vedere una targa recante la scritta:”Interrata nel vicino cimitero c’è Zona Heaster Shue”.

Fantasma Greenbrier

Il cartello che racconta del fantasma al cimitero “Greenbrier” nel West Virginia.

La sua morte nel 1897 fu ritenuta naturale, fino a quando il suo spirito apparve a sua madre per descrivere come era stata uccisa da suo marito Edward. L’autopsia sul corpo riesumato ha confermato il resoconto dell’apparizione. Edward, riconosciuto colpevole di omicidio, fu condannato alla prigione di stato. Solo caso noto in cui la testimonianza di un fantasma ha contribuito a condannare un assassino”.

Elva Zona Heaster aveva solo 23 anni quando incontrò, nell’ottobre del 1896, uno sconosciuto da poco arrivato in zona, Edward Trout Shue, di 37 anni, che aveva trovato lavoro come fabbro proprio lì, nella contea di Greenbrier.

La Heaster con il marito

La Heaster con il marito

Erano le 10 di mattina del 23 gennaio 1897 quando il corpo di Zona fu trovato da un fattorino, Andy Jones, mandato a casa sua per sbrigare una commissione. La ragazza era distesa sul pavimento, a faccia in giù, ai piedi delle scale, con un braccio piegato sotto il petto e l’altro allungato in avanti; la sua testa era inclinata da un lato. Andy corse nella bottega del fabbro per avvisare Trout, mentre sua madre cercava di rintracciare il medico, il dottor George Knapp, che arrivò circa un’ora dopo la scoperta del cadavere. Nel frattempo il marito Shue aveva già spostato il corpo della moglie, adagiandolo nel letto nuziale, ma non solo, aveva vestito il cadavere con un abito a collo alto, circostanza che in seguito apparve sospetta, perché tradizionalmente erano le donne della comunità ad occuparsi dei rituali funebri come il lavaggio e la vestizione di una defunta.

Quando il dottor Knapp iniziò ad esaminare il corpo di Zona, il marito manifestò segni di dolore inconsolabile, abbracciando le spalle e la testa della donna, cullandola dolcemente in preda ai singhiozzi. Il medico interruppe l’esame della salma, per rispetto verso il marito, e imputò la morte ad una “debolezza estrema”.

Inizialmente, nessuno sospettò di Trout Shue, tranne la madre di Zona, Mary Jane Heaster, che ogni notte pregò perché il Signore gli rivelasse la verità.
Secondo il racconto della donna, dopo quattro settimane, nell’oscurità della notte, mentre Mary Jane era completamente sveglia, apparve il fantasma di Zona.

Zona rivelò alla madre una storia di abusi fisici da parte del marito, culminati la sera del suo assassinio, quando l’uomo era andato su tutte le furie perché la moglie non aveva “cucinato la carne”: Shue l’aveva strangolata, dopo averle spezzato il collo “alla prima articolazione”.

L’autopsia, effettuata il 22 Febbraio del 1897, dimostrò che il collo di Zona era rotto tra la prima e la seconda vertebra, mentre la trachea risultava schiacciata: la donna era stata strangolata.

La giuria accettò la testimonianza della madre legata unicamente a ciò che le confidò il fantasma della figlia.
Vero o no, Shue venne condannato all’ergastolo e morì per un’epidemia nel penitenziario in cui era imprigionato.

 

Nato a pane e horror, fin da subito sviluppa una particolare ed accesa passione verso il mondo del cinema horror. La cosa non si è mai attenuata, ma anzi viene accentuata dopo la creazione di Horror Stab.

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