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IL Mistero Di Rennes-Le-Chateau

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Rennes le Chateau

Cosa lega la Maddalena, l’Occitania, i Merovingi e Rennes-le-Chateau?

Il Luogo

Rennes-le-Chateau è un piccolo paesino posizionato al confine con la Spagna, sui Pirenei francesi. Entrato nella storia e nella leggenda grazie alla presunta presenza in quei luoghi nientemeno che di Maria Maddalena.

Dalla Palestina, dopo la morte e resurrezione del figlio di Dio, un gruppo, con a capo la Maddalena, sarebbe partito per approdare nel sud della Francia. .

La storia di questo piccolo borgo francese ebbe inizio intorno al 1244 In  quell’anno venne registrato, dal marchese Francois Pierre d’Hautpol, un testamento nel quale accennava ad un segreto di Stato.

Il Personaggio

Il sacerdote Berenger Sauniére affermò di aver trovato all’interno di una colonna (mentre per alcuni si tratta di un supporto in legno) alcune pergamene appartenute ai Merovingi e che affermerebbero che quel luogo è di proprietà del Priorato di Sion.

Vengono effettuati scavi e ricerche finché, ad un certo punto, vengono ritrovati, spostando un pilastro visigoto, alcuni documenti cifrati che confermerebbero quanto detto da Sauniére.

Questo abate si insediò a Rennes-le-Chateau nel giugno del 1885. Il sacerdote aveva due compiti principali: la salvezza delle anime e la restaurazione della chiesa ormai in rovina.

Il Restauro

Le cose, però, non si mettono bene quando il Comune nega il contributo a Sauniére perché i soldi presenti nelle casse non avrebbero consentito di sostenere sufficientemente il costo dei lavori. Sauniére decide di trovare i soldi da solo e la prima donazione che riceve (di 3000 franchi d’oro) arriva dalla marchesa Chambort (Maria Teresa D’Austria d’Este).

Poi il Comune accetterà di contribuire con 1400 franchi d’oro e i restati 518 verrano messi da sacerdote. C’è, però, un sorta di mistero riguardante la cospicua donazione della marchesa e molti studiosi si chiedono tutt’ora perché mai avrebbe deciso di offrire una somma così ingente al curato di Rennes-le-Chateau.

Qualcuno sostiene che vi fosse uno stretto legame fra la famiglia Cjambord e gli Hautpol e che la donazione venne fatta dopo che la marchesa avrebbe ascoltato l’omelia antirepubblicana di Sauniére. Con queste somme, comunque, possono finalmente iniziare i lavoro di ristrutturazione della chiesa di Santa Maddalena.

Il Calice

Nonostante i soldi non bastassero ed i lavori stessero andando a rilento, Sauniére riuscì ad inviare in dono al reverendo Grassaund un calice d’argento.

C’è un’incisione molto interessante “Christus a.o.m.p.s. defendit” che viene interpretata come “Christus Antiquus Ordo Misicusque Prioratus Sionus Defendit” (“Cristo difende l’antico ordine mistico del priorato di Sion”). Ma non tutti gli studiosi sono concordi con questa interpretazione.

Oltre al calice in questione un altro oggetto rende interessante una riflessione: l’altare (sotto il quale Sauniére sosterrà di aver trovato delle pergamene) è sorretto da una colonna visigota ed ornato da una croce (databile intorno al VII secolo d.C.).

La Dalle des Chevaliers

Questa lapide dei cavalieri viene fatta rimuovere da Sauniér e definita “dei cavalieri” in quanto su di essa sono incisi dei cavalieri a cavallo (probabilmente dei principi Merovingi).

Questa Dalle nascondeva degli scalini che portavano all’antica cripta dei signori della cittadina francese. Sauniére vuole vederci chiaro e decide di entrare nella cripta. Qui vi trova alcuni teschi e dei contenitori pieni di oggetti preziosi e pezzi d’oro.

Questo ritrovamento viene confermato da un suo confratello il quale afferma di aver ricevuto in regalo da Sauniére alcune monete antiche; una parente di Marie Denarnaud verranno fatti recapitare alcuni braccialetti ed un collier di fattura visigota.

I Documenti

Dopo aver scoperto una cripta sotto l’altare Sauniére capisce che c’è sicuramente dell’altro da trovare e così, insieme alla sua perpetua, inizia a scavare di notte nel cimitero alla ricerca di chissà quali tesori. Nel cimitero vengono rimosse delle lapidi, rimosse delle croci ed alcune tombe vengono letteralmente saccheggiate.

La domanda sorge spontanea: perché mai il sacerdote e la perpetua avrebbero dovuto scavare in un cimitero di notte? Perché non approfittare della luce dl giorno per questo tipo di lavoro se fosse stato veramente collegato alla ristrutturazione della chiesa?

Dopo la scoperta delle pergamene l’abate Sanuiére sarebbe stato visto da alcuni testimoni recarsi verso il “Bosco dell’Uomo Morto”. Da lì avrebbe raggiunto la “Pierre di pain” (luogo in cui si dice che il diavolo avesse appoggiato la propria mano lasciandovi un segno).

La Chiesa

Sopra il frontone della chiesa di Santa Maddalena si trova questa iscrizione “Terribilis Est Locus Iste” (Questo è un luogo terribile). Al suo interno, sotto un fonte battesimale, si trova la statua del demone Asmodeo. Sul portale d’ingresso è presente la statua di Maria Maddalena (a cui la chiesa è dedicata) abbellita da rose e croci alternate (forse un omaggio ai rosacroce?).

Ma la cosa strana e alquanto fuori luogo è la scritta che si trova sotto la statua della Maddalena:

“Regnum mundi et omnem ornatus saeculi propter amorem domini mei Jesu Christi quem vidi auem amavi in quem credidi quem dilexi”

(“Ho disprezzato il Regno del mondo ed ogni ornamento del secolo per il mio signore Gesù Cristo che ho visto, che ho amato, nel quale ho creduto e in cui ho trovato piacere”).

L’Omicidio

L’abate Sauniére, per poter mantenere fede ai debiti contratti ed alle informazioni riguardanti i ritrovamenti, aveva intessuto una lunga serie di contatti. Ma non sempre i contatti sono affidali. Per questo l’abate Gélis, grande amico e confidente di Sauniére, venne ucciso nella propria abitazione e ritrovato con la testa fracassata.

Al suo fianco vennero rinvenuti un mozzicone di sigaretta ed un pacchetto di cartine di una marca che in quelle zone era irreperibile. La tomba di Gélis ha due particolarità: è orientata verso Rennes-le-Chateau (quasi fosse un monito) e nella parte superiore vi è disegnato lo stemma dei Rosa Croce.

Che tutta questa storia sia vera oppure frutto dell’invenzione di Pierre Plantard non è dato saperlo. Ma il mistero rimane. E Rennes-le-Chateau mantiene intatta la fama di luogo misterioso e legato al culto di Maria Maddalena.

 

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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