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Serial Killer Italiani – 14 Famosi & Peggiori Serial Killer

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La storia italiana è stata spesso segnata dalla presenza di alcuni serial killer. In questo articolo i primi 7 serial killer italiani.

1. Giulia Tofana

Giulia Tofana

 Vissuta come cortigiana alla corte di Filippo IV di Spagna, era una sorta di fattucchiera che vendeva unguenti e pozioni magiche alle dame che sentivano il bisogno di liberarsi in modo anonimo del marito. Accadeva così: la moglie andava dalla signora Tofana e spiegava il suo problema. Ella, provvedeva a vendere alla cliente una boccetta di un liquido contenente acqua tofana. L’acqua tofana era una sostanza altamente tossica che, se usata in quantità sbagliate, portava alla morte di colui (o colei) a cui veniva somministrata.

2. Vincenzo Verzeni

Vincenzo Verzeni

 Soprannominato “Lo Strangolatore di donne” o “Il Vampiro della bergamasca”. Condannato per l’omicidio di due donne e l’aggressione di altre sei credeva di essere un vampiro. La sua tecnica infatti constava nel rapire donne o giovani ragazze, strangolarle e poi morderle sul collo (talvolta praticando anche il piquerismo).

3. Giorgio Orsolano

Giorgio Orsolano

 Vissuto nel 1800 ed annoverato fra i serial killer era specializzato nella decapitazione oltre che nella aggressione fisica. Si macchiò di tre omicidi. Uccise tre donne aggredendole, stuprandole e poi facendo a brandelli il corpo (i pezzi del corpo dell’ultima vittima vennero gettati nel fiume dentro un sacco di iuta).

4. Roberto Succo

Roberto Succo

Conosciuto anche come “Il Mostro di Mestre”, “Il Killer della Luna Piena” e altri soprannomi, Succo fu un serial killer italiano che uccise brutalmente sette persone. Agì sia in Italia che in Francia. Il primo omicidio di cui si macchiò fu quello dei propri genitori, a 19 anni. Uccise la madre con 32 coltellate ed il padre con un colpo di mannaia alla schiena. Ma la scia di sangue non si ferma all’Italia ma arriva fino in Francia dove, sotto falso nome, uccide un brigadiere della Gendarmerie, un ispettore di polizia, un medico e due donne). Quando fa ritorno in Italia viene immediatamente arrestato in Veneto. Si toglie la vita il 23 maggio 1988 utilizzando un sacchetto di plastica riempito di gas.

5. Michele Profeta

Michele Profeta

 Forse uno dei nomi più noti al grande pubblico. Profeta era soprannominato “Il Giardiniere”. Questo soprannome gli era stato affibbiato in base al suo modus operandi: attendeva le proprie vittime all’interno dei loro giardini seduto su una sedia. Le sue vittime furono solamente due: un tassista ed un agente immobiliare. Entrambi vennero uccisi con un colpo di pistola sparato a sangue freddo alla nuca.

6. Sonya Caleffi

Sonya Caleffi

 Conosciuta dalla grande massa come “l’infermiera killer”. Uccise 5 vittime (ma è sospettata di essere responsabile di 15-18 morti). Il suo modus operandi era molto semplice: attraverso il tubicino della flebo inserito nel braccio, iniettava aria nelle vene così da provocare un’embolia e indurre alla morte del paziente. Una donna instabile: tentò per ben due volte il suicidio senza però riuscirci. Le sue vittime erano perlopiù malati terminali.

7. Andrea Matteucci

Andrea Matteucci

 Noto alle cronache come “Il Mostro di Aosta” commise 4 omicidi fra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. La prima vittima fu un commerciante omosessuale reo di avergli fatto della avances non gradite; lo ucciderà con un coltello da Boy Scout. Nel 1992 uccide, sparandole alla testa, una prostituta che non aveva accettato la sua offerta in denaro per una prestazione sessuale. Un’altra prostituta è la sua terza vittima. Questa volta però l’omicidio avviene dopo che il rapporto sessuale era stato consumato. Matteucci non si ritenne soddisfatto e, dopo una furiosa litigata, prima la colpisce al volto e poi le spara due volte. Compirà anche atti di necrofilia per poi sezionare il corpo, bruciandolo e gettando i resti nella Dora Baltea. La quarta vittima di Matteucci è ancora una prostituta.

E’ il 1994 e dopo un incontro con l’ennesima prostituta, promettendole di riaccompagnarla a casa, la porta in un parcheggio e cerca di ucciderla soffocandola. Ma la ragazza riesce a liberarsi e a fuggire salvandosi la vita. Nel 1995 un’altra prostituta cade nelle mani di Matteuci che, sempre dopo aver consumato il rapporto, la uccide colpendola alla testa con un martello. Stavolta, come le altre, la seziona e la brucia.

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