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Serial Killers

I Serial Killer Dell’Ideologia – La Storia Vera

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Italia, Germania e Paesi Bassi. Questo il territorio di caccia di due serial killer che fra il 1977 ed il 1984 si sono resi colpevoli di una serie di efferati delitti dovuti all’ideologia della purezza.

Il Fatto

Nel 1977 la città di Verona è il primo palcoscenico in cui si esibiscono due assassini, i serial killer dell’ideologia. Il corpo di  Guerrino Spinelli viene trovato nel bagagliaio della sua auto carbonizzata. Prima di essere bruciata la vittima è stata brutalmente picchiata. Il 1978 si chiude (siamo a dicembre) con l’omicidio di Luciano Stefanato, un cameriere omosessuale crivellato da 30 pallottole  e due lame nella schiena che verrà ritrovato in centro a Padova.

Nel dicembre 1979 Venezia viene macchiata dal sangue di Claudio Costa, un tossicodipendente di ventidue anni. Ma la scia di sangue non si ferma e nel 1980 sui giornali si fa strada la notizia che una prostituta cinquantaduenne, Alice Maria Baretta, viene trovata morta a colpi di ascia e martello.

L’apice dell’odio non era lontano dal venire. Infatti nel 1982, questa volta nel mese di luglio, due frati settantenni vengono ritrovati privi di vita perché colpiti da una serie incalcolabile di colpi di martello.

Il 1983 è un anno assai prolifico per quanto riguarda gli omicidi: il 26 febbraio a Trento viene ucciso un sacerdote, Padre Armando Bison, al quale viene rinvenuto un punteruolo conficcato quasi totalmente nel cranio. Nel mese di maggio è il turno di dare alle fiamme un cinema a luci rosse nei pressi del centro di Milano.

Il 17 dicembre, sempre del 1983, questa volta ad Amsterdam, una casa a luci rosse nella quale troveranno la morte 13 persone. Il 1984 inizia con l’incendio di una discoteca a Monaco di Baviera.

I Protagonisti

“Ludwig” e Wolfgang. Due nomi apparentemente normali. Ed invece sono le identità de due assassini che per quasi dieci anni hanno cavalcato l’onda dell’odio in varie città, non solo in Italia. Mentre “Ludwig” è il soprannome di Marco Furlan, nato nel 1959 a Padova. Wolfgang è il vero nome di Wolfgang Abel, nato nel 1960 a Monaco di Baviera. Fin qui non ci sarebbe nulla di male. Ma qualcosa accomuna questi due ragazzi: l’odio verso il diverso. Dalla loro amicizia nascerà la coppia che sarà conosciuta come i serial killer dell’ideologia.

Prostitute, omosessuali, senzatetto, locali e cinema a luci rosse, sacerdoti sono le vittime prescelte per per i loro crimini. Ossessionati dall’ideologia nazista avevano una “missione di pulizia” nei confronti della società. Dopo l’omicidio della prostituta venne inviata al Gazzettino di Mestre una missiva in cui un certo “Ludwig” rivendicava i delitti precedentemente commessi. La redazione non ci diede molto peso ma leggendo bene la fine della lettera c’erano particolari che non erano stati resi noti alla stampa e così gli inquirenti decisero di iniziare le indagini.

I Risvolti e la conclusione

L’ultima “missione” dei serial killer dell’ideologia avvenne nel 1984 in provincia di Mantova. Durante una festa in una discoteca i due entrarono in azione cospargendo la pista da ballo di benzina unita ad un accelerante e le la diedero alle fiamme.

Al suo interno c’erano ben 400 persone. Ma stavolta non ebbero l’effetto sperato. La discoteca infatti era dotata di rivestimenti ignifughi (dopo l’incendio di un locale a Torino) e questo ha rallentato notevolmente la propagazione delle fiamme. I due ragazzi tentarono inutilmente di aggredire il buttafuori. Solamente l’accerchiamento degli avventori e della folla li bloccò e permise ai Carabinieri di arrestarli.

La stima numerica delle loro azioni delittuose si traduce in 28 morti e quasi 40 feriti.

I due imputati vengono sottoposti ad una perizia psichiatrica e vengono riconosciuti semi-infermi di mente e, per questo motivo, condannati “solamente” a trent’anni di carcere (mentre l’accusa aveva chiesto l’ergastolo).

Ma Non Finisce Qui…

Nel 1988 Marco Furlan viene scarcerato dalla Corte d’Assise di Venezia per “decorrenza dei termini di carcerazione”.

Ha l’obbligo di risiedere in un paesino in provincia di Padova (da cui fuggirà nel 1990 prima della definitiva condanna in Cassazione). Catturato nel 1990 a Creta, al suo rientro in Italia, dopo la condanna definitiva a 27 anni, tenterà il suicidio in carcere. Anche a Wolfgang Abel toccherà scontare la stessa pena di Furlan.

La Scia Degli Emulatori

Gli emulatori, si sa, proliferano in queste situazioni ed infatti il nome “Ludwig” venne utilizzato da alcuni membri dell’estrema destra italiana attratti dalle idee razziste del duo omicida.

Nel 1990 un gruppo di fanatici di destra pianificò nei minimi dettagli un pestaggio di massa contro un gruppo di venditori ambulanti e, poco dopo, piazzarono una bomba in un campo nomadi nei pressi di Pisa.

I colpevoli dissero, una volta arrestati, di non aver mai conosciuto Abel e Furlan ma di esser stati attratti dai loro coraggiosi atti in difesa della purezza della razza e dell’ideologia.

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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