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Tony Todd

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Hell Fest – Recensione

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Un gruppo di sei ragazzi decide di passare la serata di Halloween all’Hellfest, uno spettacolo itinerante a tema horror composto da labirinti,giostre, nascondigli e attori mascherati che tentano di spaventare gli spettatori. Quello che i protagonisti non sanno è che un pericoloso maniaco si è infiltrato nel parco, mimetizzandosi con una maschera da Halloween, e da quel momento comincerà a dare la caccia alle sue vittime…

Diretto da Gregory Plotkin ( regista di Paranormal Activity 5 ), Hellfest è uno dei tanti film horror che sfrutta il tema della festa di Halloween per costruire la sua trama, e in questo caso possiamo pure dire che lo fa nella maniera più prevedibile e derivativa. La pellicola è il classico slasher con adolescenti che vengono inseguiti dal serial killer di turno, che in questo caso si mimetizza nel luna park, e tutto ciò che ne consegue senza particolari innovazioni.

Nota positiva per quanto riguarda l’ambientazione : lo spettacolo dell’Hellfest è veramente ben rappresentato, bella location, belle attrazioni e i costumi degli attori sono ben fatti. Menzione anche per la presenza di Tony Todd (che molti ricorderanno per Candyman) in un simpatico cameo.

Quello che non convince di questa pellicola è la continua sensazione di “già visto” che permane per tutta la visione, lasciando lo spettatore piuttosto distaccato dalle vicende che accadono, senza mai “acchiapparlo” e coinvolgerlo.

Veniamo adesso alla figura del serial killer : qualcuno potrebbe lamentarsi del mancato “approfondimento psicologico” dell’assassino, ma parliamoci chiaro: ben vengano queste derive dell’horror psicologico che negli ultimi anni ci hanno regalato ottime pellicole, ma in un film così le motivazioni interiori del maniaco hanno un importanza piuttosto marginale ed è anche giusto che sia così. Semmai la critica che gli andrebbe mossa è quella di una totale mancanza di carisma e un impatto visivo abbastanza anonimo che non riesce a trasmettere inquietudine. Non ultimo anche una lentezza sconcertante nel compiere gli omicidi : l’assassino passeggia tranquillo per tutto il luna park, se la prende comoda, fa il “giro lungo” e quando arriva il momento clou, tergiversa.

C’è da dire che se non si è dei palati troppo fini, la pellicola non è poi così terribile e si può anche guardare, certo con l’intenzione di passare una serata con un horror come tanti, non di certo con l’idea di trovarsi davanti ad un capolavoro. A voi la scelta.

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