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STULL CEMETERY: Il misterioso portale degli Inferi

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STULL CEMETERY – La leggenda: un passaggio chiamato “La scala di Satana” verso una delle 7 porte dell’inferno

STULL CEMETERY – Una cittadina, una chiesa in mezzo ad un cimitero, un albero del male e una tomba strettamente imparentata perfino con lo stesso Satana. Non mancano gli ingredienti giusti per dar vita ad una storia dal sottofondo infernale. Di molti cimiteri considerati infestati negli Stati Uniti, quello di Stull, in Kansas è quello tra i più interessanti che potete trovare nel suolo americano.

Si dice che sparse nel pianeta ci siano 7 porte che conducono ad altrettanti ingressi negli inferi. Quindi scopriamo insieme quale sia la terrificante storia che alimenta la leggenda del cimitero di Stull.

Anno 1867. Un gruppo di coloni olandesi, fuggendo dalla persecuzione religiosa, arrivarono dalla Pennsylvania in una zona rurale del Kansas. Lì decisero di fondare la cittadina di Stull con annesso cimitero e una chiesa in pietra al centro di esso. I coloni usarono la chiesa per praticare la religione Anabattista. Tale culto rimase in piedi nella comunità fino all’inizio del secolo successivo, quando un giorno il tetto che la copriva crollò. Da quel giorno abbandonarono le sacre mura al loro rovinoso destino e cominciò ad alimentarsi sempre di più la leggenda che sto per narrarvi.

 

 

Tra le tombe comuni, dove i morti di Stull riposano in pace, ne esisteva una in particolare sotto l’ombra di un albero, che la gente del luogo chiamò “l’albero del male”. Sulla lapide si trovava inciso l’epitaffio “wittich” (ricorda molto la parola “witch” o strega). In quel punto si dice che giaceva il corpo, o quello che ne rimaneva, del figlio del re degli inferi concepito da una strega mortale. Un tempo tra i rami dell’albero passarono parecchi cappi e molte streghe furono impiccate. Il nascituro nacque deforme e ricoperto da un manto peloso molto simile a quello dei lupi. Molto probabilmente le credenze iniziarono prendendo spunto dall’aspetto del bambino, non lo possiamo sapere e forse non lo sapremo mai. Inoltre la tomba fu rimossa tempo fa impossibilitando qualsiasi ulteriore ricerca.

Nella notte di Halloween Satana uscirebbe dal portale o dalla cosiddetta porta dell’inferno per far visita al figlio. In seguito a questa storia una nutrita schiera di curiosi si radunava ogni anno, durante la notte del 31 ottobre, invadendo la cittadina e il suo cimitero. Nel 1998, nella speranza di far scemare il flusso di turismo paranormale, le autorità decisero di abbattere anche l’albero anche se non riuscirono ad ottenere gli effetti sperati.

Delle testimonianze degli avventori ci sono di quelle di un centinaio di persone, le quali affermano che durante le giornate piovose o temporalesche l’interno della chiesa rimase completamente asciutto, nonostante non sia più presente il tetto della struttura. Neanche le persone che si trovano dentro le sue mura rimangono toccate dalla pioggia, come se il soffitto fosse ancora lassù a proteggerli dalle intemperie.

 

 

La città di Stull non si fa mancare neanche alcune morti misteriose durante gli anni ‘90. Un uomo morì bruciato e un altro lo trovarono impiccato su un albero, entrambi nei pressi del cimitero e lungo una strada che al giorno d’oggi non esiste più, se non in vecchie mappe dell’epoca. La “Devil’s road”.

L’ex pontefice Giovanni Paolo II che nel 1993, preoccupato dalle dicerie del luogo, fece cambiare rotta al suo veivolo papale per scongiurare il pericolo di passare nello spazio aereo del cimitero di Stull, forse impaurito dalla fama sempre più crescente del posto. La vicenda ebbe una grande risonanza tra i media nazionali e contribuì a rinforzare la leggenda, nonchè ad incrementare le visite da parte di curiosi del paranormale nella zona.

Le autorità locali di allora dovettero mettere fine alla cosa che stava diventando troppo grande per una piccola città e la tranquillità dei suoi abitanti. Nel 1999 cacciarono in malo modo una troupe di giornalisti e 3 anni più tardi rasero al suolo quello che rimaneva delle macerie della chiesa. Adottarono misure di sicurezza decisamente restrittive e la vita nella cittadina ritornò alla normalità da chissà quanto tempo a questa parte.

 

Non sapremo mai da quale lato pende la bilancia situata sulla sottile linea tra la verità o la credenza popolare. Ma se così tante persone affermano di essere stati testimoni di fatti, all’apparenza inspiegabili, il mistero lascia a noi tutti il beneficio del dubbio sui fatti del cimitero di Stull.

Appassionato di film e storie horror, nonchè del paranormale, ufologia e archeologia misteriosa. Di animo curioso e sempre alla ricerca di nuovi misteri da svelare e raccontare.

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La vera storia della bambola assassina! STORIA COMPLETA👇 Siamo nel 1906 quando Robert Eugene Otto, a cinque anni, ricevette in regalo, da un servitore di origini africane, una bambola. Secondo la leggenda, tale servitore era un praticante della magia nera e di rituali voodoo, che gli donò la bambola per lanciargli una maledizione. Robert il bambolotto, omonimo del suo nuovo piccolo padrone diede il via a svariati inquietanti episodi: i genitori erano del parere che la bambola parlasse e i vicini sostenevano di averla vista addirittura muoversi durante la loro assenza, notando i suoi movimenti da una finestra all’altra parte della casa. Secondo alcune fonti, Robert Eugene era davvero ossessionato dalla bambola, al punto che da adulto, dopo essersi sposato con sua moglie Anne, fece allestire nell’abitazione di famiglia un’intera stanza per il piccolo Robert con tanto di mobili in miniatura. La moglie Anne dubitò più volte della sanità mentale del marito e spesso, nascondeva la raccapricciante bambola in soffitta; ma il legame tra Robert la bambola e Robert Eugene era troppo forte per essere spezzato, riuscivano sempre a ritrovarsi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1974, Robert Eugene sosteneva che la bambola fosse maledetta.La bambola rimase in soffitta fino a quando la casa non venne acquistata da un’altra famiglia. La nuova famiglia aveva una bambina di dieci anni, che trovò la bambola girovagando per la casa. Una notte la bimba gridò e affermò ai suoi genitori che la bambola l’aveva aggredita, nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert. Robert Oggi la bambola si trova ancora nella casa di Eugene, trasformata in un museo locale chiamato East Fort Martello Museum, dove desta ancora oggi molta curiosità e divenendo la maggiore attrazione della città. Infatti, secondo le varie testimonianze dei visitatori, i poteri paranormali della bambola sono ancora attivi. #dark #legend #scary #horror #creepy #death #mystery #horrormovies #notte #darkmemes #paranormal #storia #horrorart #fotodelgiorno #horroraddict #horrorjunkie #horrorfanatic #horrorfilm #horrorfamily #horrorcollector #horrorclub #horrorstories

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