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La Storia Dell’Assassino Charles Manson

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Disagio sociale, odio verso la società, sensazione di meritare qualcosa di più. Unite tutte queste cose ed otterrete i peggiori delitti che l’America abbia mai visto alla fine degli anni 60.

La Storia

Charles Manson, figlio di una prostituta (secondo le parole che lo stesso Manson utilizzerà più volte per descrivere sua madre) nasce nel 1934 in una città dell’Ohio. Da padre ignoto prende il cognome di un convivente provvisorio della madre.

Fu da sempre ostile alle regole ad ai divieti. Tanto ostile da iniziare, ancora giovanissimo, a compiere, inizialmente, piccoli furti per specializzarsi poi in furti d’auto e rapine. Dopo un breve periodo di detenzione in un carcere minorile viene inserito in un altro istituto da cui fuggì. A 16 anni, nel tentativo di trasportare un’auto rubata oltre il confine, compie il suo primo reato federale. Nel 1954 ottiene la libertà condizionata.

Nonostante qualche saltuario lavoro regolare, Manson continuò ad affiancare, con successo, il trasporto oltre confine di auto rubate. Arrestato per questo reato in California e sottoposto ad una perizia psichiatrica, riuscì a farla franca grazia alla gravidanza di sua moglie (un’infermiera conosciuta durante la libertà condizionata).

In carcere ebbe modo di interessarsi alle arti occulte, all’esoterismo, alla magia nera ed alla manipolazione delle persone. Quest’ultimo fu il motivo per cui riusci ad avere un seguito così ampio di persone che decisero di andare a vivere con lui in una sorta di setta.

Verso la fine degli anni 60 Manson provò a seguire la sua vena artistica cercando di utilizzare le competenze musicali che aveva imparato dietro le sbarre. Nel 1968 si recò a Los Angeles presso una casa discografica e, con l’aiuto economico di Dennis Wilson fece un disco.  L”esperimento andò male e nessun brano di Manson fu mai pubblicato (tranne Cease to exist che i Beach Boys pubblicarono, modificando il testo, nel loro album 20/20)

Da qui, molto probabilmente, nasce la sua visione di essere incompreso e di meritare qualcosa di più, qualcosa che  gli altri avevano e che, a suo modo di vedere, non meritavano. Alcuni partecipanti alla setta fondata da Manson presso lo Spahn Ranch, credevano che egli fosse contemporaneamente l’incarnazione di Gesù e di Satana. Per molti componenti della “Family” Manson era un Dio.

La maggiore parte di loro proveniva dalla strada, da situazioni familiari disastrate o disadattati sociali. Manson sosteneva la necessità di una guerra razziale fra bianchi e neri. Una guerra che sostenne e che, a suo modo di vedere, “The Family” avrebbe sicuramente vinto senza problemi.

Nella “Family” si viveva di promiscuità, era buona norma praticare sesso di gruppo, utilizzare stupefacenti. Ma non era ancora contemplato l’omicidio

Manson non partecipò mai attivamente agli omicidi di cui parleremo, ma ne fu sicuramente il mandante. Visto il suo forte carisma sui membri di “The Manson Family” non gli fu difficile convincere alcuni di loro a compiere per lui gli efferati delitti di cui si parlerà a breve.

Dopo gli omicidi, il procuratore Bugliosi, riuscì a trovare, finalmente, alcune prove che collegavano Manson agli omicidi. Alcuni seguaci lo tradirono e lui si ritrovò arrestato. La prima che scelse di costituirsi fu Linda Kasabian, colei che aveva agito da palo nella casa di Polanski.

Nel 1971 tutti i membri di “The Family” vennero condannati alla pena di morte. La pena viene commutata in ergastolo perché la California abolirà la pena capitale nel 1972.

In prigione Manson modificò la famosa “X” che aveva sulla fronte fino a farla divenire una svastica.

Manson morirà, per problemi di salute, il 19 novembre 2017.

Gli omicidi

Verso la fine di luglio del 1969, un insegnante di musica, Gary Hinman, viene ucciso da un membro della setta di Manson, Bobby Beausoleil. Su una parete della sua casa viene scritta, con il sangue della vittima, questa frase: “Political Piggy”.

Durante la metà dell’agosto del 1969 un gruppo di appartenenti alla setta di Manson si recano presso la villa di proprietà di Terry Melcher (figlio di Doris Day che aveva rifiutato un contratto musicale proprio a Manson). La villa, però, era abitata dal regista Roman Polanski e dalla moglie Sharon Tate che era incinta. Con uno straccio sporco di sangue della Tate, un membro dei “The Family” macchiò il muro con la scritta “PIG”. Questa villa era, per Manson, il simbolo di tutti quelli che lo avevano denigrato e non avevano, secondo lui, capito il suo valore artistico. Nell’ordine vennero brutalmente uccisi: il parrucchiere Jay Sebring, Voityck Frykowsky, e poi Sharon Tate.

Il 10 agosto si consuma un altro duplice omicidio: Leno LaBianca e la moglie Rosemary; su una parete viene ritrovata la scritta “Death to Pigs” e in cucina, sul frigorifero, la scritta “Helter Skelter”.
Secondo le indagini svolte durante questi omicidi, le frasi contenenti la parola Pig furono indicate dallo stesso Manson per far incolpare degli omicidi la comunità nera.

Sempre nel 1969, alcuni membri della setta di Manson uccisero un lavoratore di Spahn Ranch, reo di aver sposato una donna di colore e ingiustamente accusato di voler sfrattare “The Family”. Dopo averlo ucciso lo fecero a pezzi e lo gettarono in un torrente dentro alcuni sacchi della spazzatura.

Il Restroscena

Charles Manson si è sempre definito un accanito fan dei Beatles. Affermò di aver avuto proprio dai Beatles il compito di compiere quei delitti.

Secondo lui la canzone Helter Skelter nasconde significati oscuri a chi non sa ascoltare. In quel brano i Fab Four, avrebbero scelto di mandare un messaggio a chiunque avrebbe saputo carpire il significato. Secondo Manson quella canzone significava fine del mondo, arrivo del caos: mentre in inglese significa confusione, alla rinfusa (è anche il nome di una giostra per bambini).

Manson si è sempre dichiarato estraneo agli omicidi in quanto non presente mentre venivano commessi. Susan Atkins, uno dei membri di “The Family” confessò che Manson aveva pianificato la morte di altre stelle di Hollywood: Litz Taylor, Richard Burton, Steve McQueen, Frank Sinatra, Tom Jones.

Lorenzo, 32 anni, appassionato ed accanito lettore, principalmente riguardo il soprannaturale. Amante dei buoni film e degli scenari horror. Ricercatore e studioso del paranormale.

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