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Serial Killers

JOHN STRAFFEN – LO STRANGOLATORE DI BAMBINE

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John Straffen nacque nel 1930 in un campo militare di Bordon, nella contea di Hampshire, Inghilterra. Prima di lui, già sua sorella maggiore era nata con un grave ritardo mentale, al punto che morì per complicazioni nel 1952.

JOHN STRAFFEN

Anche a lui venne diagnosticato un problema alla corteccia cerebrale, ma i dottori erano speranzosi che crescendo avrebbe recuperato, fino ad una vita normale.
Suo padre, John Straffen Sr, era un soldato nell’esercito britannico e venne inviato in diversi luoghi durante la guerra. Quando suo figlio aveva solo 2 anni venne mandato in India e tutta la famiglia ci trascorse 6 anni. Il piccolo John all’età di circa 6 anni ebbe una grave encefalite che ne compromise le facoltà psichiche al punto da renderlo un ritardato.

Nel marzo del 1938 il padre di Straffen si congedò dall’esercito e la famiglia si stabilì a Bath, nel Somerset. Già allora il comportamento del bambino preoccupò i genitori per via dei suoi atteggiamenti aggressivi e degli scatti di ira improvvisi; nell’ottobre gli insegnanti chiesero che venisse sottoposto ad una visita clinica per diversi furti, aggressioni e fughe da scuola, ma il padre si oppose fermamente.

Nel giugno del 1939 John finì per la prima volta davanti a un tribunale dei minori per aver rubato una borsa da una ragazza ed averla aggredita con un bastone: gli vennero dati due anni di libertà vigilata. L’addetto alla sorveglianza dichiarò che Straffen non aveva realmente capito cosa avesse fatto di male e il perchè della punizione.

Il padre e la madre di Straffen erano alla costante ricerca di un lavoro e non avevano tempo per occuparsi dei figli, tanto che fu l’addetto alla sorveglianza ad accompagnare il ragazzo dallo psichiatra per i controlli periodici. A Straffen nelle lunghe sedute venne diagnosticata una grave deficienza mentale, accentuata dalla malattia che aveva contratto in India.
Il rapporto su di lui venne stilato nel 1940 e attestò un quoziente di intelligenza di 58, paragonabile a un’età di 6 anni (ne aveva 10).

Dal giugno 1940 l’autorità locale lo mandò in una scuola per bambini ritardati, la San Joseph di Sambourne.
Due anni più tardi gli Straffen si trasferirono a Besford e il piccolo John perse nuovamente i pochi amici che si era fatto. Divenne un ragazzo solitario e prese molto male la scuola correttiva.
All’età di 14 anni venne fortemente sospettato di aver strangolato due oche di proprietà della scuola, ma su di lui non vennero trovate prove.
All’età di 16 anni il suo QI era 64 e la sua età mentale di 9 anni. Il rettore della scuola di correzione consigliò vivamente ai genitori di affidarlo ad un istituto di igiene mentale.

Gli Straffen presero casa a Bath nel marzo 1946, dove il Medical Officer of Health lo esaminò e confermò un’evidente deficienza mentale, ma il padre si ostinava a trattarlo come una persona normale e cercò di inserirlo in diverse fabbriche come manovale.

Straffen, dopo aver aggredito una ragazza, commesso piccoli furti e strangolato alcune galline, venne inviato a Hortham, un centro specializzato nel recupero di criminali mentalmente disabili e nel reinserimento nella comunità. Straffen si trovò molto bene e nel luglio del 1949 venne dichiarato non più pericoloso e non violento, al punto da essere mandato in una struttura di minore sicurezza a Winchester, una cascina agricola isolata dove venivano trattati i soggetti disadattati.

Nel 1951, Straffen venne considerato sufficientemente riabilitato per concedergli un periodo di congedo senza scorta. Usò quel tempo per ottenere un lavoro in un giardino e gli fu permesso di continuare il lavoro. Al compimento dei 21 anni Straffen, venne valutato nuovamente dai medici di Hortham, che prolungarono il suo permesso per altri 5 anni.

Il 10 luglio 1951 probabilmente Straffen fu testimone di un evento che lo stravolse: una giovane ragazza di nome Christine Butcher venne strangolata in un vicolo e forse John era lì a vedere l’accaduto. L’assassino venne arrestato e brutalmente colpito dalla polizia prima di essere condotto in centrale. Ciò spiegherebbe cosa successe appena 5 giorni dopo e il risentimento che Straffen iniziò a covare per la polizia, colpevole, a suo dire, di aver rovinato la sua vita sin da quando aveva 8 anni.

Articolo di giornale sul caso.

Il 15 luglio Straffen andò al cinema, ma sul suo percorso incontrò Brenda Goddard, di soli 5 anni, che giocava nel giardino dei genitori adottivi. Secondo la dichiarazione di Straffen alla polizia, lui si offrì di giocare con lei a patto che lo seguisse fino ad un boschetto poco distante. Sollevò Brenda sopra il recinto del boschetto, ma nella caduta la bambina battè la testa su una roccia e perse i sensi; Straffen vide uscire del sangue dal capo della bambina e a quel punto sentì una forza irresistibile che lo portò a strangolarla con le mani.

Crime. England. Circa 1950’s. Fotoritratto di Brenda Goddard, vittima uccisa dal serial killer John Straffen.

Straffen non fece alcun tentativo di nascondere il corpo e se ne andò tranquillamente al cinema.
La polizia lo considerò un sospetto dell’omicidio e lo interrogò il 3 agosto. John ammise l’omicidio, ma incredibilmente uno psichiatra del carcere affermò che l’uomo era estraneo ai fatti perchè, a suo dire, Straffen voleva semplicemente infastidire la polizia.

Straffen venne rilasciato e l’8 agosto era di nuovo al cinema dove incontrò Cicely Batstone, di 9 anni.
Cicely era con un’amichetta e accompagnata dalla madre dell’amica, che all’uscita del cinema la mise su un bus diretto alla periferia di Bath. Straffen salì sul bus e scese alla stessa fermata della bambina. Lì, la strangolò a morte in un prato, non preoccupandosi dei molti testimoni. Quando la famiglia della piccola fece scattare l’allarme furono in parecchi a fornire l’esatta descrizione dell’uomo e Straffen venne arrestato per l’omicidio di Cicely Batstone la mattina dopo.

Straffen ammise di aver ucciso le due bambine e il 17 ottobre 1951 venne processato per duplice omicidio, ma la giuria emise un verdetto secondo cui Straffen era mentalmente instabile e incapace di far valere i suoi diritti.
Venne quindi mandato allo Broadmoor Institution di Berkshire, un manicomio criminale, ma ufficialmente, secondo un decreto del 1948, non era un recluso bensì un paziente. All’interno Broadmoor, Straffen riacquistò una certa pace e tranquillità e addirittura si adoperò come addetto alle pulizie.

Il 29 aprile 1952 Straffen andò con un operatore e un altro paziente a pulire alcuni magazzini della struttura, che erano recintati da un muro di circa 3,5 m e davano sull’esterno. Nel cortile c’erano lattine e taniche vuote ammassate a formare una piccola montagna di rifiuti e Straffen chiese al suo supervisore di potersene occupare; ricevuto il permesso, Straffen salì sul cumulo e saltò oltre il muro.

20 minuti dopo la sua evasione, incontrò Linda Bowyer, di 5 anni, che in sella alla sua bicicletta girava in un vialetto. La convinse a seguirlo promettendole delle caramelle e mezz’ora dopo la strangolò.
Straffen venne catturato pochi minuti dopo.
In macchina, durante il viaggio di ritorno a Broadmoor, Straffen disse:
“Questa volta con il crimine ho chiuso!”

Linda Bowyer – Un’altra vittima del pazzo e animale Straffen.

Processato nuovamente per omicidio, la giuria questa volta lo ritenne capace di intendere e di volere ed emanò un verdetto di colpevolezza. Il giudice Cassels condannò Straffen a morte, ma il 29 agosto il ministro David Maxwell Fyfe raccomandò alla regina Elisabetta II il caso di Straffen, che alla fine venne graziato.
Morì nella prigione di Frankland, nella contea di Durham, il 19 novembre 2007 all’età di 77 anni.

Quali sono le vostre considerazioni in questo caso?

 

Nato a pane e horror, fin da subito sviluppa una particolare ed accesa passione verso il mondo del cinema horror. La cosa non si è mai attenuata, ma anzi viene accentuata dopo la creazione di Horror Stab.

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